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AMITIÈ – Per la Giornata Internazionale della PoesiaAmicizia e dialogo tra le arti nell’incontro a cura dell’associazione poetica “La Settima stanza” e WAVES (Women Arts Venice)di Elisa Modolo “Poesia e fotografia si rincorrono da anni in una ricerca spesso parallela come accade tra alcune fotografe di avanguardia e le espressioni della Settima Stanza: entrambe, con sguardo ravvicinato tra interno ed esterno, esplorano la realtà e i luoghi difficili di cui sono testimoni.”
Ha avuto luogo nella suggestiva cornice del Centro Studi Donne per la Pace, in una sala percorsa da archi di pietra e travi di legno, la manifestazione AMITIÈ, fusione di arti antiche e moderne per celebrare la Giornata Internazionale della Poesia. Una vera e propria “maratona” di poesia che ha visto come ospiti poeti e poetesse contemporanei membri dell’associazione La Settima Stanza (Anna Barutti, Luca Bragaja, Paola Casanova, Annalisa Ceolin, Andreina Corso, Maria Vittoria Fonseca, Letizia Gabriele, Chicco Giusti, Fabia Ghenzovich, Laura Guadagnin, Riccardo Held, Marina Luzzoli, Luca Moioli, Cristiana Moldi Ravenna, Claudio Ongarato, Mara Paltrinieri, Paolo Parma, Valentina Pasquon, Luca Rizzatello, Grazia Sterlocchi, Maria Vatova, Laura Voghera Luzzato, Silvia Zoico) in simbiosi con opere di artisti della pittura (come Raffaella Domestici) e della fotografia (Maria Teresa Crisigiovanni, Luca Moioli). Una confluenza di linguaggi diversi che hanno però “in comune un certo modo di vedere la realtà e di conservarne il senso più vero” secondo le parole dell’organizzatrice, Laura Guadagnin. Un’ampia varietà di temi e stili ha caratterizzato le liriche. Molte quelle legate al topos della serata, l’amicizia: amicizia tra adolescenti, con le figlie e con gli autori amati nel caso di Maria Vittoria Fonseca, amiche perdute (A un’amica perduta, Giorgiana, A Paolo, Per Helena, Volti di Laura Voghera Luzzato, fino alla nostalgica Prima di quel viaggio di Cristiana Moldi Ravenna dove l’autrice, accompagnata da una voce registrata nella segreteria, ricorda i momenti felici prima del viaggio che segnò la scomparsa dell’amata cugina. Immancabili le poesie dedicate alle grandi tematiche, dall’immaginario incontro tra una donna e la morte secondo Andreina Corso, al tempo che scorre e ai segni che lascia secondo Luca Bragaja, terminando con la persecuzione nazista tratta da una storia vera nella cruda poesia di Silvia Zoico la cui fievole voce ha scandito con sorprendente chiarezza i passi di una testimonianza ad un processo passando agilmente dalla lingua italiana a quella francese a quella tedesca. Focalizzate su sentimenti e riflessioni invece le liriche di Riccardo Held (Paura, Canti che si muovono, At dinner), di Maria Pia Vatova (Intravedere, Fra aliti rosa, Quando si fa nero) e Francesco Giusti (Voce di campane in dicembre, Variante alla luce della sera, Un lembo di notte giallo). Una prospettiva insolita è stata la scelta di Fabia Ghenzovich che ha parlato del corpo e della pelle e di Carlo Ongarato che ha cantato il pudore del silenzio (Il mai detto, Pasqua della parola, Consapevole silenzio). Lo sperimentalismo di linguaggi e forme è invece emerso nei testi dei poeti più giovani come Francesca Gironi (Vox organalis 1, 2, 3, 4) e Luca Rizzatello i cui ritmi veloci si avvalgono di lessico proveniente da campi finora poco esplorati dalla poesia, come la tecnologia, la medicina e l’anatomia umana. La lettura dei brani è stata accompagnata da proiezioni video calibrate su tono e argomento del brano declamato, in questo modo è stato possibile creare l’atmosfera giusta per restituire intatta la magia dei versi e il loro significato: immagini in bianco e nero con sottofondo musicale inquietante prodotto dalla voce nervosa di un violino, fotografie di paesaggi e persone, intrecci di linee e forme “frattali” (risultato di una ricerca tra matematica e arte) che creavano astri, girandole e immagini caleidoscopiche in continua trasformazione. Da sottolineare sia il connubio tra poesia e fotografia nel libro Due strade di Bragaja e Parma dove ad ogni lirica corrispondeva una foto in un confronto che dà luogo ad una raffigurazione intermedia tra testo e immagini, sia l’omaggio a poesie e quadri di Raffaella Domestici tramite un videoclip in cui la voce di Laura Guadagnin recitava le liriche mentre si succedevano immagini delle opere pittoriche che un abile montaggio faceva apparire a poco a poco o muovere lentamente dando l’impressione che prendessero vita. L’ultimo video della serata è stato un tributo all’atmosfera pasquale che si respira in questi giorni: Viva Maria, foto in bianco e nero tratte dalla processione per la Festa del Soccorso sottolineate dalla delicata colonna sonora dell’ Ave Maria di Schubert. L’incontro, nonostante lo scarsa risonanza presso la stampa locale, si è rivelato un interessante esperimento sulle interazioni tra medium artistici tra loro molto distanti come strumenti e linguaggi, in grado però di dialogare e integrarsi l’uno con l’altro. Unico neo: la qualità audio dei microfoni che ha talvolta reso difficile la fruizione delle letture. AMITIÈ – Per la Giornata Internazionale della Poesia Organizzata dall’associazione LA SETTIMA STANZA e WAVES (Women Arts Venice). 19 marzo 2008 NON STOP 16.30 - 21.00 presso il Centro Studi Donne per la Pace (S.Elena, campo della Chiesa 3, 30132 VENEZIA).
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