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Venezia 67. Fuori Concorso "ALL INCLUSIVE" di Nadia Ranocchi e David ZamagliL’ossessione di Miss Ambradi Livio Meo Miss Ambra è un’intraprendente ragazza assunta come direttrice d’albergo nell’imponente Hotel Joule. La donna comincia il lavoro con entusiasmo e intravede nell’importante ruolo acquisito il coronamento delle sue ambizioni.
Miss Ambra si dedica al suo ufficio in modo rigoroso ed intransigente, creando un clima teso fra i collaboratori a causa di un perfezionismo sfrenato e irreprensibile. Completamente ossessionata dal morboso desiderio di realizzare in maniera perfetta qualsiasi mansione, la protagonista finisce per confondere il proprio ruolo con quello di ogni singolo collaboratore, perdendo la razionale percezione della propria identità.
Alla riapertura della stagione, un nuovo elemento completa lo staff dell’Hotel Joule: Miss Ambra, giovane donna assunta per svolgere il ruolo di direttrice d’albergo. L’ultima arrivata si inserisce subito nel nuovo ambiente e si adopera per la perfetta riuscita dell’imminente inaugurazione. La protagonista è uno dei casi definiti in gergo clinico con il termine “workaholist”, soggetti inclini al piacere del sacrificio. L’inflessibilità con la quale Miss Ambra affronta l’incarico e valuta la professionalità dei collaboratori spinge questi ultimi a non tollerare le insinuazioni della donna, ormai ossessionata dal tentativo di riuscire a portare a termine ogni mansione in modo esemplare. Miss Ambra carica su di sé ogni responsabilità lavorativa e si sostituisce ai colleghi per assicurarsi che tutto avvenga secondo i propri piani. La protagonista giunge a detestare gli altri collaboratori e, in preda ad una deriva ormai maniacale, compie atti atroci e sconsiderati. L’opera sperimentale di Ranocchi e Zamagli è una riflessione riguardante l’incidenza del lavoro sull’identità personale. L’affermazione in ambito professione rappresenta uno dei fattori più importanti ai fini dell’accettazione della propria condizione, indispensabile per vivere serenamente fuori dall’ambito lavorativo. Miss Ambra ha invece un rapporto morboso con il lavoro, nel compimento del quale sfoga una profonda insofferenza nei confronti degli altri e si impegna fino ad annullarsi in una sorta di circolo vizioso di estrema competitività e ostinata autoaffermazione. La frustrazione del personaggio emerge con violenza nei minuti finali, durante i quali Miss Ambra non riesce a trattenere una crudele follia omicida. All inclusive appare costruito dai registi per valorizzare la potenza della visione in 3D: le numerose scene ambientate all’interno dell’albergo propongono infatti accattivanti sequenze in cui i personaggi si muovono su diversi piani prospettici, esaltando così la percezione della profondità. Una fotografia geometrica e la scelta di girare in bianco e nero conferiscono un ulteriore slancio all’osservazione pluridimensionale del film, la cui atmosfera cupa e claustrofobica accompagna la letale irrequietudine di Miss Ambra. Prodotto da Zapruder, gruppo di filmmaker italiani recentemente insignito del “premio Lo Straniero”, il film della coppia Ranocchi e Zamagli rappresenta un esempio di quel cinema italiano coraggioso, aperto alla sperimentazione di nuovi linguaggi e al tentativo di muoversi ingegnosamente fra arti visive, performative e cinematografiche. All Inclusive 3D Titolo originale: All Inclusive 3D Nazione: Italia Anno: 2010 Genere: Drammatico Durata: 75’ Regia: Nadia Ranocchi, David Zamagni Cast: Ambra Senatore, Luca Camilletti, Sara Masotti, Monaldo Moretti Produzione: Zapruder Data di uscita: Venezia 2010
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