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BHARATI AL TEATRO DEGLI ARCIMBOLDII colori dell’India animano Milanodi Andrea Massironi Milano ospita Bharati, un musical che mostra agli spettatori una faccia dell’India molto diversa rispetto a quella che due anni fa Danny Boyle aveva ritratto con realismo nel film The Millionaire. Se la pellicola faceva risaltare le molte contraddizioni dell’India, Paese che allo sviluppo economico non riesce a far corrispondere un miglioramento delle condizioni sociali dei suoi abitanti, lo spettacolo in cartellone agli Arcimboldi punta sul fascino esotico inevitabilmente subito dal pubblico occidentale.
Musiche energiche, colori sgargianti e grande fascino. Questa è la ricetta che il regista di Bharati utilizza per confezionare uno spettacolo che trasporta il pubblico nel cuore della cultura indiana. La storia narrata è esile, ma è solo un pretesto per creare una cornice che possa riunire i diversi momenti ballati e cantati, cuore pulsante della serata. Siddharta è un giovane nato in India, ma cresciuto a Los Angeles che torna nel Paese natale con una delegazione di studiosi statunitensi per analizzare le inquinate acque del Gange. Qui si innamora della bella Bharati, promessa in sposa dal padre ad un attore di Bollywood. Per sposare la ragazza, Siddharta dovrà riscoprire le sue radici, convincendo così il padre di lei a concedergli la mano della figlia. La vera essenza di questo musical è l’insieme degli artisti: senza cadere in facili protagonismi, è l’intero corpo di ballo che con l’armonia dei movimenti ha il merito di creare un’energia che stupisce felicemente e coinvolge lo spettatore. Gli abiti dai colori sgargianti e i giochi di luce, assieme alle coreografie molto curate, sono un valore aggiunto di grande effetto visivo. La serata scorre veloce, anche grazie alla musica dal vivo che scandisce ritmi incalzanti e accattivanti. La messinscena è grandiosa: sul palcoscenico compaiono sessanta artisti, tra attori, danzatori e musicisti provenienti da ogni parte dell’India. In più, i novecento costumi e le scenografie preziose e ricercate arricchiscono il valore della produzione. Al di là della storia dei protagonisti, risultano interessanti i momenti narrativi in cui si parla delle usanze tradizionali dell’India. I riferimenti al mondo del cinema Bollywoodiano costituiscono invece il ’momento tamarro’: i balli divertono e aprono uno spaccato sul mondo dello spettacolo indiano, vivo ed economicamente produttivo (si parla di una media di tre film al giorno), ma praticamente sconosciuto nel mondo occidentale. Alla fine della serata allo spettatore sarà dato il compito di diventare parte attiva dello spettacolo, ma non c’è di che preoccuparsi: le luci in sala rimarranno spente e nessuno verrà visto. Il divertimento è garantito. Bharati al Teatro degli Arcimboldi dal 22 al 27 ottobre Interpreti principali: Bhavna Pani, Muthu Saravanan Kalidasan, Mangesh Nikam, Vijay, Pietro Pignatelli (voce narrante per l’Italia). Cantanti: Soma Battacharya, Sanchali Chaterjee, Vidhi Mehta, Zoheb Ahmed e Ahmed Ali. Musicisti: Prakash Peters (violino e harmonium), Godwin Joseph (violino), Kailash Rava (flauto e Shehnai), Salamat Khan (Sitar), Sajjad Ali (batteria e percussioni), Mohammed Yusuf Ghulam (Tabla), Ikbalhusen Langha (Dhol e Dholak), Anirudha Baruah (chitarra), Gulam Khaliq Ahmed (Dholak), Parvez Shaikh (Duff e percussioni), Gulam Ali (Sarangi), Rohan Krishan Ratan (Santoor) and Dima Graziani (programmazione elettronica di loop ritmici). Durata: 2 ore circa
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