ANAGOOR “BALLO VENEZIA”

Una nuova performance site specific nei magici luoghi di Palazzo Fortuny a Venezia

Luce, acqua, oro. E’ una Venezia misteriosa, arcaica e quasi mitica, quella evocata dalla compagnia Anagoor nella performance site specific “Ballo Venezia” allestita tra gli splendidi tessuti di Mariano Fortuny a Palazzo Pesaro degli Orfei il 19 e il 20 febbraio 2011.

Il breve spettacolo, per la regia di Simone Derai, è l’ultimo di quattro episodi di “Fortuny”, la nuova produzione della compagnia che verrà ultimata la prossima estate, realizzata grazie alla collaborazione di Teatro Fondamenta Nuove, Fondazione Musei Civici di Venezia, Centrale Fies e Operaestate Festival Veneto.

Ispirato all’opera teatrale che il pittore e scenografo spagnolo Mariano Fortuny i de Madrazo dedicò alla città lagunare nei primi anni del secolo scorso, il nuovo lavoro della compagnia di Castelfranco Veneto – tra le più interessanti sulla scena veneta contemporanea – è innanzitutto un tributo alla città di Venezia e alla sua memoria e un omaggio all’incredibile inventiva dell’artista Fortuny che, grazie ai suoi studi sui rapporti tra luce, dispositivi speculari e tempi di esposizione, rivoluzionò la scena teatrale europea dei primi del ‘900.

Appositamente pensato per essere realizzato nella splendida cornice di Palazzo Pesaro degli Orfei, un tempo atelier di Mariano Fortuny e ora una delle sedi dei Musei Civici Veneziani, l’evento spettacolo si svolge tra il piano terra e il piano nobile del meraviglioso Palazzo gotico. La storia che fa da filo conduttore alla performance è ispirata al mito greco del Minotauro e il ballo a cui si fa riferimento è la danza di dolore a cui Teseo e i suoi compagni si sarebbero abbandonati per aver lasciato Arianna su un’isola mentre tornavano a casa dopo aver ucciso il mostro. Naturalmente la trama è solo una traccia per incantare lo spettatore tenendolo sospeso in uno spazio senza tempo, ipnotizzato dai movimenti sinuosi di una divinità dalla pelle dorata e dalla ritmicità gestuale di un gruppo di giovani danzatori e danzatrici che via via si manifestano sulla scena.

Secondo lo stile di Anagoor, che già abbiamo avuto modo di apprezzare con i lavori sul pittore Giorgione, anche in “Ballo Venezia” il fine ultimo è creare uno spettacolo di grande valore estetico in cui il confine tra teatro e performance artistica è estremamente labile. La recitazione è quasi assente e tutto fa perno sul suono, una pulsazione elettronica che da un ritmo base, quasi primordiale, diventa progressivamente una ossessiva danza “techno-primitiva” per trasformarsi infine in canto, quando l’azione finisce e la scena si trasferisce nel piano nobile del Palazzo. Sapiente l’uso del video, perfettamente integrato nello spazio scenico e coprotagonista, insieme alla musica, dell’azione.

Molte sono le suggestioni riconducibili alla città di Venezia e ai suoi maségni, alla sua luce, al colore dorato dei mosaici della Basilica di San Marco e al movimento dell’acqua, ma vi sono anche riferimenti a fatti storici precisi come la distruzione delle gondole che – secondo il racconto dello storico dell’arte André Chastel – avvenne nel 1507 da parte delle compagnie dei giovani, e fu il segno dell’imminente declino della Serenissima. La forza ribelle degli adolescenti, nascosti nei loro cappucci neri, è un altro dei temi cari ad Anagoor, che li ritiene portatori di un rinnovamento sociale e culturale necessario in un mondo ormai invecchiato e ripiegato su se stesso, svuotato – come Venezia – a cui non resta che la bellezza esteriore come estrema chance di sopravvivenza.

Aspettiamo di vedere l’opera completa, ma intanto “Ballo Venezia” ci ha permesso di rivivere il magico atelier di Fortuny, ci ha ricordato un episodio dimenticato della storia di Venezia e soprattutto ci ha fatto venire voglia di alzarci in piedi e danzare.

ANAGOOR
“BALLO VENEZIA”
regia | Simone Derai
con | Anna Bragagnolo, Pierantonio Bragagnolo, Roberto Berti, Moreno Callegari, Paola Dallan, Emanuela Guizzon, Marco Menegoni, Sergio Policicchio, Matteo Ramponi, Emanuele Sonzini, Jacopo Toso
coreografia | Anna Bragagnolo, Simone Derai, Moreno Callegari, Pierantonio Bragagnolo
scene e costumi | Simone Derai, Serena Bussolaro, Moreno Callegari, Marco Menegoni
musiche | Marco Menegoni
canti | Paola Dallan, Emanuela Guizzon
evento straordinario concepito per il Palazzo Fortuny