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A Roma il Primo festival del documentario storicoUna rassegna voluta da istituto Luce, Rai educational, History channeldi Bruna Alasia Non poteva esserci cornice più naturale per varare il primo festival del documentario storico, a Roma dal 18 al 20 febbraio, che “il tempio di Adriano”, dove in anteprima per la stampa viene proiettato un documentario che a partire da marzo sarà anche su History Channel: Hadrianeum, il gigante di Pietra. Il film si chiude con una citazione, per bocca di Giorgio Albertazzi, delle celeberrime Memorie di Adriano: “Bisogna guardar la morte con occhi aperti”. Voluto dall’istituto Luce, da Rai educational, da History Channel, “Il festival del documentario storico” è un contributo a guardare la vita “con occhi aperti”, a mantenere viva la memoria. Iniziativa coraggiosa che, come tutte le cose necessarie, suppongo destinata a lunga vita. Presidente del festival è uno dei più grandi documentaristi italiani, Folco Quilici: del quale, al cinema Farnese, ci saranno i lavori più significativi. L’apertura, il 18 febbraio all’auditorium della Conciliazione, vedrà “Roma a tutto schermo”, un documentario di Raffele Quagliarella che raccoglie il meglio realizzato dall’Istituto Luce, Rai educational e History Channel sulla città eterna. Concluderà la serata il premio Oscar Nicola Piovani. Nuovo cinema Aquila, Cineplex Gulliver, Cinema Farnese, Teatro Belli, saranno le principali sedi della rassegna. L’evento non è pensato solo per gli appassionati di storia, ma anche per gli amanti del cinema, per i semplici curiosi che potranno trovare in un amplissimo ventaglio documentaristico motivo di stimolo e soddisfazione. L’ingresso è libero e ciò contribuirà ad avvicinare il grande pubblico al più affascinante dei poemi: la storia. C’è, ad esempio, la ricostruzione del processo dell’ 82 a.C. a Sesto Roscio che, accusato di parricidio, venne difeso dal grande avvocato Cicerone e fu assolto. Ci sarà un ritratto inedito di Michelangelo lacerato da “tormenti ed estasi”. Tra le proposte sul nostro passato recente il racconto di Mario Piazzesi, giovane squadrista toscano, che con il suo diario, scritto tra il 1919 e il 1922, illumina, più che molti saggi, la nascita e l’affermazione del fascismo in Italia. Segnaliamo la rievocazione del bombardamento di San Lorenzo rappresentata nella chiesa che ne fu epicentro, la Santa Maria dell’Immacolata. Ma non basta, il festival farà da talent-scout con il concorso “Lupa d’oro”, destinato a due categorie: studenti degli istituti superiori e under 25. Il concorso metterà in palio per il “Miglior documentario storico realizzato dagli alunni di una scuola” una station di montaggio-video del valore di ventimila euro. Per il “Miglior documentario storico realizzato da un under 25” un training formativo presso una struttura idonea della durata di quattro settimane, durante il quale verrà assegnata una sceneggiatura su cui realizzare un filmato di mezz’ora. Anch’esso di analogo valore. I vincitori saranno incoronati nella serata conclusiva di Venerdì 20 al cinema Farnese. Intanto, alla conferenza stampa, sullo schermo allestito al tempio di Adriano, sono sfilate le immagini commoventi dell’Italia degli anni ’70, la sua ideologia incandescente e i suoi poveri morti. “Gli anni di piombo”, quelli dei grandi misteri, delle grandi speranze e delusioni, quelli dei quali ancora si sa troppo poco e alla cui conoscenza il festival può dare un contributo più unico che raro.
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