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BORIS GODUNOV DI MODEST MUSORGSKIJFate dei boschi e altre magiedi Elisa De Marchi Continuamente modificato, manipolato, rielaborato, riproposto, il Boris Godunov di Modest Musorgskij occupa un posto di primo piano nella storia dell’opera lirica. Nonostante i tagli arbitrari e le censure cui è stato sottoposto fino a un recente passato, la leggenda dello zar Boris resta una pietra miliare della scuola russa, destinata a influenzare in modo significativo la musica europea del Novecento. Questo dramma musicale popolare in un prologo e quattro atti, su libretto dello stesso Musorgskij, è stato presentato anche al Teatro La Fenice di Venezia, che ha recuperato la versione originale del 1874.
Tratto dalla tragedia omonima di Aleksandr Puskin e dalla Storia dello Stato Russo di Nikolaij Karamzin, la versione di Musorgskij ne conserva tutto lo spessore storico e politico, portando sulla scena una vicenda dal carattere profondamente russo, in cui è proprio l’uomo russo –sia esso zar o contadino- il protagonista indiscusso. Ed è infatti il popolo russo, la folla di plebei, a dominare la rappresentazione, grazie alle splendide, numerose scene corali; di fondamentale importanza, quindi, il ruolo del Coro del Teatro La Fenice, magistralmente diretto da Claudio Marino Moretti. Il dramma personale dello zar, assillato dai ricordi e dai sensi di colpa, si incrocia perfettamente con il dramma storico, quel “periodo dei torbidi” in cui la Russia cadde nell’anarchia più assoluta e spietata. Il Boris messo in scena alla Fenice presenta parecchie novità, date innanzitutto dall’allestimento del Maggio Musicale Fiorentino, vincitore del Premio Abbiati 2006. Le scelte del regista Eimuntas Nekrosius e dello scenografo Marius Nekrosius colpiscono per l’impenetrabile ermeticità: elementi simbolici incomprensibili, personaggi che si muovono sullo sfondo, senza permetterci di capire chi siano, cosa stiano facendo, cosa centrino con la vicenda. Il gran numero di personaggi che si sussegue sul palco (in tutto sono 63) nasconde la scarna scenografia, data essenzialmente da elementi astratti e inutili. La costumista Nadezda Gultyaeva rispetta in parte la tradizione di questa Russia barocca e seicentesca, in parte –arbitrariamente e discutibilmente - sceglie abiti senza dal tempo estranei alla storia (ad esempio, le damigelle di Marina Mniszek, inguainate in vaporosi vestiti verdini, potrebbero rappresentare moderne fate dei boschi). Bravissimi, invece, tutti gli interpreti e in particolare il protagonista Ferruccio Furlanetto, che ha reso con grande pathos il carattere doloroso del personaggio. Il maestro Eliahu Inbal ha diretto con la consueta capacità l’Orchestra del Teatro La Fenice. Ma la riuscita dello spettacolo si deve essenzialmente a Musorgskij, per le musiche di indiscutibile bellezza, capaci da sole di reggere lo spettacolo, facendo dimenticare all’ascoltatore scene, costumi e regia. Un Boris decisamente particolare, che non ha pienamente soddisfatto il pubblico, sia per l’eccesso di fenomeni magici rappresentati sul palco, sia per la lunga durata. BORIS GODUNOV, dramma musicale popolare in un prologo e quattro atti libretto e musica di Modest Musorgskij versione originale 1874 personaggi e interpreti principali Boris Godunov: Ferruccio Furlanetto - Fёdor: Annika Kaschenz - Ksenija: Francesca Sassu - La nutrice di Ksenija: Alexandra Durseneva - Il principe Šujskij: Marcello Nardis - Andrej S˘c˘elkalov: Valery Ivanov - Pimen: Ayk Martirossian - Il falso Dmitrij (Grigorij): Ian Storey - Marina Mniszek: Julia Gertseva - Rangoni: Valeri Alexejev - Varlaam: Maxim Mikhailov - Misail: Bruno Lazzaretti L’ostessa: Francesca Franci - L’innocente: Yijie Shi - Nikitic˘: Giuseppe Nicodemo - Un ufficiale di polizia: Matteo Ferrara - Un boiaro do corte: Enrico Cossutta - Chrus˘c˘ov: Elia Fabbian - Lavickij: William Corrò - Cernikovskij: Mattia Denti maestro concertatore e direttore: Eliahu Inbal - regia: Eimuntas Nekrosius - scene: Marius Nekrosius - costumi Nadezda Gultyaeva Orchestra e Coro del Teatro La Fenice Direttore del Coro Claudio Marino Moretti Durata: 3 ore 50 min.
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