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"AD ALTA VOCE" 2007Il gran finale della settima edizionedi Eleonora Speranza Nalesso Anche quest’ anno, a Bologna, Cesena e Venezia, si è tenuta la maratona di lettura, nota col nome di AD ALTA VOCE, che oltre a proporre pillole di cultura letteraria, presenta importanti momenti di solidarietà. La manifestazione, infatti, ancora una volta è un’ iniziativa di Coop Adriatica, in collaborazione con Ausilio per la Cultura, associazione che propone di far entrare i libri nelle case di chi non può uscire e di farli ascoltare a chi non può leggerli. Il tutto gode del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dei Comuni che hanno ospitato la manifestazione.
AD ALTA VOCE è stata inserita nella campagna culturale ministeriale “Ottobre, piovono libri”.
A differenza delle scorse edizioni che vedevano protagonista il palco del Teatro Toniolo di Mestre, la location del gran finale di AD ALTA VOCE, per l’ edizione 2007, sono state le sale del Cinema Excelsior di Piazza Ferretto a Mestre, poste in collegamento tra loro. Aldilà del leggero disagio di dividere gli spettatori tra vari ambienti e di non far seguire a tutti lo spettacolo propriamente dal vivo, il finale della settima edizione dell’ ormai famosa maratona letteraria si è dimostrato più convincente e coinvolgente di quello dell’ anno precedente. Roberto Bianchin, con la consulenza alla regia di Giorgio Bassanese e l’ accompagnamento musicale di Stefano Maria Ricatti e dei Ricatti Ensamble, ha presentato i personaggi della serata al moto di “Nessuno è mai solo con un libro in mano”. Dopo un’ introduzione musicale, ecco presentarsi sul palco il triestino Pino Roveredo che propone un brano dedicato a chi ama leggere ascoltando, il cui tema dominante è quello del mondo dei sordomuti, ponendo l’ accento sull’ importanza del sesto senso che possiede chi è vittima di una dimenticanza. Subito dopo è il momento, caratterizzato da umorismo ed informalità, di Mauro Corona, famoso scrittore proveniente da Erto, che volutamente non dichiara il titolo del libro da cui trae il brano. Quest’ ultimo parla di un paese distrutto da un’ alluvione, Aniel, che lui volontariamente pronuncia “Erto”, per la similitudine della storia che accomuna i due paesi. Il suo congedo è esilarante: per via del ritardo accumulato e la conseguente penuria di tempo, fa una battuta su come si parli sempre del bisogno di far cultura, poi però, per mancanza di tempo, se ne possano produrre solo delle stitiche pillole. Di tutt’ altro spessore emotivo è la performance successiva, di Jarmila Ockayova, scrittrice slovacca che ama molto indagare nell’ animo umano, specialmente quello femminile. Il brano da lei scelto ed interpretato con estremo coinvolgimento e profondità di sentimento, è tratto dal libro “Ieri”, libro che parla d’ amore e della solitudine di un immigrato, espressi con crudezza e lirismo. Proiettata sul fondo del palco, è poi presentata la performance del comico Alberto Patrucco, che si fa allegramente accompagnare da un pianoforte, mentre canta la traduzione dal francese di una canzone poi intitolata “Il vecchio”, in cui si diverte ad affrontare temi impegnativi, come quello della morte, con toni poi non così a loro consoli, quasi a volerli esorcizzare. Uno dei momenti più coinvolgenti è quello presentato da Roberto Pedicini, che, mentre scorrono le immagini sullo sfondo, interpreta il profondissimo monologo finale del film “American Beauty”, in cui lui è doppiatore del protagonista Kevin Spacey. Subito dopo è il momento dell’ attore italiano Roberto Citran, che porta una ventata d’ umorismo, leggendo due racconti di Ermanno Cavazzoni, “Gli albanesi” e “Gli scrittori inutili”, ch’ egli interpreta con tutta l’ ilarità che caratterizzava gli esordi della sua carriera. Mentre il primo racconto parla dell’ estraneità che coinvolge tutti i membri di una famiglia al punto di bollarli con l’ estraneità con cui spesso viene visto il popolo albanese, il secondo racconto parla di come esistano molti personaggi, scrittori compresi, la cui immagine è costruita ad arte per poi essere data in pasto, magari per un brevissimo periodo, al resto della società. Il commiato della serata, e quindi della maratona letteraria, è lasciato al ritorno sul palco del bravissimo Roberto Pedicini, voce di Jack Folla, nel famoso programma radiofonico da cui ha preso spunto il timbro della voce narrante del programma televisivo “Lucignolo”.
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