“Bariona o il figlio del tuono” di Jean Paul Sartre

LXII Festa del teatro a San Miniato dal 18 al 23 luglio

LXII FESTA DEL TEATRO A SAN MINIATO
_ DAL 18 AL 23 LUGLIO 2008 ORE 21.00
_ PIAZZA DEL DUOMO

RAPPRESENTAZIONE DI

BARIONA O IL FIGLIO DEL TUONO DI JEAN PAUL SARTRE
_ CON SEBASTIANO LO MONACO
_ REGIA ROBERTO GUICCIARDINI

Bariona è un originalissimo testo teatrale scritto da Sartre nel Natale del 1940 per i suoi compagni di prigionia nel campo Treviri. Sartre ebbe modo allora di conversare a lungo con i preti detenuti, discutendo in fraterna sincerità di fede e teologia. E’ alla luce di questa esperienza che Sartre scrive un testo teatrale sul mistero del Natale. Lo compone in sei settimane, sceglie gli attori, assiste alle prove, crea la messa in scena ed i costumi lui stesso. Vi partecipa come attore nella parte del Re Magio Baldassarre.

Il racconto ruota intorno alla figura di Bariona (dal curioso soprannome di “figlio del tuono”), capo di un villaggio vicino a Betlemme. La storia è ambientata nell’epoca in cui la Giudea era oppressa dai Romani e vessata da continue richieste di tributi. All’annuncio della nascita di Gesù Bambino Bariona abbandona ogni diffidenza e si apre alla speranza.
Il testo si offre allo spettatore come l’immagine di un’esperienza religiosa e raggiunge il suo apice nella descrizione poetica del rapporto di intimità che lega la Madonna al Bambino.
Disse una volta Sartre: “Ho sempre avuto un rapporto difficile ed impossibile con Dio”. Oggi, la visione di quest’opera, offre l’occasione di ripensare l’ateismo di Sartre e la sua filosofia dell’esistenza.

Scrive Roberto Guicciardini nelle note di regia “I personaggi del racconto saranno gli stessi prigionieri, come in realtà davvero avvenne; in una trasposizione facilmente accessibile: un gruppo sparuto di attori, fortemente caratterizzati nella loro veste di prigionieri del campo, ciascuno con una propria individualità, assumeranno volta a volta i vari (numerosi!) personaggi del dramma, anche più di un personaggio ciascuno, secondo un sistema di affinità o di scoperta, lasciando esenti solo i due o tre personaggi principali che sono necessari alla dialettica del racconto…. La stessa irruzione del magico, l’apparizione dell’angelo, l’epifania del divino e la mirabile descrizione che Sartre ne fa, come il narratore d’immagini preposto a prologo della pièce, rientrano in questo giuoco scenico, assumono i tratti di una aderenza a un libero progetto d’esistere”.

traduzione di MARCO ANTONIO AIMO


 


Interpreti: SEBASTIANO LO MONACO e con (in ordine alfabetico)GIUSEPPE CALCAGNO MARIA ROSARIA CARLI – ALESSANDRO CASULA
AMEDEO D’AMICO – ROSARIO PETIX – MIRKO RIZZOTTO – MASSIMILIANO SOZZI
MASSIMILIANO VADO – ALKIS ZANIS

regia: ROBERTO GUICCIARDINI


scene: PIERO GUICCIARDINI 

costumi: CRISTINA ACETI 

musiche originali: DARIO ARCIDIACONO


luci: LUIGI ASCIONE

realizzazione: TEATRINO DEI FONDI-SICILIATEATRO


organizzazione: SANTI LO MONACO


aiuto regista: ALESSANDRO CASULA

direttore di scena: ROCCO GIORDANO


responsabile fonica: EMANUELE PONTECORVO

capo sarta: SABRINA SOLIMANDO


scenotecnica: OFFICINA GALLONI Montespertoli (FI)

ingresso unico Euro 20
Per informazioni:

Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato 

Piazza della Repubblica, 7
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