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ARTISSIMA 14Internazionale d’arte contemporanea a Torinodi Fabrizio Montini Il "nuovo corso" di Artissima. Il direttore esordiente Andrea Bellini sceglie di operare una considerevole riduzione al numero degli espositori, guardando con attenzione alle gallerie e agli artisti emergenti. Molto vario il programma degli eventi collaterali, a completare una fiera dal respiro internazionale.
Era molta l’attenzione mediatica attorno a questa edizione. Il motivo principale di questa enfasi era la nomina del nuovo direttore Andrea Bellini. Romano di nascita e newyorkese d’adozione, il brillante trentaseienne, ex corrispondente per Flash Art dalla Grande Mela, prometteva una fiera di notevole spessore. Artissima 14 si presenta con un numero di espositori notevolmente ridotto e selezionato, confermandosi come la fiera che in Italia meglio rappresenta le ultime tendenze internazionali. Il taglio al numero dei partecipanti riflette sia esigenze economiche (meno dispersione degli acquisti) che di allestimento. L’obiettivo è sì puntare sui big di oggi, ma anche e soprattutto rivolgersi ad una fascia di collezionisti e di pubblico interessata ad artisti più abbordabili e poco conosciuti, ma promettenti in prospettiva futura. Le iniziative culturali organizzate sono state davvero tante: dalle tradizionali e suggestive Luci d’artista allestite in giro per la città, ai tour giornalistici di Ascolta chi scrive; da Artissima Volume, una rassegna dedicata al rapporto tra arte visiva e musica elettronica, agli eventi dedicati al cinema e al fumetto. Poi la serata di sabato, con la ramificazione delle mostre nelle gallerie della città. Di rilievo anche le conferenze dedicate al tema della curatela d’arte, con ospiti internazionali, particolarmente importanti per un’apertura sprovincializzante alla cultura visiva. E per lenire lo stress psico-fisico dei visitatori, buona l’idea della Video Lounge, una sala dotata di cuscini e divani comodissimi in cui era possibile riposarsi e vedere qualcuno dei numerosi video d’artista in loop sui quattro megaschermi. Il percorso, reso più agile, permette di valorizzare meglio le opere esposte. Come nell’area riservata al Premio illy Present Future, che ha la struttura di una mostra. Tre curatori di livello internazionale si sono occupati di selezionare e allestire le opere di quindici artisti under-35. La vincitrice di questo premio è Patricia Esquivias (Caracas, 1979; vive a San Francisco), che propone una sorta di video-diario in cui le immagini dei diversi capitoli sono associate al commento verbale dell’artista, definito dalla giuria ‘un delicato e allo stesso tempo divertente flusso di coscienza’. Ben rappresentata in mostra è la fotografia, a partire dal giovane duo torinese Coniglio Viola, vincitore del concorso Pagine Bianche d’Autore con la fotografia La molle Antonelliana. Interessante l’opera di Fabio Paleari, composta da una serie di scatti in bianco e nero raffiguranti frammenti di vita di Pete Doherty e Kate Moss, disposti a formare una croce. E in bianco e nero sono anche le intriganti fotografie dai soggetti più ruvidi di Roger Ballen. Notevoli i lavori di Erwin Olaf, appartenenti alla recente serie Grief (2007). Non mancano i vari Araki, Basilico, Beecroft, LaChapelle, Serrano, Vitali… Due giovani italiani si distinguono per i loro videodisegni, bene allestiti in modo minimale: Matteo Fato (Pescara, 1979) e Andrea Mastrovito (Bergamo, 1978). Già visti – ed elogiati dalla critica – alla Biennale di Venezia, il video di Sophie Whettnall, che rappresenta senza dannosa enfasi una tematica difficile come la violenza sulle donne; e il lavoro di computer graphics del collettivo russo AES+F. Videoarte, sculture, fotografie e arazzi si miscelano intelligentemente nell’opera di denuncia sull’abusivismo edilizio di Alterazioni Video. Sul fronte della pittura, collages e affini si fanno notare i due celeberrimi pannelli Night Follows Day di Damien Hirst. L’affascinante Evil Devil di Davide Zucco (Belluno, 1981), un’originale declinazione italiana di un pop-folk internazionale rappresentato in fiera da artisti già molto noti come Marcel Dzama e Raymond Pettibon. Ambito di cui potrebbero far parte, seppure in modi diversi, il raffinato lavoro con i tubetti di carta igienica del giapponese Yuken Teruya, intitolato Forest Corner, e quello dell’ironica e divertente Laurina Paperina (Rovereto, 1980). Si segnala inoltre l’accurata pittura-scultura di un altro giovane artista, Diego Scroppo (Torino, 1981), connotata da elementi zoomorfi di gusto barocco. Lara Favaretto, con una serie di spazzole dell’autolavaggio in movimento, continua la sua ricerca sull’installazione meccanica. Pratica installativa che si fa gigantesca con il palcoscenico splatter di Thomas Hirschhorn, già visto nella mostra della scorsa primavera alla Triennale. Il tema della distruzione è messo in mostra da Loredana Longo, proiettando un filmato (con tanto di sonoro) che documenta l’esplosione del mobilio che giace fisicamente lì a fianco, testimonianza tangibile della performance. Il premio dell’originalità va attribuito senza dubbio alla galleria Ŝkuc di Lubiana, grazie a un’operazione concettuale molto divertente: i galleristi hanno imballato tutte le opere in scatole di cartone, a suggerire il montaggio fai-da-te e fare il verso a una nota multinazionale dell’arredamento; qui anche il catalogo - ovviamente indispensabile per vedere le opere - è in stile e dotato di prezzi reali. Cos’altro dire: geniali. ARTISSIMA 14 Internazionale d’Arte Contemporanea a Torino 9 - 11 Novembre 2007, Lingotto Fiere
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