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"BACHELITE" degli Offlaga Disco PaxViaggio nel fallimento, tra neosensibilismo e crisi delle utopiedi Elisa De Marchi Si erano fatti conoscere con Robespierre, splendido brano vincitore del Premio
Fandango per il Miglior Videoclip 2005. L’intero album, Socialismo Tascabile
(Santeria, 2005), si era imposto subito sulla scena new wave italiana coi suoi
testi recitati, le mille influenze musicali e letterarie, la grande forza di
contenuti. Quest’anno il gruppo si reinventa e si ripropone, presentando al
pubblico Bachelite (Santeria, 2008).
Il nuovo cd, pur rispettando le formule e le convinzioni del primo, si caratterizza per una maggiore ricercatezza sul piano musicale. I testi di Max Collini sono come sempre intensi, politici e polemici: ricordi ed emozioni di un passato recente, troppo recente per essere assimilato o semplicemente dimenticato. Il primo singolo è Ventrale, un omaggio a Vladimir Yashchenko, che stabilì il nuovo record mondiale di salto in alto nel 1978: l’evento è narrato attraverso i ricordi limpidissimi di Max bambino, colpito soprattutto dalla storica prima pagina che la Gazzetta dello Sport dedicò all’atleta sovietico. Dove ho messo la Golf? è un brano divertente e autoironico, storia di un incredibile furto, di fate-vigilesse e di presidenziali brasiliane. Il più intenso e critico è sicuramente Sensibile, incentrato sulla figura di Francesca Mambro, protagonista del terrore nero degli anni ’70 e condannata a diversi ergastoli “per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati”. Compagna di Giusva Fioravanti, sia nella vita che nell’attività stragista, lo definì “il ragazzo più sensibile che avessi mai incontrato”; quest’affermazione non può che suscitare un immediato scoppio di rabbia e indignazione, e porta gli Offlaga a differenziarsi dal feroce terrorista definendosi invece “neosensibilisti”, criticando la Mambro anche “per l’uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario”. E’ impossibile non lasciarsi coinvolgere dal ritmo inconfondibile di Lungimiranza e di Superchiome, ritratto dell’antipatica e fluorescente Carlotta; Cioccolato I.A.C.P. era già stato proposto durante il tour precedente, catturando tutti con i suoi toni noir e il senso di impotenza dinnanzi a una realtà evidente quanto inaccettabile. Il concetto di “tutela” viene ribaltato in Fermo!, inno all’autodeterminazione del Chirocefalo, sovversione all’attuale concezione dell’ambientalismo, volta sempre a mantenere con la forza lo status quo. Onomastica, ispirata alle pagine bianche di Reggio Emilia, massacra l’uso degenere di battezzare i figli con nomi assurdi e impronunciabili, ispirandosi a flore, faune, fiumi e addirittura centrali elettriche. L’album si conclude con Venti minuti, un pezzo splendido e dolorosissimo: il ricordo del padre mai amato si ripresenta ogni anno nell’immancabile telefonata di un vecchio commilitone; in questo brano la morte non stravolge la memoria, non porta a quel buonismo disneyano oggi così diffuso. Bachelite è un lavoro più profondo e maturo, come si percepisce chiaramente dalle musiche così curate, piene, senza quelle incertezze che emergevano in qualche pezzo di Socialismo Tascabile. Sono sempre i testi, autentiche poesie in prosa, a catturare l’ascoltatore: i brani disegnano eventi e ricordi degli anni ’80, sono racconti –politici o personali- che conquistano col loro linguaggio ibrido, desublimato. Ma soprattutto ritraggono una realtà triste e recente, quello stato di miseria e povertà da poco passato (ma è davvero finito?), quando cominciavano a cadere miti ed ideali, si viveva in squallidi caseggiati dell’I.A.C.P. “e un nome era tutto quel che davi”. Offlaga Disco Pax:
Bachelite (Santeria, 2008)
Tracklist:
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