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"1" di Pater SparrowCinema e Realtàdi Livio Meo In una rinomata libreria ungherese, un cliente di nome Tamel si ritrova all’interno del negozio al momento della chiusura.
Tamel ha recentemente sognato di trovare un volume da lui tanto desiderato proprio nella libreria del signor Eveson. Mentre il cliente cerca la copia con l’aiuto del proprietario e dell’aiutante Maya, tutte le opere contenute negli scaffali sembrano essere state improvvisamente sostituite da migliaia di copie di uno stesso volume che non ha autore né editore, ma un semplice “1” come titolo.
Giunta sul luogo dell’avvenimento, la polizia non riesce ad individuare l’artefice della sostituzione e comincia ad indagare sotto la direzione dell’agente Phil Picht.
I preziosi volumi di una libreria sembrano essere stati sostituiti da una moltitudine di copie di un unico volume dal titolo “1”. L’incredibile avvenimento mette in allarme la polizia, che comincia ad investigare partendo dai punti di vista dei testimoni. In breve tempo l’agente Phil Pitch si rende conto di quanto sia implausibile l’ipotesi di una sostituzione e cerca di estorcere informazioni rilevanti alle persone presenti al momento della vicenda. Mentre il proprietario, l’amante Maya, l’inserviente e il signor Tamel vengono sottoposti ad interrogatori e a trattamenti psicologici sovrumani, il libro protagonista dell’incomprensibile evento comincia ad essere letto in ogni parte del mondo, turbando sensibilmente gli animi della popolazione. All’interno del volume scorrono infinite serie di numeri riferiti alla Realtà. Ad ogni argomento trattato corrisponde una riflessione aritmetica di particolari aspetti di essa: vengono elencati per esempio il tasso di mortalità, il numero di decessi per unità temporale, la quantità di liquido seminale disperso e non destinato alla procreazione. Il libro appare come una trattazione sistematica e precisa della Realtà, intesa nella sua totalità e senza alcuna considerazione per il singolo; l’opera certifica infatti il dato universale, la sommatoria dei dati specifici, delineando così un quadro globale nel quale l’individuo può non riconoscersi. La visione universale evocata dal libro risulta scioccante per i protagonisti del film e per migliaia di persone sparse per il mondo, angosciate a tal punto dalla conoscenza della Realtà da ricorrere al disperato gesto del suicidio. Lo stesso Phil Pitch non riesce a sottrarsi al pericoloso fascino conoscitivo del misterioso oggetto e viene di conseguenza esautorato dalle gerarchie del corpo armato di cui era capo, l’Agenzia per la Difesa della Realtà. Il film sembra essere continuamente in bilico fra il piano dell’immaginazione e quello della realtà e gli stessi personaggi vivono nell’apprensione di sapere in quale dimensione stazionino; a sua volta lo spettatore è spiazzato dalle immagini e può affidarsi soltanto alla propria intuizione per un’interprezione soggettiva delle vicende. L’audace lungometraggio d’esordio dell’ungherese Pater Sparrow è denotato dalla sensazionale capacità di fornire spunti d’interpretazione e di riflessione. Il giovane regista, classe 1978, rivela di concepire il cinema come un’arte più vicina alla pittura che alla letteratura in quanto, come nel caso della prima, il prodotto cinematografico rappresenta il risultato di un’operazione creativa che deve prescindere da una spiegazione, da una motivazione o da una semplice narrazione episodica. Il cinema per Sparrow è un po’ come il libro “1” perché concede al singolo individuo la possibilità di trovare un senso a ciò che vede, la propria chiave di lettura senza vincoli interpretativi. Così come per il cinema, ogni sistematizzazione o razionalizzazione della Realtà appare fine a se stessa e capace di raffigurare soltanto un’ipotesi parziale e limitante per il soggetto che si appresta ad approcciarsi al dato empirico. Invece una riproposizione neutra, slegata da forzate predisposizioni, conferisce un’autentica libertà di lettura all’uomo e allo spettatore. Un montaggio dinamico ed inquadrature inusuali conferiscono originalità al film ed evidenziano il ricorrente tema della mera visione relativa con la quale l’uomo può investigare la realtà: in ogni sequenza la macchina da presa si muove spasmodicamente acquisendo i diversi punti di vista dei personaggi senza dare una visione univoca della scena. L’opera prima di Pater Sparrow si presenta come un lavoro esteticamente molto ricercato e fortemente basato sulla partecipazione attiva dello spettatore alla riflessione sugli spunti forniti dall’autore. 1 Regia: Pater Sparrow Con Zoltán Mucsi, László Sinkó, Pál Mácsai, Vica Kerekes, Balázs Czukor Nazione: Ungheria Anno: 2009 Durata: 90’
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