31° Salone Internazionale del Libro

Il Salone Internazionale del Libro è il biglietto da visita dell’ editoria italiana nel mondo. Per cinque giorni, da Paesi di ogni continente a Torino arriveranno editori, scrittori, scienziati, registi, artisti, musicisti, premi Nobel, premi Pulitzer, premi Goncourt, premi Oscar per parlare fondamentalmente della costruzione di un futuro comune in cui sia sensato vivere. 

Quest’anno al Salone ci sarà tutta l’editoria italiana. Ci saranno gli editori indipendenti, e ci saranno i grandi gruppi. Chi sarà a Torino dal 10 al 14 maggio avrà dunque la fortuna di venire a contatto con tutta la scena editoriale del nostro Paese. È un motivo d’orgoglio, e la conferma di 31 anni di storia e tradizione, che gli editori italiani abbiano scelto Torino per ritrovarsi tutti insieme sotto lo stesso tetto. Un risultato reso possibile anche grazie all’impegno dell’Associazione Editori Amici del Salone Internazionale del Libro che per prima ha creduto e si è impegnata per questo risultato.

La 31a edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino è stata presentata al Museo Nazionale del Cinema di Torino martedì 27 febbraio 2018 dal Presidente della Cabina di Regia del Salone, Massimo Bray, e dal Direttore editoriale Nicola Lagioia, alla presenza – fra gli altri – del Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e del sindaco di Torino Chiara Appendino.
Il Salone è un progetto della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Con il Protocollo d’Intesa siglato il 14 dicembre 2017, l’organizzazione e realizzazione della 31a edizione sono state affidate dai Soci Fondatori alla Fondazione Circolo dei lettori e alla Fondazione per la Cultura Torino.

Massimo Bray ha letto l’articolo 9 della Costituzione Italiana, sottolineando come la Cultura sia un fondamento voluto dai Padri Costituenti per il vivere civile. “Il Salone di Torino ha saputo difendere la cultura in un mondo di diseguaglianza, come un bene da tutelare e valorizzare”.

«Un giorno, tutto questo». Il tema e le cinque domande

Nell’idea di Salone del Presidente Massimo Bray e del Direttore Nicola Lagioia c’è il fatto che esso non sia solo una vetrina di eventi ma un grande produttore di contenuti culturali. Il Salone, sotto questo profilo, ha un enorme privilegio. Ogni anno a Torino arrivano alcune delle migliori menti del pianeta: scrittori, scienziati, economisti, artisti, registi, musicisti… Il Salone ha chiesto a tutti loro di ragionare insieme sull’idea di futuro: come sarà il mondo che ci aspetta?

Proseguendo sulla strada intrapresa nel 2017 di affidare l’immagine-simbolo del Salone a un noto disegnatore e graphic novelist, dopo Gipi con Oltre il confine, a illustrare il Salone 2018 e il suo tema «Un giorno, tutto questo» è Manuele Fior.

Un giorno, tutto questo… che cosa ne sarà. Un giorno, tutto questo… sarà bellissimo. Oppure: Un giorno, tutto questo… sarà in pericolo… o sarà perduto. Un giorno, tutto questo… sarà il migliore dei mondi possibili. Oppure: Un giorno, tutto questo… sarà sotto minaccia, e dovremo difenderlo. Un giorno, tutto questo… sarà il posto in cui noi o i nostri figli saremo felici di poter vivere.

Ecco le Cinque domande:

  1. Chi voglio essere? La nostra identità è in continua costruzione. Nell’epoca del culto di sé, chi aspiriamo a essere? Che rapporto c’è oggi tra l’essere se stessi, il conoscere se stessi e il diventare se stessi?
  2. Perché mi serve un nemico? I confini ci proteggono oppure ci impediscono di incontrarci e cooperare? Come e perché li tracciamo? Abbiamo bisogno di costruirci un nemico per poter sperare di non averne
  3. A chi appartiene il mondo? Tra cent’anni la nostra Terra potrebbe essere meno accogliente di oggi. La forbice tra ricchi e poveri si allarga. Il lavoro si trasforma e può ridursi. Milioni di persone sono costrette a lasciare la propria casa. Di chi è il mondo? Chi deve prendersene cura
  4. Dove mi portano spiritualità e scienza? Scienza e religione hanno dato forma alla nostra storia e al nostro pensiero. Ma sono state usate anche come strumenti di oppressione. C’è oggi una promessa di cambiamento e di futuro nella spiritualità delle religioni, nel rigore nelle scienze? O altrove
  5. Che cosa voglio dall’arte: libertà o rivoluzione? La creazione artistica può bastare a se stessa? O deve porsi l’obiettivo di cambiare le cose? Libertà o rivoluzione: cos’è l’arte, e che cosa deve e può dare a tutti noi.

    Paese Ospite del Salone 2018 è la Francia, un paese che, da una parte, ha una fortissima tradizione culturale che difende e valorizza in modo esemplare, e dall’altra è stato al centro in questi anni di tensioni e di traumi che, proprio grazie a quella tradizione culturale, sta riuscendo a elaborare a beneficio anche di tutti quanti noi. Insomma: la Francia è uno dei veri laboratori culturali europei di quest’anno. Il Salone si tiene a maggio. Nel 2018 cadono i 50 anni dal 1968. Ecco allora che la sezione di approfondimento porterà il nome di Maggio Francese. La presenza della Francia è assicurata dall’Institut Français d’Italie, con il coordinamento di Bernardette Vincent. A Torino sarà presente una consistente delegazione di autori francesi. Ci sarà il vincitore del Prix Goncourt Ragazzi. Ci sarà una libreria francese dedicata alla letteratura e ai libri in lingua originale.

