BAR BERLINO 17/2

Un (s)orso tira l'altro

Non poteva mancare Roberto Benigni, protagonista di una fugace apparizione al photo call in attesa della prima tedesca de La tigre e la neve, in arrivo nella giornata di domani ed evento speciale di questo Festival. Accompagnato dalla onnipresente Nicoletta Braschi, sorride ai fotografi e sventola una sciarpa rossa, mentre i giornalisti urlano il suo nome sperando di ottenere qualche dichiarazione. Sono queste le ultime fasi di un Festival giunto ormai al bilancio finale, in attesa dell’annuncio ufficiale (previsto intorno alla serata di domani) che consacrerà il 56esimo vincitore del prestigioso Orso. Gli ultimi film in concorso (mentre scriviamo è in sala Capote, da domani nei cinema italiani) hanno regalato due splendide interpretazioni: quella del bravissimo Vin Diesel in Find me Guilty di Sidney Lumet, che finalmente ha dimostrato di saper recitare magistralmente anche in film più impegnati, e Isabelle Huppert, la bellissima attrice francese dal fascino austero, che ha interpretato un giudice ne L’ivresse du Pouvoir di Claude Chabrol.

E se davvero è tempo di bilanci sono già diverse le voci che circolano da qualche ora in sala stampa. Oltre a Road to Guantanamo di Micheal Winterbottom, finora il più applaudito da pubblico e critica, si fanno i nomi dell’hongkonghese Isabella e di Offside dell’iraniano Jafar Panahi. La presenza di Charlotte Rampling come Presidente della giuria e di Lee Young-ae (la Lady vendetta di Park Chan Wook) fanno pensare ad un premio che esca ancora una volta dai territori europei e finisca nelle mani di qualche cineasta orientale. Ma staremo a vedere, per ora la gara è ancora apertissima.

L’Italia è invece presente nella sezione Panorama con un kolossal cinese che vede fra i protagonisti ben 135 bambini. Little Red Flowers, infatti, è la storia del piccolo Quiang, affidato dai genitori ad una casa-asilo che si occupa di lui a tempo pieno durante i loro lunghi viaggi d’affari. Qui il piccolo diventerà subito l’incubo delle maestre: fa la pipì a letto, non obbedisce alle regole, non accetta la pesante omologazione imposta dalle insegnanti. Il film è prodotto da Marco Muller e presenta la collaborazione di Rai Cinema, nonché del montaggio e delle musiche di altri italiani come Jacopo Quadri (Paz, The dreamers) e Carlo Crivelli (Un viaggio chiamato amore). I piccoli fiori rossi del film, altro non sono che la ricompensa spettante ai giovani più diligenti e meritevoli, quelli che un giorno saranno pronti a morire per servire la patria. Chi se ne ribella pagherà con l’emarginazione. Intanto già arrivano le prime voci su chi ha acquistato in Italia i diritti dei film: la Fandango ha ottenuto dopo lunga trattativa Road to Guantanamo, la Nexo, invece, ha ottenuto dalla Fortissimo Film i diritti del film australiano Candy con Heath Ledger, mentre la Lucky Red distribuirà Le particelle elementari e Requiem di Hans-Christian Schmid.

Questa edizione, dichiara con soddisfazione il suo direttore Dieter Kosslick, verrà ricordata per la presenza di ottimi film (si dice sempre così, in fondo), molti dei quali già acquistati dai mercati internazionali. Noi, da Berlino, sbrighiamo le ultime faccende, recuperiamo qualche film perso nei giorni scorsi e ci affrettiamo a comprare i gadget della Berlinale (a dire il vero sono rimasti solo cataloghi e qualche t-shirt) mentre aspettiamo curiosi la cerimonia di premiazione, ringraziando le temperature che, quest’anno, sono state più clementi del solito. Almeno per ora!

Nella foto Vin Diesel alla passerella per il film “Find me guilty”
© Internationale Filmfestspiele Berlin