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“Amour acide et noix” di Daniel Léveillé; “Gloire du matin” di Marie ChouinardEmozioni negative al teatro alle Tesedi Giacomo Botteri Nell’ambito della Biennale danza è andato in scena al Malibran lo spettacolo di Slijn Celis comprendente la trilogia di Le sacre du printemps, Bella figura, Six dances. La Compagnia Grands Ballets Canadiens diretta dal macedone Gradimir Pankov fa parte del Quebec’s modern dance al pari di Marie Chouinard e di Daniel Léveillé, di cui vengono presentate le più recenti coreografie in spettacoli accomunati da forti impatti visivi ed emotivi
La scuola di danza del Quebec vanta una lunga e gloriosa tradizione iniziata accanto ai grandi mutamenti sociali agli inizi degli anni cinquanta ad opera di un gruppo di artisti di avanguardia presentatisi con un manifesto dal titolo Refus global, inserendo la danza in un movimento già ricco di poeti, pittori, scrittori. Pur ospitando negli anni una scelta molto ampia di tendenze, la danza del Quebec ha come comune denominatore, accanto ad un’ineguagliabile abilità tecnica, la voglia di sperimentazioni estreme capaci di scioccare, ma sempre stimolanti e di grande originalità. Mentre la compagnia di Pankov ad esempio, sviluppa il suo virtuosismo in un tipo di danza molto legata alla tradizione, Amour,acide et noix di Daniel Léveillé in scena al teatro della Tese è di genere opposto. “Spogliarsi non è un dramma -spiega Léveillé- è un gesto semplice, senza problemi”. Probabilmente non un dramma, ma un disagio forte per chi guarda questo spettacolo lo è senza dubbio. La musica di Vivaldi accompagna i movimenti, ma le brillanti note, le complesse e plastiche figure ripetute con ritmo lento, ossessivo, le pause prolungate, i balzi improvvisi, le meccaniche piroette volute dal coreografo alla ricerca del movimento essenziale, sono viziate dal turbamento di quei corpi umiliati, anziché esaltati e le emozioni che dovrebbero suscitare sono di segno negativo. Gloire du matin l’assolo di Marie Chouinard una delle glorie riconosciute della scuola canadese, in scena nelle Sale Apollinee del Teatro la Fenice, coerentemente al titolo, viene presentato nella mattinata di lunedì nell’orario insolito delle nove del mattino. La danza racconta la vita di un effimero fiore chiamato appunto gloria del mattino, che fiorisce all’alba e si spegne al calare della sera dopo avere donato a chi lo coltiva, la fortuna di un felice risveglio. Cavaliere per meriti culturali ad opera del Governo francese, la poliedrica artista estende i suoi talenti anche nell’arte visiva con installazioni e a quella filmica con alcune esperienze cinematografiche. In questa performance riesce ad identificarsi anima e corpo nel fiore di cui segue il breve ciclo vitale, dal timido sbocciare alla vita, al suo ritrarsi a poco a poco, al calar della sera. Il mistero del formarsi della vita rappresenta un tema molto caro alla coreografa di cui in questa Biennale si è visto Nombre d’or sullo stesso tema, riferito però all’essere umano. Fattasi fiore, la sua danza fluisce eterea quasi incorporea nonostante la plasticità dei gesti, l’efficace mimica facciale e i gesti ieratici delle mani creano nell’insieme uno spettacolo originale ed emozionante pur nell’apparente semplicità. Amour, acide et noix (2001, 60’) coreografia Daniel Léveillé - luci Marc Parent - musica Antonio Vivaldi, Le quattro stagioni con Mathieu Campeau, Justin Gionet, Ivana Milicevic/Esther Gaudette, Frédéric Boivin Gloire du matin (2009, 60’) [prima europea] ideazione, coreografia e scene Marie Chouinard - musica originale Louis Dufourt - luci Caroline Nadeau e Marie Chouinard - costumi Vandal con Marie Chouinard produzione Compagnie Marie Chouinard
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