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"A HISTORY OF VIOLENCE" di David CronenbergL’uomo con la pistoladi Pierpaolo Simone Tutta colpa della televisione. Tom Stall (un eccezionale Viggo Mortensen) conduce una vita tranquilla insieme a sua moglie (Maria Bello) e ai suoi due figli. Quando sventa una rapina nel suo piccolo ristorante, uccidendo i due banditi, la sua vita cambia radicalmente: ecco che i media iniziano a tormentarlo e qualcuno, forse da un passato lontano e dimenticato, torna per la resa dei conti. "A History of violence", lungometraggio presentato allo scorso Festival di Cannes, segna il ritorno alla regia del maestro canadese.
Se nel primo atto appare una pistola (diceva Anton Checov) nell’ultimo deve sparare. David Cronenberg ci toglie subito dall’impaccio regalandoci, dopo una mezz’oretta di film, una solenne sparatoria (con tanto di banditi e ostaggi) che sembra essere confezionata su misura per Quentin Tarantino. Cosa succede, dunque, se un uomo medio della provincia americana uccide improvvisamente due banditi che cercano di rapinarlo? In poco tempo diventa un eroe nazionale, aiutato suo malgrado dall’ossessività delle telecamere che lo inseguono ovunque. Ma qualcuno, a centinaia di chilometri di distanza, lo riconosce e si mette subito sulle sue tracce. Così la sua vita viene improvvisamente stravolta da due malviventi che dicono di saperla lunga sul suo passato. Chi è davvero Tom? Si tratta solo di uno scambio di persona oppure la sua aria da buon padre di famiglia nasconde in realtà un’altra identità? Cronenberg parla dei suoi personaggi: "hanno una potente risonanza emotiva. Una coppia sposata con due bambini cerca di vivere onestamente, tranquillamente, ma incontra delle difficoltà. Questo è l’elemento classico che ho amato". E ancora, raccontando del suo film dice: "il fatto che non l’abbia scritto io (il film è tratto da un romanzo grafico di John Wagner e Vince Locke cui Cronenberg è subentrato solo all’ultimo momento) non significa che non mi appartenga. Ho pensato che fosse un genere di thriller unico, diverso dal solito. Un thriller alla Hitchcock, in cui un uomo innocente viene scambiato per un altro da persone molto pericolose e trascinato in un mondo di cui non sa nulla". Cronenberg è un maestro nel portare lo spettatore in un labirinto in cui le entrate e le uscite si moltiplicano all’infinito, in quel confine dove il reale - e ciò che non lo è - si confonde fino ad annullarsi. I suoi specchi deforma(n)ti non si distinguono affatto dalla figura che riflettono e l’apparenza è, alle volte, la sostanza sotto cui si cela una continua dannazione. La ricerca della purificazione nulla può di fronte alla violenza che plasma il lato oscuro di ciascuno di noi: "trovo interessante" nota Maria Bello "che le persone che hanno accesso al loro lato oscuro siano esseri umani incredibilmente sereni, perché non ne hanno paura". E chiudendo sul regista dice: "David accede così facilmente a questo lato di sé, che non deve viverci, e non lo fa". A history of violence Titolo originale: A history of violence Nazione: U.S.A. Anno: 2005 Genere: Drammatico, Thriller Durata: 90’ Regia: David Cronenberg Sito ufficiale: www.historyofviolence.com Cast: Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes Produzione: Bender-Spink Inc. Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: Cannes 2005 16 Dicembre 2005 (cinema)
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