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"NIGHTMARE" di Samuel BayerFreddy è tornato? Purtroppo no!di Diego Baratto Alcuni ragazzi muoiono nel sonno in circostanze particolari. Freddy Krueger è tornato per ucciderli per mezzo di incubi, dopo essere stato bruciato vivo dai loro genitori. Tocca a Nancy il compito di eliminarlo…
Com’era prevedibile, dopo la definitiva affermazione della moda dei remake, e di qualsiasi forma di recupero di vecchi cult dal passato, è arrivato il momento del rifacimento di Nightmare: dal profondo della notte di Wes Craven, horror/slasher del 1984, che ha dato il via ad una fortunata serie. Un po’ di storia: il primo capitolo, era un autentico gioiellino, riguardo suspense, incroci vertiginosi fra realtà e mondo onirico, e non ultima la presenza di un villain memorabile, entrato di diritto, nell’immaginario collettivo. Dopodiché, ben sei seguiti (se escludiamo quel pacchiano crossover di Freddy VS Jason) meramente alimentari e diretti da altri, fino ad un’altra perla, con la regìa, nuovamente di Wes Craven, Nightmare: Nuovo Incubo (1995). Da ultimo, nel 2008, accantonata l’idea di un prequel si decise per il remake. Quel che qui riscontriamo, purtroppo è un rifacimento stanco e asfittico, che manca gli obbiettivi imprescindibili per una pellicola horror. La suspense è costruita in modo goffo, con tempi morti che accumulano soltanto noia, in quanto poi traditi, da inquadrature telefonate, si veda la scena con le lame di Freddy che spuntano fra le gambe di Nancy, dentro la vasca. A maggior ragione, in un film dove la storia e i colpi di scena sono già noti (o quasi) al pubblico, il linguaggio visivo dovrebbe essere perlomeno più efficace. Anche la CG, sebbene usata in modo parco, è piuttosto deludente, considerati gli standard attuali, e risulta più apprezzabile nella sua artigianalità, il muro elastico dell’84 da cui emergeva Freddy, di quello rielaborato in digitale presente nel remake. Si tenta addirittura un azzardo, con l’allusione ad una presunta innocenza di Freddy, accusato forse ingiustamente di violenze verso minori, mentre nell’originale era omicida di venti ragazzine; in entrambi viene giustiziato dai genitori delle vittime, ed arso vivo in un magazzino. Nel prototipo Freddy, era il rimosso che tornava ad insinuarsi, fra le camere delle villette w.a.s.p a ricordare , con le stigmate del suo volto sfigurato, delle colpe lontane di cui si era macchiata la comunità. Egli era l’orrore che l’America puritana aveva represso, dimenticato, rifiutandosi di fare i conti con il Male radicato dentro di essa, e per questo punita dallo stesso Male che ritornava doppiamente violento a colpire l’avvenire della società, ovvero i giovani, e quel che dà loro futuro: i sogni A fronte di ciò, nel remake, la questione morale sul “confronto con il Male” va perduta, riducendo la vicenda ad un caso di intolleranza, brutalità, con una vittima che grida vendetta, come se ne sentono tanti. Oltretutto il rischio di fare del villain un mezzo martire, è dietro l’angolo. Ci si aspettava invece uno scatto innovativo inerente agli incubi che attanagliano la generazione di adolescenti del XXI sec., ma a parte qualche dettaglio di contemporaneità, come Quentin che si droga di pillole per non entrare nell’incubo, e dei video (di cui non ne capiamo la presenza) su YouTube di un asiatico anch’egli perseguitato da Freddy , non c’è niente di sostanziale, che possa dare al film un fondamento organico per dire qualcosa di più sui giovani di oggi. Ci sono invece citazioni sfacciate, come l’iniezione al cuore per svegliare Nancy, presa a man bassa da Pulp Fiction e qualche levitazione di troppo, in stile L’Esorcista. Manca inoltre il sarcasmo macabro di Robert Englund, maschera attoriale inimitabile, che aveva saputo differenziare, il suo personaggio, dalla schiera dei celebri villain pittoreschi, da Leatherface (Non aprite quella porta) a Jason (Venerdì 13), con sberleffi e forti dosi di ironia perversa, che a conti fatti, non stemperavano affatto l’atmosfera ma bensì la rendevano malsana. Qui Il povero Jackie Earle Haley, fa del suo meglio, ma il paragone con Englund è davvero impietoso. Ci rimane da dire, che il cult-movie di Wes Craven meritava un remake più brillante, e non l’ennesimo becero sfruttamento commerciale, perché questo bivacco all’ombra di certi miti del cinema sta diventando irritante, nonostante in molti si nascondano dietro “teorie della copia”, derivanti dalla Pop-Art. . Titolo originale: Nightmare on Elm Street Nazione: U.S.A. Anno: 2010 Genere: Horror, Thriller Durata: 90’ Regia: Samuel Bayer Sito ufficiale: www.nightmareonelmstreet.com Sito italiano: www.nightmarefilm.it Social network: facebook Cast: Jackie Earle Haley, Rooney Mara, Kyle Gallner, Katie Cassidy, Thomas Dekker, Kellan Lutz, Clancy Brown, Connie Britton, Lia D. Mortensen, Charles E Tiedje Produzione: Platinum Dunes Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia Data di uscita: 25 Agosto 2010 (cinema)
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