“Annus Mirabilis” di Geraldine Brooks

Reportage dalla peste del 1666

Anna Frith è una giovane cameriera-contadina di diciassette anni, vedova e madre di due bambini piccolissimi, che abita a Eyam, un piccolo villaggo del Derbyshire, in Inghilterra.

In una fresca mattina di primavera del 1665 Anna è la prima persona a scoprire, sul volto del suo affittuario, il segno inconfondibile della peste che da Londra si sta diffondendo in tutto il paese. Ma che non supererà i confini del villaggio, grazie alla lungimiranza del vicario, che deciderà di mettere in quarantena il paese fino alla fine dell’epidemia.

Anna Frith è l’io narrante, che tesse la cronaca delle miserie umane, ma descrive anche il coraggio e la forza dei personaggi che sapranno diventare artefici della salvezza del paese. L’anno orribile della peste diventerà quindi l’anno del riscatto umano, trasformandosi in annus mirabilis.
Basato su un fato realmente accaduto, Geraldine Brooks attraverso le parole di Anna cala il lettore nella realtà dell’epoca, alternando momenti drammatici a attimi di gioia e speranza, tra tormento e conforto.

Restano sempre in primo piano le figure femminili, che sono forti e determinate anche quando mostrano il volto della pazzia o sono sfiorate dalla accusa di stregoneria. Anche quando, come nel finale a sorpresa del libro, fanno scelte difficili e non scontate.

Geraldine Brooks, australiana, è stata corrispondente di guerra per i più importanti quotidiani statunitensi. Ha scritto due saggi sul giornalismo e sul mondo islamico femminile, che sono piuttosto famosi oltre oceano
Questo è il suo primo romanzo.

Neri Pozza, 2003, Pagg. 336,Euro 16.00