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"AMER" di Helene Cattet e Bruno ForzaniIrrefrenabile attrazionedi Livio Meo Presentato in anteprima nazionale a Science+Fiction 2009, Amer racconta la vita di Ana scandita attraverso tre periodi diversi della sua esistenza. Durante la prima parte, Ana è un bambina e si perde nell’immensa e tetra casa al mare di famiglia; l’infanzia della bambina è caratterizzata da un’inarrestabile curiosità che la porta ad avventurarsi in pericolose scoperte. Successivamente la protagonista viene raffigurata nel periodo dell’adolescenza, quando si scatena la consapevolezza della propria sensualità e comincia ad approcciarsi in maniera diversa nei confronti della madre e dell’universo maschile. Infine i giovani registi Helene Cattet e Bruno Forzani ritraggono l’ultima permanenza del personaggio nella residenza estiva, ormai praticamente abbandonata dopo la morte dei genitori. In questa fase conclusiva, Ana riassume le pulsioni emerse nei due stadi precedenti: la donna rappresenta infatti una sorta di sintesi fra la spigliatezza e curiosità infantile e il desiderio carnale adolescenziale. Amer è un’opera molto accattivante, che conquista con prepotenza grazie alla capacità di far immedesimare il pubblico con la sensibilità della protagonista. Ogni momento della vita di Ana viene vissuto in prima persona dalla spettatore, catapultato nel vortice di passioni provate dalla donna. Mentre l’innocente curiosità del periodo infantile viene coniugata alla claustrofobica paura che si scatena più volte nell’animo della bambina, nella fase intermedia della crescita l’osservatore è rapito dalle movenze languide del personaggio. La bocca semiaperta, una ciocca di capelli tenuta fra le labbra e un portamento provocatorio straziano l’emotività del pubblico, mentre lo sguardo sprezzante e volgare di Ana scatena un’attrazione viscerale. Durante i minuti in cui è presentata nella fase della maturità, la donna non perde il fascino adolescenziale ma un’atmosfera più minacciosa prelude ad un finale truce e violento; l’ultima parte del film è un colpo diretto allo stomaco: sequenze agghiaccianti e terrificanti si susseguono tormentando atrocemente Ana e lo spettatore. Grazie a brillanti artifici, quali la marcata sonorizzazione dei respiri affannosi e le inquadrature su particolari scioccanti, l’ipnotico film di Cattet e Forzani appare un’esperienza sensoriale impressionante e coinvolgente. L’opera è inoltre costellata di tributi e citazioni al cinema italiano di genere: molti spunti ed inquadrature rievocano i lavori dei maestri Argento, Bava e Di Leo, mentre la colonna sonora è interamente composta da brani tratti da pellicole italiane. Stilisticamente originale e molto provocante dal punto di vista emotivo, il primo lungometraggio della coppia Cattet-Forzani convince e conquista la platea di genere di Science+Fiction. AMER Regia: Helene Cattet, Bruno Forza Cast: Bianca Maria D`Amato, Marie Bos, Charlotte Eugène Guibeaud, Cassandra Forêt Distribuzione: Coach14 Nazione: Francia, Belgio Anno: 2009 Durata: 90’
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