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Autogestito QuirinoRassegna di Teatro Indipendente Giovane Curioso Civile a cura di Marianella BargilliComunicato stampa pubblicato martedì 16 marzo 2010 Autogestito Quirino è un’occasione per proposte drammaturgiche interessanti alla ricerca di una vetrina prestigiosa.
In queste mura fatte di storia teatrale, voci, corpi, movimenti, si scompone lo spazio per poi ricomporsi e diventare ancora spettacolo:"Autogestito". Il teatro Quirino Vittorio Gassman, passato e presente, tavole e sudore, apre le porte ad un susseguirsi di spettacoli energici, stimolanti, freschi, meritevoli di esserci. La voglia di coinvolgere é lo spirito positivo di chi si consegna al pubblico con amore e passione, giorno dopo giorno, nel respiro profondo del teatrante. Marianella Bargilli 23.24 marzo ore 20.45 DIGNITÀ AUTONOME DI PROSTITUZIONE uno spettacolo di Luciano Melchionna dal format Cianchini/Melchionna luci Camilla Piccioni - costumi Michela Marino - organizzatore Antonio Cappelli - assistenti alla regia Roberta Calderoni, Davide Zurolo Dignità Autonome di Prostituzione è la Casa Chiusa dell’Arte. Attori come prostitute, protetti ma alla mercè dell’avventore/spettatore di turno, si lasciano scegliere, esaminare e soppesare in cambio della propria Arte e del proprio Cuore. Rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, adescano o si lasciano abbordare dai clienti mentre una “strana famiglia", tenutaria del Bordello, ha l’arduo compito di stimolare le contrattazioni con i clienti per stabilire il prezzo di ciascuna prestazione. Conclusa la trattativa, il cliente - uno, due, piccoli o grandi gruppi a seconda delle "perversioni" - si apparta con la prostituta di turno in un luogo deputato dove fruirà di una Pillola del piacere teatrale: un monologo o una performance di non più di dieci minuti. Ogni pillola dovrà in qualche modo emozionare, far riflettere e divertire lo spettatore, laddove per divertimento si intenda “uno stupore nuovamente sollecitato” da un teatro che non è auto-celebrativo, ermetico o fine a se stesso ma prima di tutto magia e sogno. Un nuovo approccio allo Spettacolo, un modo per ridare “Dignità” al lavoro dell’Attore e al contempo una provocazione giocosa e sorprendente per riavvicinare il pubblico al mestiere più antico del mondo: il Teatro. “Mi paghi prima e dopo, se e quanto ti è piaciuto.” Lo spettacolo si svolgerà per un numero limitato di spettatori 25 marzo ore 20.45 Mediterranea Teatro - Laboratorio “Le Nozze” PARTY TIME – IL LINGUAGGIO DELLA MONTAGNA di Harold Pinter regia Renato Nicolini e Marilù Prati - scene Aldo Zucco - drammaturgia delle luci Luigi Biondi - video di scena Giorgio Cannizzaro - costumi Milly Basile Rognetta, Simona Sicari - aiuto regia e organizzazione Francesco Spinelli - assistente di palco Adriana Cuzzocrea - fonico/selezioni musicali Sergio Sicuro con Valeria Casile, Rosario Cavallaro, Marcello D’Angelo, Paolo Failla, Giuseppe Murdaca, Gabriele Musolino, Adele Rombolà, Egizia Scopelliti, Francesco Spinelli, Jessica Zavaglia e la partecipazione di Marilù Prati Il club esclusivo di nuoto e di tennis, di cui parlano continuamente i personaggi di Party Time somiglia in modo impressionante a quelli entrati di recente nelle cronache dell’ ordinaria corruzione civile. Lo spazio pubblico è scomparso come punto di riferimento della nostra vita, sostituito da luoghi privati e segreti. Lo stesso slittamento dal pubblico al privato caratterizza il linguaggio, banale ed insignificante, usato come maschera piuttosto che per comunicare; da cui emerge a tratti, per involontari squarci abbaglianti, la verità negata. Il Laboratorio Teatrale di Prati e Nicolini nasce otto anni fa alla Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, proprio con l’intenzione di riflettere, attraverso il teatro, sulla crisi dell’architettura e della città che parte dal cambiamento di senso degli spazi pubblici. Crolla la casa durante la festa di nozze (“Le Nozze” di Elias Canetti), la Morte e la Peste si impadroniscono delle istituzioni (“State d’assedio” di Albert Camus), il progetto stesso diventa impossibile (“Atto senza parole” di Beckett), i miti di fondazione della città vengono passati in rassegna da Alessandro Magno e dallo spirito dell’architettura (“La Fondazione della Città” di Nicolini). Lo spettacolo prevede l’ingresso del pubblico in sala 26 marzo ore 20.45 Marianella Bargilli ALE’ CALAIS l’irresistibile ascesa di una squadra di dilettanti fino alla finale della Coppa di Francia di Osvaldo Guerrieri - regia Emanuela Giordano - scene e costumi Andrea Nelson Cecchini - musiche Bubbez Orchestra