    L’International Book Forum, dove i libri diventano film e serie tv:
    l’International Book Forum è lo spazio del Salone dedicato alla compravendita dei diritti. Vi partecipano agenti letterari, uffici diritti, case editrici provenienti da tutto il mondo. L’Ibf 2018 conferma ed espande la sezione professionale Book to Book, dedicata al mercato dei diritti editoriali, e Book to Screen, specializzata nei diritti editoriali per lo sviluppo audiovisivo, e cioè per consentire l’adattamento dei contenuti dell’editoria libraria per il cinema, la televisione, il teatro.Da una parte c’è insomma il mondo dei libri, che offre contenuti. E dall’altra ci sono i produttori cinematografici e televisivi, che questi contenuti li cercano per trasformarli in film e in serie tv. Il Salone facilita il dialogo tra i due mondi.

     

    Grandi ospiti: ecco i primi nomi 

    Herta Müller quest’anno sarà al Salone di Torino, grazie al Premio Mondello di Palermo con il suo presidente onorario Giovanni Puglisi, alla casa editrice Feltrinelli e alla Buchmesse di Francoforte.
    Quest’anno giudice monocratico è Andrea Bajani, che ha indicato nella scrittrice romena di lingua tedesca il proprio autore di riferimento, e con la quale dialogherà in uno degli appuntamenti più attesi del programma.
    Il maggior premio letterario italiano, il Premio Strega, è presente al Salone Internazionale di Torino con due sezioni. Il vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi incontrerà al Bookstock Village le scolaresche provenienti da tutta Italia. E per la prima volta i cinque scrittori stranieri finalisti del Premio Strega Europeo presenteranno (giorno per giorno, finalista per finalista) i loro libri al Salone, e l’ultimo giorno verrà proclamato il vincitore.
    In apertura di Salone, sarà la lezione magistrale preparata ad hoc da Javier Cercas.

    Dopo il focus dello scorso anno, il Salone non distoglie lo sguardo dagli Stati Uniti. Grazie all’editore e/o quest’anno sarà a Torino la scrittrice americana Alice Sebold che nel 2002 debuttò in modo clamoroso con Amabili resti, il più grande successo editoriale di un romanzo d’esordio dai tempi di Via col vento.
    Spostandoci in Centro America, il Festival Encuentro assieme a Bompiani porterà al Salone per la prima volta lo scrittore messicano Guillermo Arriaga che, oltre ad aver scritto romanzi importanti come Il Selvaggio, ha scritto e sceneggiato celebri film del premio Oscar Alejandro González Iñárritu come Babel, 21 grammi e Amores Perros.

    Nel cinquantenario del Sessantotto e con la Francia Paese Ospite ecco insieme Bertolucci e Guadagnino protagonisti di un incontro in dialogo al Salone.

    Ma i Premi Oscar al Salone di quest’anno non sono finiti. L’editore Sellerio porterà Giuseppe Tornatore, che proprio con Sellerio pubblica il suo ultimo libro.

    Dopo 23 anni Eduard Limonov esce nuovamente dalla Russia e torna in Europa occidentale. L’intellettuale dissidente, reso celebre dal volume di Carrère, tornato in possesso del suo passaporto in questi giorni, sarà infatti ospite del Salone di Torino in occasione dell’uscita per l’editore Sandro Teti della sua autobiografia, Zona Industriale.

    Grazie a Guanda Editore ci sarà anche un gigante della narrativa europea come Fernando Aramburu, l’autore di Patria, uno dei romanzi più celebrati dell’ultimo anno. E torneranno Paco Ignacio Taibo II e Alicia Gimenez Bartlett, amatissima dai lettori italiani grazie all’editore Sellerio. O la grande Almudena Grandes Hernandez (Guanda). E ancora Joël Dicker, autore del bestseller internazionale La verità sul caso Harry Quebert, e nel 2016 de Il libro dei Baltimore, pubblicato da La nave di Teseo. Mercoledì 9 maggio, il giorno prima dell’apertura del Salone, cade il quarantennale di una delle date più buie della Repubblica Italiana: l’assassinio di Aldo Moro. Il Salone ha chiesto a Fabrizio Gifuni, che interpretò Moro in Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana, di preparare un monologo/spettacolo sullo statista basandosi proprio sui libri più interessanti che sono stati scritti sulla vicenda.

    In questi anni il Salone si è molto occupato del caso Regeni. Quest’anno, grazie al Premio Morrione e a Marino Sinibaldi – direttore di Radio3, da sempre vicinissima al Salone come tutta la Rai nostro Main media partner – ci saranno al Salone i genitori di Giulio: Paola e Claudio Regeni, insieme a Marino Sinibaldi, a Giuliano Foschini, a Beppe Giulietti e alla legale della famiglia Regeni Alessandra Ballerini. Ci sarà anche un intervento video del consulente legale della famiglia Regeni dall’Egitto.

    E questo è solo un assaggio…