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Alessandro Roya presenta un omaggio a Steve McQueenAl Cinema Farnese un ricordo dell’intramontabile iconadi Massimiliano Ferone Roma - Al cinema Farnese di Campo dei Fiori, Alessandro Roya (il Dandi di Romanzo Criminale - La serie) ha reso omaggio all’anti-divo per eccellenza Steve McQueen, in una serata interamente dedicata all’attore degli intramontabili anni ’70. Attraverso il prezioso intervento dei critici cinematografici Angela Prudenzi e Mario Sesti, Roya è riuscito ad illustrare perfettamente la figura del suo mito d’infanzia. In seguito all’incontro, vi è stata la proiezione di Le Mans, pellicola del 1971 firmata da Lee H. Katzin ambientata durante la gara di 24 ore, dove per la prima volta nella storia del cinema vennero istallate alcune cineprese a bordo di una Porsche 908 iscritta regolarmente alla gara di quell’anno, manovrata da McQueen in modo sublime. Figlio di uno stunt-man, Terence Steven McQueen esordì sul grande schermo con un piccolo ruolo in Lassù qualcuno mi ama di Robert Wise, che può considerarsi come il trampolino di lancio verso una carriera ornata di successi e di interpretazioni che avrebbero trasformato "l’uomo" in "leggenda". C’è a chi piace ricordarlo sulla sua Triumph Tr6 Trophy in stile "bellico", o a chi semplicemente piace adulare un suo poster mentre aspira una sigaretta Marlboro che sembra scivolargli dalle labbra, ma, in un modo o nell’altro, l’icona di Steve McQueen è rimasta impressa in tutti noi, come fosse l’ultimo apostolo di una generazione che ha testimoniato il passaggio da una libertà individuale, fatta di ribellione e atti incoscienti, all’ombra di una civiltà che ci imprigiona all’aria aperta.
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