“Allah Superstar” di Yassir Benmiloud

Il vero libro di un autentico scrittore

Kamel Léon Hassani è un giovane diciannovenne “di origini difficili”, cioè arabe, che vive a Evry, tristissima e cementificata città satellite di Parigi (chi scrive c’è stata e può confermare la bruttezza del luogo) dove fa il cassiere in un fast food. Il filosofo che più ammira è Nike, quando dice “Just do it”.

Kamel è il protagonista di Allah Superstar, che in Francia è stato acclamato dalla critica e segnalato come il “vero libro di un autentico scrittore”, quel Y.B, che sta per Yassir Benmiloud, giornalista algerino immigrato in Francia nel 1998.

Il giovane protagonista sogna di diventare una star, ma sa benissimo che “per gli Arabi è più facile entrare a Al-Qaeda che alla televisione”. Arriverà a ottenere una fatwa, la condanna a morte che ha fatto la fortuna di Salman Rushdie. In un crescendo di situazioni grottesche che si trasformano in spietate condanne il lettore viene accompagnato fino al gran botto finale…

Il romanzo, scritto sotto forma di one-man-show, si rivolge direttamente al lettore con un linguaggio sgrammaticato, che rispecchia fedelmente lo stile verbale degli adolescenti e che molti hanno paragonato alla comicità di Woody Allen. Anche se il giovane Kamel strizza l’occhio più al linguaggio non sense e ai giochi di parole di Groucho Marx o alle battute iconoclaste di Lenny Bruce, comico americano degli anni Sessanta.

Certo è che nel romanzo di Y. B., che si legge tutto d’un fiato, non viene risparmiato proprio nessuno: i razzisti dichiarati e i filosofi radical chic, i musulmani integralisti e quelli integrati, la gioventù priva di valori e i media, lo show business e i politici. Un libro scritto con la penna intinta nel veleno con un sottotitolo che è tutto un programma: “Se vuoi parcheggiare un Boeing a Manhattan, è difficile evitare le Torri gemelle”.

Einaudi Stile Libero,pp. 138,Euro 12.00