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Berlino. Il Museo Nuovo per Sinuhe l’EgizianoNeues Museumdi Paola Assom “Io Sinuhe, figlio di Senmut e di sua moglie Kipa …. scrivo queste pagine unicamente per piacer mio, e in ciò differisco da ogni altro scrittore passato e a venire”.
Cosi inizia il romanzo “Sinuhe l’egiziano” best seller del 1945, opera del finlandese Mika Waltari e trasposto sul grande schermo nel 1954. Grazie a quel libro e poi a Hollywood l’antico Egitto entrava per la prima volta nell’immaginario collettivo di tutti i ragazzi di quella generazione e di molte successive.
Destinato certamente a rimanere nell’immaginario collettivo è oggi anche il rinnovato edificio ottocentesco del Neues Museum, “Museo Nuovo”. Dopo sessanta anni di decadenza, è infatti tornato al fasto magniloquente che un tempo gli fu dato dal possente governo di uno dei Paesi più ricchi e colti del mondo. Costruito nel 1843 da Friedrich August Stüler, un architetto venuto a Berlino della Turingia come allievo del grande Karl Friedrich Schinkel, faceva parte dei cinque monumentali edifici della cosiddetta “Isola dei Musei”, una striscia di terra avvolta dalle anse del fiume Sprea. Oggi questo complesso culturale accoglie 3 milioni di visitatori all’anno, certamente in aumento ora che è terminato anche il restauro del “Neues”, per opera dell’architetto inglese David Chipperfield. Bombardato nella seconda guerra mondiale, oggi lo storico museo offre al visitatore non solo la sua imponenza, ma anche le sue cicatrici, ormai parte della storia di una città e di tutta l’Europa. Il colonnato neoclassico si apre lungo la facciata come un immenso abbraccio avvolgente, che accompagna verso lo scalone interno, monumentale. Ė questo uno di quei casi in cui il contenitore fa concorrenza al contenuto. All’interno, infatti, vi è una serie di raccolte archeologiche di grande interesse e ampiezza, dalla preistoria - con esemplari dei più antichi utensili della storia umana - alle culture celtiche - con pezzi rarissimi come copricapo a cilindro alto 74 centimetri, sbalzato su una lamina d’oro di soli 6 centesimi di millimetro, paramento sacro per qualche mago celtico antenato di 3 mila anni fa di Merlino o di Harry Potter. Non manca nemmeno il mitico tesoro di Priamo ritrovato a Troia da Heinrich Schliemann (tranne i pezzi ancora nelle mani dei russi!) ed è anche rappresentata la cultura dei “conquistatori” romani. L’attrazione maggiore è però rappresentata dall’antico Egitto, di cui il museo di Berlino possiede certamente uno dei pezzi più affascinanti e misteriosi: il busto della regina Nefertiti, che da solo vale una visita, nonchè una raccolta di papiri piena di rarità. Tra questi, appunto, c’è il romanzo di Sinuhe. “La raccolta papirologica – spiega Fabian Reiter, da 3 anni ne è Curatore e con i suoi 39 anni è uno tra i più giovani in Germania - conta decine di migliaia di manoscritti originali che coprono un arco di 5 millenni, tanto che questa raccolta costituisce insieme al Museo Egizio una doppia istituzione”. “Grazie ai papiri egizi - prosegue Reiter – sono arrivati fino a noi moltissimi testi dell’antichità che altrimenti sarebbero andati perduti. Tra i papiri più significativi: i tre testi principali dei “lamenti del contadino”, gli unici manoscritti rimasti dei “racconti meravigliosi alla corte del faraone Cheope” e del “dialogo dello stanco della vita con la sua anima”, l’“Iliade” di Omero, oltre a testi aramaici, latini, copti e arabi. I due manoscritti completi del romanzo di Sinuhe, popolarissimo già nell’antichità, costituiscono un documento eccezionale, perché l’uno è del 1350 circa avanti Cristo, ossia praticamente coevo del racconto stesso, mentre l’altro, pur costituendone una copia più tarda e più breve, è nella sostanza fedele al testo più antico. Questo patrimonio costituisce non solo un archivio di emozionante completezza e importanza per lo studio della letteratura antica ma anche, come ci insegna Sinuhe e molti altri, una continua fonte di ispirazione per i moderni. Neues Museum Berlin – Bodestraße 1-3 orario tutti i giorni dalle 10 alle 18- venerdì e sabato fino alle 20 Ingresso standard 10 euro – Disponibili biglietti combinati con gli altri musei e plurigiornalieri.
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