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Annécy: Premio Sergio Leone a Paolo VirzìToscana protagonistadi Giovanna Barreca All’arrivo al theathe Bonlieu di Annécy ad accoglierci nell’immenso atrio è un allestimento multimediale: un tavolone con le forme della regione toscana e accanto al nome di ogni città un piccolo schermo dove sono visibili sequenze di film e foto di location conosciute in tutto il mondo; si va dall’indimenticabile Camera con vista di James Ivory, ai capolavori stilistici di Paolo Benvunuti (l’ultimo presentato alla Mostra internazionale del cinema di Venezia Puccini e la fanciulla), all’ultimo Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee nelle nostre sale in questi giorni. La Toscana perché Annecy Cinéma Italien (30 ottobre–7 novembre) offre, oltre a presentare una competizione di opere prime-seconde e un’ampia sezione di documentari, un focus su una nostra regione, mettendo in programmazione film firmati da autori toscani e film famosi che sono stati girati in Toscana. In collaborazione con Mediateca Regionale Toscana Film Commission, inoltre, è stata organizzata la retrospettiva completa dei film di Paolo Virzì, venuto personalmente ad Annecy per ritirare dalle mani di Ettore Scola ‘Le prix Sergio Leone’ per l’insieme della sua opera. Nella Gran Salle, gremita in ogni ordine di posto, dopo la proiezione dell’applauditissimo Tutta la vita davanti, sale sul palco il regista, Paolo Virzì, che sottolinea come questo suo ultimo lungometraggio lo faccia soffrire ancora molto anche se viene definita una commedia. “Forse non te lo ricordi ma questo è il secondo premio che mi consegni, dopo il ’Vecchio ad honorem’ che mi consegnaste all’Hotel Roma quando avevo 24 anni!” dichiara Virzì quandoa raggiungerlo sul palco è Ettore Scola. Lo sceneggiatore e regista romano ricorda benissimo l’incontro e sottolinea come gli autori della sua generazione avessero osservato con attenzione il percorso di questo nuovo cineasta individuando in lui l’unico esponente che stava riprendendo con garbo e intelligenza la tradizione e il linguaggio della commedia all’italiana: raccontare cose tristi e dolorose riuscendo però anche a farci sorridere. E conclude: “Posso dire tutte queste cose lusinghiere perché il francese di Paolo è pessimo quindi non credo abbia capito nulla. Così non rischia di montarsi la testa!” strappando un sorriso al pubblico, mentre consegna il premio: un’immagine di Sergio Leone che si era inventato una sorta di carrello, facendosi sollevare da due uomini e tenendo tra le braccia la macchina da presa.
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