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"ARRIVEDERCI AMORE, CIAO" di Michele SoaviLa via crucis di una redenzione sui generisdi Calogero Messina Giorgio, un ex terrorista di sinistra, è fuggito dall’Italia per evitare l’ergastolo e si è rifugiato in una giungla del Centro America presso un avamposto di guerriglieri. Dopo la caduta del muro di Berlino decide di tornare in Europa e, dopo aver passato alcuni anni a Parigi, si mette in contatto con l’Organizzazione dei fuoriusciti e chiede il loro aiuto per rientrare in Italia. La prassi per il rientro prevede la consegna di Giorgio alla giustizia e l’eventuale revisione del processo.
Non può più trattarsi di una semplice coincidenza. A History of violence, Match Point, Il cacciatore di teste: sono tutte pellicole con al centro personaggi di uomini disposti a giocare con il marcio delle proprie coscienze, farla franca e così indossare i nuovi panni di un’esistenza normale conquistata con il sangue di vittime innocenti. Come fa Giorgio, “l’eroe” del film Arrivederci amore, ciao (il brano Insieme a te non ci sto più reinterpretato da Caterina Caselli fa da leit motiv all’intero film) che segna il ritorno sul grande schermo del regista “televisivo” Michele Soavi. E’ un tipo sfrontato e cinico, scanzonato e maledetto (Alessio Boni ne interpreta con convinzione le diverse facce), un ex terrorista che ha deciso di non pagare il conto con la giustizia e tra pentimenti, delazioni e ricatti riesce ad evitare l’ergastolo ed arrivare alla completa riabilitazione. Una via crucis di sangue e azioni efferate che Soavi (dal romanzo omonimo di Massimo Carlotto) “inquadra” con una maestria tecnica che lascia poco spazio alle dietrologie politiche, agli sfondi di un’Italia sociale e civile allo sbando, alle motivazioni etiche e fanatiche di una generazione “malata” per concentrarsi invece sulla personale e dolorosa odissea di un uomo costretto a tingere definitivamente di nero la sua anima per riuscire a vivere in un mondo buio. Non una via di scampo, una boccata d’ossigeno, un flebile raggio di sole all’orizzonte per questo noir intriso di pessimismo esistenziale e con il quale a fatica si riesce a specchiarsi. Dal coinvolgimento del poliziotto corrotto Anedda (“disegnato” da un Michele Placido semplicemente perfetto) all’ultimo sacrificio che vede immolare la fidanzata Roberta (il quarto d’ora finale che la vede protagonista – grazie alla naturalezza di Alina Nedelea – sono le sequenze migliori del film), assistiamo confusi e smarriti – colpa anche di alcuni snodi e passaggi narrativi poco plausibili – a questo percorso di redenzione sui generis che vede per l’appunto l’eroe Giorgio trionfare alla stregua dei suoi recenti “colleghi” cinematografici all’inizio citati. Tutti costretti – a loro insaputa – ad incarnare la licenziosità, il rischio, la deriva di un’umanità moderna costretta al peggio per continuare a sopravvivere. Titolo originale: Arrivederci amore, ciao Nazione: Italia Anno: 2006 Genere: Drammatico Durata: 107’ Regia: Michele Soavi Sito ufficiale: Cast: Alessio Boni, Carlo Cecchi, Isabella Ferrari, Alina Nadelea, Michele Placido, Kai Portman Produzione: StudioCanal Urania Distribuzione: Mikado Data di uscita: 24 Febbraio 2006
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