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Concorso Berlinale 2012: "Barbara" di Christian PetzoldLa dottoressa della DDRdi Massimiliano Ferone Christian Petzold rappresenta una vera e propria certezza per la Berlinale: se la sua partecipazione al concorso ufficiale con Barbara non ha stupito i frequentatori assidui della kermesse teutonica, anche lo stile e la qualità della pellicola si sono contraddistinti per l’omogeneità con il resto del curriculum artistico del cineasta.
Fautore di un cinema che guarda al kammerspiel senza apportare al genere le innovazioni e i ribaltamenti che furono propri di Rainer Werner Fassbinder, figura capitale della “nuova onda” tedesca degli anni Settanta, Petzold nel corso degli anni non ha fatto altro che ribadire alcuni concetti a lui particolarmente cari, come la riflessione sull’unificazione (più o meno riuscita e reale) della Germania contemporanea e la centralità del ruolo della donna all’interno delle dinamiche sociali e politiche. In questo senso Barbara, sesta regia di Petzold per il grande schermo, appare a prima vista come la quintessenza della sua poetica espressiva, sia per l’ambientazione (la DDR del 1978, ancora lontana dal percorso di riunificazione che portò al crollo del muro di Berlino) sia per il personaggio che dà il titolo al film, interpretato da Nina Hoss, figura di primaria importanza dello star system tedesco contemporaneo e fedele sodale delle sortite dietro la macchina da presa di Petzold. La storia di Barbara, dottoressa berlinese trasferita per motivi disciplinari nel cuore della provincia, avrebbe potuto aprire squarci non indifferenti sulla coscienza tedesca nell’Est del paese, sul confronto tra gestione stalinista del potere e fascinazione per l’opulenza dell’Occidente e via discorrendo. Peccato che Petzold non sia in grado di approfondire nessuna delle questioni venute alla luce nel corso del film, preferendo un approccio volutamente piatto, bidimensionale, come se l’anestesia impartita alla messa in scena potesse fungere da metafora ideale della perdita di volontà e convinzione ideologica di un’intera nazione. Speculazioni che non trovano comunque conforto in una scrittura sciatta, in linea con i precedenti lavori di Petzold (il riferimento più immediato appare quello con Yella, che nel 2007 non uscì dalla Berlinale a mani vuote) e in una regia diligente ma poco ispirata. A salvare il film dal naufragio interviene l’ottimo cast attoriale che vede la Hoss in compagnia di Ronald Zehrfeld, Rainer Bock e Christina Hecke, ma anche i personaggi a loro assegnati sembrano dei tipi predefiniti piuttosto che figure a tutto tondo. Opera anaffettiva e fredda, Barbara sembra la più classica delle occasioni sprecate. Non è la prima volta che si esce con questa sensazione da un film di Christian Petzold, e probabilmente non sarà l’ultima. Titolo originale: Barbara Nazione: Germania Anno: 2012 Genere: Drammatico Durata: 105’ Regia: Christian Petzold Sito ufficiale: Cast: Nina Hoss, Ronald Zehrfeld, Rainer Bock, Christiana Hecke, Mark Waschke, Jasna Fritzi Bauer Produzione: Schramm Film Koerner & Weber Distribuzione: Data di uscita: Berlino 2012
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