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Orizzonti - Eventi "Antonioni su Antonioni" di Carlo di CarloColloqui tv con Antonionidi Letizia Geron Un collage d’interviste rilasciate negli anni Ottanta dal regista Michelangelo Antonioni in diversi programmi televisivi fa emergere la personalità di una delle figure più innovative del cinema mondiale, dissolvendo quell’etichetta d’incomunicabilità che contraddistingue, forse troppo semplicisticamente il suo cinema.
Sulle note di Stroll on dei The Yardbirds, canzone estratta dalla colonna sonora di Blow up, si apre il collage sul regista scomparso poco più di un anno fa e omaggiato da Carlo di Carlo con la riproposizione di una serie d’interviste rilasciate in televisione che per sua stessa ammissione, (forse in modo ironico, guardava molto), restituendone un’immagine emozionante non tanto per la sua figura di regista quanto per quella di uomo. Il Maurizio Costanzo Show, Domenica in, Blitz, sono alcuni degli esempi delle interviste rilasciate da Antonioni che sono state raccolte da di Carlo. Pluripremiato ma sempre in difficoltà economiche nel trovare finanziamenti per i suoi progetti, il regista ha dovuto lottare per portare avanti la sua forte idea di cinema, come quando ricorda a Gianni Minà della presentazione a Cannes dell’”Avventura” (1960), fischiato alla proiezione del pubblico e immediatamente riabilitato con un testo scritto dai critici e dagli addetti ai lavori. L’impatto di quel film che con “La dolce vita” ha aperto il corso del cinema italiano nel mondo dopo la stagione neorealista, è poi idealmente testimoniato dalle immagini (emozionanti) dell’Oscar alla carriera consegnato da Jack Nicholson quando ormai il Maestro aveva perso la parola a causa di un ictus. Lezioni di cinema, del suo cinema, così costruito, così decostruito. Nelle interviste ripercorre le sue esperienze passate e l’inizio tardivo a fare cinema. Il suo primo film l’ha realizzato a 38 anni, ma la passione per il cinema l’ha sempre avuta, tanto che in precedenza si era occupato di critica. Antonioni racconta le difficoltà della comprensione del suo cinema, perché è difficile in sé “tirare fuori il film dalla propria pancia. Come mai ho potuto dire quella cosa in quel modo?” si chiede il regista che non ha mai nascosto la manipolazione intenzionale dello spazio per una resa più realisticamente efficace. “Violentare la realtà per adattarla a una storia”. Ma anche riflettere sulla quotidianità e dei “momenti stagnanti” che l’accompagnano. Visto in questo modo il suo cinema non può essere ridotto a pura e semplice incomunicabilità ma lo si deve vedere come specchio di una figura poliedrica e profondamente calata in una visione alternativa e innovativa del cinema universalmente riconosciuto. Titolo originale: Antonioni su Antonioni Nazione: Italia Anno: 2008 Genere: Documentario Durata: 55’ Regia: Carlo Di Carlo Data di uscita: Venezia 2008
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