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Ogni venerdì, ore 21:15 Fox (110 Sky) "24" - Giorno 66:00 AM-7:00 AM; 7:00 AM-8:00 AMdi Marta Martina Comprendi la differenza che c’è tra morire per qualcosa e morire per niente?
Sono rimasto vivo in una prigione cinese perchè non volevo morire per niente. Oggi io posso morire per qualcosa. A modo mio, per mia scelta. E ad essere sincero, è un sollievo.
Jack Bauer, ammanettato ad una grata, a Bill Buchanan.
Dopo la prigionia cinese, dopo torture inenarrabili Jack Bauer rimette piede sul suolo americano. Scende da un aereo in casacca da taichi, barba lunga e sguardo perso. Il tempo di radersi ed è sulla strada del sacrificio. Jack è stato rilasciato dall’inferno cinese per essere giustiziato negli Stati Uniti. I terroristi che tengono sotto scacco la nazione con attentati sanguinosissimi e dislocati in più città vogliono Bauer morto. La sua uccisione a sangue freddo dovrebbe essere il prezzo per alcune informazioni importanti che Abu Fayed (il finto good guy) vuole fornire al CTU per far incastrare Hassad (il finto bad guy). Il sesto giorno di 24 dispone questi elementi. Già negli eventi narrati nella prima ora abbiamo la cifra della tensione nei diversi ambienti. 24 è un thriller innovativo ma al tempo stesso intimistico. La tragedia che si consuma è spesso vista dal bunker del Ctu, dalla Casa Bianca, da Jack in lontananza. Ai primi piani dei protagonisti si associa un’ attenzione dedicata alla musica, costante, discreta ma altamente adrenalinica. Gli attacchi sono multipli e non si conoscono gli esecutori. Fayed sta collaborando con il CTU per incastrare Assad, considerato un traditore perchè ha posato le armi e abbracciato il dialogo. Vuole che la sua organizzazione si purifichi, diventando diplomatica e pacifica. I signori della guerra che non gradiscono questa virata politica, ordiscono una rete di attentati kamikaze nelle maggiori città americane, sia per odio contro gli infedeli che per vendetta contro il compagno ravveduto. Il villain di questa stagione si rivela sì astuto ma non machiavellico (non regge con Abib Marwan del day 4), rozzo e circondato da incapaci. Ma siamo ancora al primo gradino. 24 ci ha abituato all’escalation dei bad guys, per cui i criminali delle prime ore del giorno sono quelli che sparano e combattono sulla strada in prima linea, poi ci sono i villain che comandano dal telefono, infine ci sono i villain veri e propri che cospirano quasi senza agire (Victor Drazens nel day One, Christopher Henderson nel day Five, il Presidente Charles Logan nel day Five). L’altro subplot ricorrente è quello dell’innocente coinvolto in prima linea negli attacchi del giorno (oltre alla famiglia di Jack coinvolta negli attacchi del day One, ricordiamo, nel day Five, Diane Huxley e il figlio Derek dai quali Jack viveva sotto copertura). Questa volta s’intrecciano le storie di una famiglia con il loro vicino di casa, corriere per Assad. Ai piani alti, abbiamo Wayne Palmer, fratello di David, il nuovo Presidente con al suo fianco Karen Hayes e Tom Lennox. Terza storyline, la sorella del Presidente e la sua organizzazione presa di mira dall’FBI. Nella seconda ora (7.00 am - 8:00 am) Jak is on his way. E come si vocifera su internet e nei gruppi a lui dedicati su Facebook "Se tutti ascoltassero Jack, lo show si chiamerebbe 12..." Ironia che perfettamente fa comprendere la difficile vita dell’eroe. Tra rischio e sicurezza, per giungere allo stato dell’invulnerabilità. Si libera dalla tortura di Fayed, sa che c’è lui dietro le stragi, addenta al collo il suo aguzzino, chiama il presidente, ma non gli danno ascolto. Jack non fa un plissé, scuote la testa con quel suo sguardo da automa e decide che è ora di tornare. Conoscendo i veri piani di Fayed, comunica a Bill e Chloe la sua decisione di seguire la sua pista. Si fa amico Hassad e come una vecchia coppia di colleghi, lavorano benissimo insieme. Naturalmente, sventano l’attacco alla metropolitana. In un mondo imprigionato dai bad guys, Jack Bauer ci salverà. Non è un uomo, non è un agente federale. Jack Bauer è un uomo-arma. Un fenomeno particolare che gode di una vastissima eco mediatica. Jack Bauer era un personaggio di una serie tv, ora è slang: to Bauer, secondo l’Urban Dictionary, adesso vuol dire "mettere fortissimamente sotto pressione qualcuno per ricavarne qualcosa".
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