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"Bianco e nero" di Cristina ComenciniTra razzismo e amoredi Silvio Grasselli Esce venerdì 11 nelle sale italiane, con la bellezza di duecentocinquanta copie e rotti, il film che segna il ritorno alla commedia di Cristina Comencini.
Al rientro a Roma dal Rwanda, dopo un viaggio di “ricognizione documentaristica” (che ha dato come frutto il film documentario Il nostro Rwanda), la regista s’è ritrovata a formulare queste due semplici constatazioni: gli italiani, nonostante una già cospicua immigrazione proveniente dal continente africano, generalmente non hanno amici (e qui s‘intende amici intimi, confidenti) africani; chi parla di questioni inerenti l’incontro di culture diverse, di razzismo e d’integrazione sociale lo fa spesso con toni gravi e drammatici, quando invece le persone direttamente coinvolte dal mescolarsi dei colori e delle identità raccontano con grande ironia anche gli intoppi più duri d’una convivenza non necessariamente semplice (due constatazioni decisamente discutibili e altrettanto chiaramente formulate all’interno d’un ambiente circoscritto – per non dire chiuso - e ristretto, ma di questo discuteremo più avanti). Nasce così il progetto di girare una commedia che “sterminasse” in gran numero luoghi comuni e preconcetti radicati nell’opinione corrente d’un paese non ancora completamente dentro la modernità (con tutti i numerosi aspetti negativi, ma pure con tutti quelli positivi) come il nostro. Il film, posto come dichiarato e quasi esclusivo riferimento cinematografico l’ormai leggendario Indovina chi viene a cena (1967, di S. Kramer), racconta l’incrocio di due coppie. Da una parte l’intrepida Elena, figlia di due razzisti e inconsapevoli borghesi, borghesissima mediatrice culturale dell’Amref (che è “sponsor morale" della pellicola), paladina dei diritti dell’Africa sfruttata e abbandonata che all’insegna d’un buonismo oltranzista cerca riparo dal proprio complesso di colpa, e Carlo, italiano medio, pigro e indolente tecnico informatico, più o meno indifferente e lontano dalle urgenti questioni alle quali si dedica la moglie; dall’altra la statuaria Nadine, giovane senegalese impiegata a Roma presso l’ambasciata del proprio paese, coniuge del granitico Bertrand, uomo più grande di lei, severo “africanista” militante accanto a Elena. Un giorno gli sguardi di Carlo e Nadine s’incontrano, e tra loro scoppia una passione che resisterà al razzismo incrociato dall’una e dall’altra parte, ai consigli dei benpensanti e a molte altre traversie. Cristina Comencini iniziò il suo “praticantato” da cineasta accanto al padre – il troppo spesso dimenticato Luigi Comencini – nel reparto della sceneggiatura. E dunque non desta meraviglia il fatto che, dopo anni di carriera, la regista resti ancora una brava sceneggiatrice, forse ancora oggi più brava a scrivere un film che a dirigerne le riprese. Fatto sta che di questa commedia sorprende una sceneggiatura sapida, misurata, acuta e dal buon ritmo, tutte doti piuttosto rare per il cinema nostrano. La direzione degli attori è, come troppo spesso accade nel nostro cinema, non del tutto efficace, eccezion fatta per i due protagonisti, Volo e Maiga, due nitide conferme. Ma è ancora più a monte che i dubbi maggiori trovano alimento. Non è solo nel confronto tra pellicola finita e proclami (leggi: dichiarazioni) sulla valenza socio-cultural-politica dell’intero progetto che Bianco e nero perde le sue scommesse. La regia della Comencini resta davvero troppo al di sotto anche solo del semplice mestiere per dar sostegno a una sceneggiatura, come già detto, lucida e scattante. Ma, ancor peggio, è la stessa idea soggiacente al film che sembra discutibile. Se Kramer nel suo film si muoveva dall’argomento “romantico” per palesare ipocrisie e resistenze, qui sembra ci sia la tendenza a fare quasi l’opposto: si mette in scena la situazione inedita, dirompente, illuminante dell’incontro di due persone “diverse”, ma poi il film dedica moltissimo tempo al racconto delle vicende erotico-romatiche del nuovo duo, si perde in aneddoti ameni ma di superficie e perde mille occasioni di venire al punto. E poi: i due protagonisti neri interpretano due africani ma sono in realtà (e in conferenza stampa hanno tenuto a ricordarlo più d’una volta) due francesi a tutti gli effetti, culturali e identitari. Insomma resta forte l’impressione che, tanto quanto le premesse, così pure la commedia che ne è il finale compimento, si riduca, inconsapevolmente, a rappresentazione pittoresca ma terribilmente sterile e superficiale che dell’incontro di culture e identità diverse la borghesia italiana è in grado di formulare oggi. Titolo originale: Bianco e nero Nazione: Italia Anno: 2007 Genere: Drammatico Durata: 100’ Regia: Cristina Comencini Cast: Fabio Volo, Ambra Angiolini, Aïssa Maïga, Eriq Ebouaney, Anna Bonaiuto, Franco Branciaroli, Katia Ricciarelli, Maria Teresa Saponangelo Produzione: Cattleya, Rai Cinema Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: 11 Gennaio 2008 (cinema)
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