eseguite dal vivo Claudia Della Gatta - violoncello, Gabriele Curciotti - chitarra, Stefano Marzolla - contrabbasso Teatro Stabile di Calabria Parigi, 7 marzo 2000. Due squadre di calcio si disputano la finale della Coupe de France. Sono due squadre incomparabili. Una, il Calais, è formata da dilettanti; l’altra, il Nantes, riunisce il fior fiore del professionismo. E’ uno scontro epico. Per arrivare a quel traguardo, il Calais ha affrontato e piegato i giganti del Calcio francese; nel suo percorso irresistibile, ha elettrizzato una città morta di noia e di disoccupazione; e quando sembra che la “Coupe” sia a portata di mano, proprio all’ultimo minuto, per un rigore controverso, il sogno sfuma, i valori vengono restaurati e le gerarchie ristabilite. “Alè Calais” di Osvaldo Guerrieri ripropone nei modi della ballata popolare l’avventura che la Francia non ha più dimenticato. Non è il resoconto di una partita di calcio, ma il vitalistico sogno di una comunità che vuol risorgere attraverso il calcio. Sono le voci della gente comune, della maestra di scuola, del prete, della cioccolataia, del giornalaio, che progressivamente, con la forza del vento che lassù non smette mai di soffiare, sussurrano e alla fine gridano “Alè Calais”. Di questa avventura entrata nella storia del Calcio, Marianella Bargilli è il moderno cantastorie. E’ lei che, diretta da Emanuela Giordano e sulle musiche di un trio d’archi, restituisce il fuoco e la dolcezza di un’epopea che, apparentemente sportiva, esalta soprattutto la dignità umana e la spinta al riscatto civile. “Alè Calais” ha suscitato l’ interesse della stampa francese e nel prossimo autunno sarà rappresentato a Calais e nel nord della Francia. Lo spettacolo prevede l’ingresso del pubblico in sala 27 marzo ore 20.45 Associazione culturale Falesia Attiva HANNAH E MARY Un’amicizia ordinaria fra due donne straordinarie testo e regia Silvia Zoffoli con Giordana Moscati e Silvia Zoffoli realizzazione scenografie Carlo Zoffoli, Roberto Zoffoli, Antonio Moretti - costumi Maria Grazia Lasagna Mancini - disegno luci Marco Maione - assistenti di scena Chiara Alopo, Forlenzo Massarone, Ilaria Montagna, Stefano Scialanga - disegni Leonardo Carrano - video Leonardo Carrano, Alessandro Pierattini - elaborazioni grafiche Enrico Pennazza, Giusy Ponzani Hannah e Mary potrebbe essere la storia di un’amicizia come tante: due donne che condividono trent’anni di vita, si confidano, fanno pettegolezzi, si confortano nei momenti difficili, gioiscono assieme dei successi reciproci, commentano fatti di cronaca e politica a loro contemporanei. In realtà, Hannah (Giordana Moscati) è la Arendt, filosofa ebrea tedesca, allieva di Jaspers e di Heidegger, e Mary (Silvia Zoffoli) è la Mccarthy, americana, critica letteraria, scrittrice di romanzi di successo. Un intenso rapporto fatto di affetto, stima reciproci, amici e valori profondi in comune, le legherà per tutta la vita e viene qui raccontato immaginando ipotetici incontri, telefonate, lettere “ad alta voce” insieme a quel particolare tipo di comunicazione che talvolta si crea con le persone cui si vuole bene, anche se lontane fisicamente, anche quando non ci sono più. Lo spettacolo si concentra sulla prima parte della loro amicizia, quando ancora la grande notorietà era lontana e l’importanza era nel nome proprio e non nel cognome, quando le due donne erano semplicemente Hannah e semplicemente Mary. con il Patrocinio dell’Adei-Wizo Associazione Donne Ebree d’Italia Lo spettacolo si svolgerà sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori. 28 marzo ore 20.45 Michela Lucenti e Viartisti UNCINN’È dedicato a Rita Atria testo, regia, elementi di scena Pietra Selva con Michela Lucenti, Francesca Ardesi, Gabriele Ciavarra, Gloria Liberati disegno luci Cristian Perria - suono GUP - Viartisti Teatro in collaborazione con Fondazione Teatro Stabile di Torino / Teatro d’Europa; Associazione Libera Nazionale a seguire INCONTRO la testimone di giustizia PIERA AIELLO presidente dell’Associazione Rita Atria e con IL PROCURATORE della Repubblica di Torino GIAN CARLO CASELLI. Mucchi di sale bianco, sparsi sulla scena, deposito dell’infinito andirivieni del mare, e dell’essere umano, e degli animali. In mezzo una donna-ragazza-bambina. Quanti sogni contiene la testa di una ragazza e quella di una bambina? Che sguardo si posa sul mondo da quella porzione di vita già trascorsa, quando si è costretti da subito ad affrontare tutta la crudezza di un universo incoerente e ostile? (Pietra Selva) UNCINN’È, dedicato a Rita Atria, debutta a Torino nel 2004 presso la Fabbrica delle "e" di Don Ciotti, presentato dallo