Un grande inizio per il 67. Festival di Berlino

4 film per cominciare bene

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Il cast di The Dinner - Foto © Alberto Pagan

BERLINO – Dopo l’attesa, la conferma. Il Festival di Berlino si conferma una macchina rodata per il cinema di qualità. Vi presentiamo alcune delle pellicole proposte nel primo weekend del festival.

T2 – Trainspotting 2

Danny Boyle, Jonny Lee Miller e Ewen Bremner – Foto © Alberto Pagan

Danny Boyle presenta alla 67. Berlinale Trainspotting 2, sequel del fortunato film uscito vent’anni fa è che è stato inserito nelle migliori venti pellicole britanniche di sempre.

Il regista afferma di essersi reso conto che Trainspotting ha ancora moltissimi fan con delle grandi aspettative e quindi il progetto doveva essere di qualità ma allo stesso tempo non doveva trasmettere nostalgia. Il cast è lo stesso di vent’anni fa che nel film dimostra sintonia a complicità.

Il protagonista è sempre lo stesso Mark Renton (Ewan McGregor) che torna da Amsterdam dopo 20 anni di noiosa “vita normale”. Incontra i suoi amici Spud (Ewen Bremner), Sick Boy (Jonny Lee Miller) che coinvolgerà in progetti non convenzionali che causeranno naturalmente guai e tensioni.

Tutto si complica quando esce di prigione, lo psicopatico Francis “Franco” Begbie (Robert Carlyle) cercherà vendetta con Mark. Un progetto originale che coinvolge lo spettatore e allo stesso tempo lo fa riflettere.

Guarda: la Gallery da Berlino di T2 – Trainspotting 2

The Dinner

Il cast di The Dinner – Foto © Alberto Pagan

Oren Moverman presenta a Berlino The Dinner, un riadattamento da lui scritto e diretto del romanzo Het Diner di Herman Koch pubblicato nel 2009, con protagonisti Richard Gere, Laura Linney e Steve Coogan.

Il film racconta la storia di una cena di famiglia per discutere un crimine commesso dai loro figli adolescenti, che però non sono stati scoperti. Stan Lohman (Richard Gere) aspira alla carica di governatore, mentre il fratello  Paul Lohman (Steve Coogan) è un insegnante affetto da crisi di schizofrenia.

Laura Linney interpreta la moglie di Paul,  Claire, una donna decisa e determinata a difendere ad ogni costo la propria famiglia a cui si contrappone Katelyn (Rebecca Hall). La serata tra le famiglie sarà ricca di alti e bassi e forti tensioni.

Un film non facile come affermano gli attori, perché concentrato tutto in una serata. La difficoltà sta nel coinvolgere lo spettatore per tutta la durata della pellicola, inducendolo a vivere con i protagonisti la storia. La scelta di un cast brillante centra l’obiettivo.

Guarda: la Gallery da Berlino di The Dinner

Final Portrait

Armie Hammer, Stanley Tucci e Clèmence Poèsy – Foto © Alberto Pagan

A grande sorpresa alla Berlinale con un film fuori concorso Stanley Tucci presenta Final Portrait, scritto e diretto da lui. La pellicola narra la storia di un ritratto realizzato dall’artista Alberto Giacometti (Geoffrey Rush) nella Parigi del 1964 per un giovane scrittore americano James Lord (Armie Hammer).

Più che la storia di persone, Stanley Tucci descrive in modo molto raffinato il percorso sofferto e travagliato di un progetto artistico, che in questo caso è il ritrattoGioie, entusiasmi, ripensamenti e frustrazioni sono solo alcune delle emozioni che un artista affronta durante la realizzazione di un’opera.

Nel film infatti il ritratto avrebbe dovuto essere stato realizzato in pochi giorni, ma alla fine si protrae in un lungo periodo dove i due protagonisti, Giacometti e Lord finiscono per conoscersi in modo approfondito e inaspettato.

La parola non sarà il modo principe di comunicazione, lasciando posto a sguardi e gesti. Ed è nel momento che i due diventano intimi che il ritratto prende forma. Lo spettatore è coinvolto a riflette e conoscere il processo artistico su più livelli.

Guarda: la Gallery da Berlino di Final Portrait

Viceroy’s House

Il cast di Viceroy’s House – Foto © Alberto Pagan

Alla 67. Berlinale Viceroy’s House un film in costume che narra la storia della fine dell’imperialismo e il raggiungimento dell’indipendenza in India e la storia d’amore tra una ragazza musulmana ed un ragazzo indu. In mezzo a questa complicata situazione si inserisce  Lord Mountbatten che gestisce gli affari politici della nazione nascente. 

La regista Gurinder Chadha intriga amore e storia in una pellicola molto curata dal punto di vista scenografico, dove riesce a far emozionare con le atmosfere indiane lo spettatote nel buio della sala cinematografica.

Un susseguirsi di fatti ed emozioni ben gestite per narrare uno degli eventi inglesi tra i più importanti nel secolo scorso.

Nel cast brilla Gillian Anderson (che tutti noi ricordiamo nella serie X-Files) che con la sua classe e la sua sobrietà ha saputo reinventarsi come attrice cinematografica.

Guarda: la Gallery da Berlino di Viceroy’s House