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"Anonima Avvocati" di Jeremy BlachmanL’avvocato più politicamente scorretto di L.A.di Alessandro Rosanò Uno spassosissimo j’accuse contro la prosopopea e l’ego smodato di certi avvocati, un modo molto semplice per far apparire le loro fisime sotto una luce al tempo stesso amara e comica: questo è in poche parole il romanzo, scritto dopo il successo del suo blog, di Jeremy Blachman.
Senza pietà, scortese, a volte maleducato ai limiti della cafoneria, l’Avvocato Anonimo è uno dei più importanti soci di uno studio legale di Los Angeles noto in tutto il Paese, e anche all’estero, per via dei suoi clienti danarosi e famosi (soprattutto grandi società e multinazionali). Un po’ per noia, un po’ per trovare uno strumento attraverso il quale sfogarsi, il protagonista comincia a scrivere un blog nel quale racconta le vicende, avventure e disavventure sue e dello studio: dalla morte del Vecchio Presidente alla nomina del Nuovo, dalle iniziative organizzate per gli stagisti estivi ai rapporti con la moglie. Viene a delinearsi così un ambiente scorretto, fondato su un’evidente carica di nonnismo, sulla base del quale vengono legittimate le continue angherie nei confronti degli associati e degli studenti universitari che capitano nello studio durante l’estate e così uno stagista viene mandato a svolgere un lavoro in Belize e in Sudan tanto per non averlo tra i piedi, ad altri viene richiesto di riordinare dei pacchi da mille fogli in ordine numerico crescente, altri ancora si ritrovano la cornetta del telefono incollata alla forcella e non possono rispondere alle chiamate (ovviamente numerosissime) dei soci. E intanto diventano familiari dei personaggi individuati attraverso appellativi più o meno bizzarri e offensivi: il Presidente, il Fiscalista, Quella che si è persa il funerale del figlio, Quella che non si sposa mai, lo Zoppo, Doc, il Musicista, la Gnocca e dulcis in fundo il Coglione (la nemesi dell’Avvocato Anonimo, quello con cui sarà costretto a confrontarsi per ottenere la carica di Presidente). Nel complesso, sembra quasi che il cinismo del Dottor House abbia fatto scuola e sia stato innestato perfettamente su di un feroce avvocato. Dopo la laurea in Legge ad Harvard, Jeremy Blachman si è reso conto che non aveva voglia di seguire la strada delle professioni legali, soprattutto che non voleva diventare un avvocato. Ha iniziato a scrivere un blog, animato da un evidente intento dissacratore nei confronti di quel mondo che, durante gli anni universitari, aveva avuto modo di conoscere bene e a poco a poco le pagine di Anonymous Lawyer (questo il titolo del blog) sono diventate un luogo di ritrovo abituale per chiunque, giurista o no, avesse voglia di ridere di gusto dinnanzi alle manie e idiosincrasie dell’alter ego di Blachman, l’Avvocato Anonimo. Da questa fortunatissima iniziativa è nato quindi il libro e a breve (sembra) ne verrà ricavata anche una serie tv. Jeremy Blachman, Anonima Avvocati, Baldini Castoldi Dalai editore, 2008, pp. 317, € 17,50.
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