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ARTVERONA 07Fiera d’arte moderna e contemporaneadi Fabrizio Montini L’apertura della nuova stagione fieristica italiana dell’arte contemporanea avviene nella città scaligera. È la prima scorpacciata autunnale di arte visiva, perlopiù a base di fotografia, pittura e scultura.
Per questa terza edizione la scelta, come precisa il direttore Massimo Simonetti, è di limitare il numero degli espositori ad un massimo di 170. Questo rifletterebbe, con tutte le eccezioni del caso, l’intenzione di un miglioramento qualitativo (l’anno scorso i partecipanti erano circa 200), per una manifestazione cultural-economica che sin dall’inizio si è proposta di raggruppare sotto lo stesso tetto il decentrato mondo galleristico italiano. Due i padiglioni: quello Moderno e Contemporaneo e quello Contemporaneo, a formare un’ampia e variegata proposta con la spiccata predilezione per la pittura, la scultura e la fotografia. Tra le rassegne organizzate merita una nota la mostra Le stanze della fotografia, ossia un percorso con taglio divulgativo, contenente duecento opere tra stampe e fotografie. Le sezioni sono ripartite secondo un criterio ‘tecnico-cronologico’, per cui si va dall’incisione per la stampa al digitale, o – volendo – da Dürer alla Beecroft. Inoltre le opere esposte, appartenenti al collezionista-curatore Fabio Castelli, sono corredate da pannelli che spiegano i vari procedimenti con cui sono state prodotte. Il Premio Aletti ArtVerona 2007 è stato assegnato al fotografo cinese Wang Zi, rappresentato in fiera dalla Galleria dell’Arco di Palermo. La fotografia WZ–01 fa parte di un ciclo che rappresenta i tipici muri che si trovano nei vicoli della vecchia Pechino, denominati “Hutong”, ormai in via d’estinzione in una Cina sempre più lanciata nella ricostruzione urbana. Il mio parco è invece il titolo dell’installazione di Diango Hernandez (cubano, lavora in Italia con la Paolo Maria Deanesi Gallery), a cui va il Premio Icona 2007. Il palo elettrico su cui poggiano quattro seggiolini viene riconvertito, da elemento pubblico qual è di solito, a elemento privato posto all’interno dell’immaginario parco dell’artista. La scritta luminosa retrostante, ‘aspettare’, pone l’artista in contrapposizione al dinamismo frenetico tipico del mondo occidentale. Nello stand di Annovi Arte Contemporanea si trova il dipinto di Massimo Gurnari Damien Hirst’s portrait. Classe 1981, Gurnari elabora una pittura connotata da stilemi pop, in cui s’inseriscono elementi simbolici come il teschio, qui nella duplice allusione a Hirst e alla tradizione iconografica della Vanitas. Ottima è l’offerta proposta dalle gallerie veronesi Boxart e Byblos: la prima si fa notare con le opere dei Gao Brothers, autori di Miss Mao N.2, un gigantesco busto rosso che ironizza su una mamma Cina alquanto menzognera, e allo stesso tempo trasfigurazione pop di un’icona come Mao; da segnalare anche alcuni loro lavori fotografici, presenti nello stesso spazio. La seconda espone invece opere degli street artists, gli stessi dell’importante mostra al PAC della scorsa primavera. In fiera non mancano poi i grandi dipinti di Gabriele Arruzzo (nato nel 1976 e finalista al premio Cairo 2005). Sorprendenti per i loro colori vivaci e il linguaggio fiabesco-pop, ma bilanciati da contenuti molto meditati. Il Cerchio propone alcune fotografie del superpatinato David LaChapelle, raffiguranti modelle quali Naomi Campbell e Pamela Anderson. E di fotografia di grande qualità si tratta anche nello stand della Jarach Gallery di Venezia, con autori come Basilico, Bizjak, Gobbi e Goldin. Chi invece punta sui giovani emergenti è L’Immagine-Angel Art Gallery, che tra le fotografie di Daniela Cavallo (classe ‘82) e le opere di Eloisa Gobbo, espone lavori di Marco Cerutti (1977), tra cui You are my cartoon!, una grande ‘Audiovideoinstallazione multimediale’ dipinta ad olio su tela, che gioca a interagire con lo spettatore. Folgorante l’accoppiata De Chirico-Manzù, in bella mostra da Mazzoleni, che tra un Fontana e un Burri, fa fare al visitatore un viaggio nella migliore arte italiana del Novecento. Nello spazio antistante agli stand si trova un’installazione di Herbert Hamak,il quale di recente ha realizzato un intervento site-specific sui camminamenti di ronda del Museo di Castelvecchio. Questa installazione e altre sue ‘colonne’ fanno parte della Studio la Città di Verona, galleria italiana di riferimento dell’artista tedesco. Sono presenti anche interessanti opere di Schifano e Spoerri; e tra i vari Rotella sparsi in giro per la fiera, si distingue il décollage gigante da Spirale Duemila Arte. Ma una parte dell’arte italiana, dagli anni Sessanta in poi, è ben rappresentata alla Galleria lo Scudo, dove si trovano, tra gli altri, un lavoro di Mattiacci e varie opere della Scuola Romana degli anni ’70. Nel tour fieristico veronese, infine, impossibile non imbattersi nell’elegante allestimento di Vecchiato (Padova), in cui spiccano le sculture-puzzle in bronzo dipinto di Rabarama, le cui forme sinuose risaltano sullo sfondo e sulle basi nere dello stand. ARTVERONA 07 Per Informazioni: FULLSTEAM srl Tel 045/8039204, Fax 045/8015004 staff@artverona.it, fullsteam@fullsteam.it www.artverona.it
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