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Torino 26 "BITTER & TWISTED" di Christopher WeekesArrabbiati e infelicidi Ilaria Falcone La famiglia Lombard viene stravolta impetuosamente da un dramma: la morte del figlio più grande, Liam, nel soggiorno di casa. La prematura scomparsa del giovane lascia sentimentalmente impotenti le persone che lo amavano.
La vita continua e tre anni dopo le persone che facevano parte della vita di Liam sono intimamente cambiate, tirano avanti, ma qualcosa di profondo si è rotto per sempre.
Christopher Weekes, regista australiano ventottenne debutta in concorso al 26 Torino Film Festival, con un film che lui stesso definisce “sull’identità, sul modo in cui il nostro passato influisce su quello che siamo oggi” Bitter & Twisted è ambientato nei piccoli sobborghi di Sidney, in periferici villaggi, dove ognuno cerca di condurre una vita quanto meno dignitosa, anche se ciò non implica un comportamento spudoratamente sincero. Più che un film che parla di identità - questo proposito passa in secondo piano - Bitter & Twisted racconta soprattutto la disperazione di una solitudine, che diventa come un’inerzia che fa sprofondare nell’egoismo; nonostante i protagonisti osservino la richiesta di aiuto degli altri, figli o mariti che siano, non riescono a intervenire in tempo. Penelope (Noni Hazlehurst), la madre di Liam, si è chiusa in se stessa, non accetta il passare del tempo, soprattutto da quando le è stato tolto suo figlio. È come se volesse tornare indietro, andare a ritroso con gli anni, cercare a tutti i costi una via di fuga. Jordan (Steve Rodgers), il padre, fa il venditore d’auto, ma dal giorno della tragedia è sempre più depresso, come se stesse cercando una ragione di vita; l’unica cosa che riesce a fare è magiare in continuazione, guardare la televisione e aspettare che tutto passi. Ben, il fratello minore di Liam, è interpretato dal regista stesso, Christopher Weekes; il ragazzo è catapultato in un turbine di sentimenti contrastanti, per l’ex fidanzata di Liam, Indigo, e per le avances di Matt, il suo migliore amico. Non riesce a trovare una sua identità, prova a somigliare a Liam, ma risulta sbiadito in atteggiamenti che non gli appartengono. Indigo (Leeanna Walsman), frequenta un uomo sposato, ma sogna di mollare tutto per trasferirsi a Melbourne. Vive in un continuo bisogno di affetto, d’amore; ma né sua madre, né l’uomo con cui esce riescono a soffocare il suo grido d’aiuto. Lisa (Basia A’Hern) è la più piccola della famiglia Lombard, forse il membro di questo nucleo familiare che ha meglio elaborato il dolore e provato vivere, senza appigli a cui aggrapparsi; si è come assuefatta all’apatia che regna in quella casa. L’idea di fondo, “la scoperta della propria natura interiore”, che ha guidato il regista nella stesura di quest’opera, è affrontata ma non analizzata. I protagonisti lasciano molto all’intuizione del pubblico, che non sempre è pronto a cogliere i sottintesi. Dopo un breve flash in cui il regista mostra i soccorsi prestati per salvare Liam, ma senza dire nulla sul giovane e sulla sua vita, tanto meno sulla sua morte, la storia riparte dopo tre anni. A poco a poco, la trama inizia a rivelare i problemi della famiglia Lombard, ma troppe emozioni sono date per scontate. E’ come se si creasse un vuoto tra la regia e il pubblico. Weekes vorrebbe condurre lo spettatore ad approfondire il legame, quasi biologico, che il passato crea con il futuro, ma è occupato dal rappresentare lo sviluppo di troppe emotività insieme, creando così un’altalena di sequenze, che oscillano, si sovrappongono, ma non riescono a esprimersi completamente. Un film di Christopher Weekes. Con Noni Hazlehurst, Steve Rodgers, Gary Sweet, Leeanna Walsman, Christopher Weekes, Matthew Newton, Rhys Muldoon, Basia A’Hern, Penne Hackforth-Jones, Sam Haft, Andrea Moore, Jeremy Brennan. Genere Drammatico, 90 minuti. - Produzione Australia 2008.
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