Antonio Pappano e Luigi Piovano protagonisti ad Ancona

Una grande esibizione per la Stagione Concertistica del Teatro delle Muse

Il 25 febbraio Antonio Pappano al pianoforte e Luigi Piovano al violoncello hanno suonato al Teatro delle Muse di Ancona. Entrambi hanno un cognome che inizia con la P, un talento incredibile donato da Madre Natura, tantissima tenacia – sotto forma di ore e ore di studio –, una viscerale passione per la musica e una grande capacità di adattamento.

Non solo. Provengono entrambi dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, hanno vinto prestigiosi riconoscimenti, possono vantare una carriera fuori dal comune e amano esibirsi insieme.

Antonio Pappano e Luigi Piovano sono una coppia perfetta: al pianoforte il primo e al violoncello il secondo, il 25 febbraio sono stati ospiti del Teatro delle Muse di Ancona, per la Stagione Concertistica curata dalla Fondazione Teatro delle Muse in collaborazione con gli Amici della Musica “Guido Michelli”.

I due musicisti, che un appassionato e folto pubblico ha avuto modo di ascoltare sabato, sono orgoglio e vanto dell’Italia entro e fuori i confini nazionali. Antonio Pappano è Direttore Musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2005 ed anche Music Director del Covent Garden di Londra dal 2002. Prima di approdare alle Muse e di suonare insieme a Piovano, ha diretto alcune importanti orchestre sparse per il mondo (Da New York a Berlino, da Amsterdam a Londra), ricevendo i più ambiti premi del panorama musicale internazionale.
Luigi Piovano è invece primo violoncello solista di Santa Cecilia e primo violoncello ospite della Tokyo Philharmonic Orchestra. Dal 2002 è anche Direttore dell’Orchestra da Camera della Campania.

La coppia Pappano-Piovano nasce in realtà anni fa: potremmo dire nel 2007, anno in cui i due si rendono ufficialmente conto della sintonia che li lega e prendono a suonare insieme regolarmente. Sabato alle Muse di Ancona hanno proposto un programma costituito da quattro momenti, tutti estremamente intensi e in grado di calamitare l’attenzione della sala, che ha seguito l’esibizione – senza la minima pecca o imperfezione, è il caso di dirlo – fino alla fine, senza esimersi dal chiedere a gran voce un bis.

Per aprire la serata i due hanno scelto la Sonata in Sol maggiore Op. 7 n.6 di Giovanni Battista Cirri, compositore di Forlì assai amato da entrambi, forse anche per la sua capacità di aver appreso l’arte della musica inizialmente tra le mura domestiche (a indicare quindi un talento del tutto naturale e libero). Violoncellista in San Petronio, Cirri suonò a Parigi e Londra per la maggior parte della sua vita, componendo non poche opere di notevole valore, tra cui i Solos and Duets Op. 7, da cui Pappano e Piovano hanno scelto questa specifica Sonata.

Si è quindi passati a un personaggio leggendario che di certo non poteva mancare nel loro repertorio: Beethoven, in particolare la Sonata in Sol minore Op. 5 n. 2, costituita da un Adagio sostenuto ed espressivo, un Allegro molto, più tosto presto e infine un Rondò (Allegro). Il pezzo è il secondo, e il più sofisticato, delle due Sonate Op. 5 scritte da Beethoven negli anni della sua ascesa libera.

Dopo l’intervallo, si è quindi proseguito con Giuseppe Martinucci (Due Romanze Op. 72), compositore vissuto a cavallo tra Otto e Novecento, in cui è riconoscibile l’influenza dei vari Wagner, Schumann, Mendelssohn, Brahms. Ed è proprio a Brahms che è stata affidata la chiusura del concerto, con la Sonata n. 1 in Mi minore Op. 38, un capolavoro nelle sue tre parti di Allegro non troppo, Allegro quasi Minuetto e Allegro.

Dunque un evento imperdibile per il pubblico delle Muse amante della Stagione Concertistica, a cui faranno seguito l’11 marzo – questa volta al Teatro Sperimentale e di pomeriggio – Paola Biondi e Debora Brunialti al pianoforte, accompagnate dalla Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana e dal Direttore David Crescenzi.

www.teatrodellemuse.org

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.