stesso Don Ciotti, dal Procuratore Capo Giancarlo Caselli e dal giornalista Marco Travaglio. Il 28 marzo, lo spettacolo chiude le manifestazioni romane legate alla XV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime della mafia indetta da Libera Nazionale, in sinergia con il programma milanese della manifestazione, centrato quest’anno sulla dimensione finanziaria delle mafie. Lo spettacolo prevede l’ingresso del pubblico in sala 29 marzo ore 20.45 Carrozzeria Orfeo SUL CONFINE una produzione Carrozzeria Orfeo/Centro RAT-Teatro dell’Acquario in collaborazione con Questa Nave drammaturgia Gabriele Di Luca - regia e interpreti Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi - musiche originali Massimiliano Setti - luci Diego Sacchi - in collaborazione con Luisa Supino Vincitore del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” 2008 Due uomini immersi nel buio esplorano la via di uscita con l’aiuto di una torcia. Sono soldati, forse. Certamente, sono uomini comuni che, in quella terra di nessuno in cui ben presto si unisce un terzo misterioso compagno, finiscono per cercare se stessi e il senso dell’esistere, lungo la linea di confine che separa vita e morte, verità e menzogna, ricordi da espiare, sofferenza e lampi di confidenza umana. Sullo sfondo incombe la guerra, sempre feroce, anche se oggi è mascherata in missione di pace e pare ricorrere a interventi solo preventivi. Lo spettacolo si svolgerà sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori. 30 marzo ore 20.45 Compagnia Gank in collaborazione con Teatro Stabile di Genova IL MISANTROPO di Molière - traduzione Cesare Garboli con Antonio Zavatteri, Aldo Ottobrino, Massimo Brizi, Alessia Giuliani, Barbara Moselli, Alex Sassatelli, Federico Giani, Lisa Galantini scene e costumi Laura Benzi - luci Sandro Sussi - regia Alberto Giusta Magnifica pittura della società mondana, leggera del suo tempo, Il misantropo è uno dei grandi capolavori di Molière che ben concorre a portare subito in primo piano la tragicomica condizione di Alceste, inevitabilmente condannato alla “bile nera”, al fallimento e alla malinconia, a causa dello spietato capriccio della sorte che lo ha fatto innamorare di una rappresentante di quella società frivola e incostante che egli detesta. Molière, in uno dei suoi testi più psicologicamente ricchi, ribadisce la necessità di essere se stessi in un mondo in cui prevalgono le convenzioni e le formalità, dove non è possibile coltivare sentimenti veri ma ribadisce anche la necessità di non isolarsi dagli altri. Da questa situazione prende vita un testo ancora attualissimo, che mette a nudo, prepotentemente, i vizi dell’umanità, primo fra tutti l’ipocrisia. Un testo amaro,che fa sorridere e commuove, perché raccontato senza vie di mezzo, nel quale chi è carnefice è vittima, allo stesso tempo. Non possiamo che voler bene a questi esseri umani così pieni di contraddizioni, così feroci, ma fragili, quindi, così umani. Lo spettacolo si svolgerà sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori. 31 marzo ore 20.45 - Compagnia Esiba Teatro CIANCIANA di e con Angelo Abela, Marco Pisano, Eugenio Vaccaro drammaturgia Milena Viscardi testi Milena Viscardi, Tommaso Di Dio Cianciana racconta di povertà, di mafia, di esilio, e lo fa partendo da noi. Cianciana è lo scoprire che, dopo più di mezzo secolo, il nostro partire ha le stesse rotte e lo stesso pericolo che aveva per i nostri nonni. In un punto del passato, tre contadini vivono la fatica di spaccare la terra, animati da una gioia di vita che sfoca nella rabbia, quando improvvisamente vengono assaliti dal dubbio di “potere”. Poter riprendersi la terra, poter mettere a tacere i padroni, poter scrivere la propria storia. In un punto del presente, Giuseppe, ragazzo di Cianciana, si trascina ai limiti dell’emarginazione: la sua generazione non ha conosciuto gli entusiasmi delle lotte contadine, ma la fame e la rabbia sono sempre le stesse. Giuseppe rapisce un ricco figlio di possidente, compie un crimine senza avere il volto del criminale. In un punto del futuro tre cittadini, individualità disperse, vagano alla ricerca delle proprie radici per combatterle, negarle e poi imparare ad amarle. Di nuovo. Lo spettacolo si svolgerà sul palcoscenico per un numero limitato di spettatori. Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 20.45 In occasione della rassegna “Autogestito” nel foyer del teatro l’Istituto Quasar esporrà i lavori degli studenti del corso di Habitat Design. PREZZI BIGLIETTI AUTOGESTITO: posto unico € 16,00 - ridotto € 12,00 - card 6 ingressi € 50,00
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