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Formidabili quegli anni British Renaissance al Torino Film Festival 2008Incontro con Bill Forsyth, Pat O’Connor, Michael Palin e Kenith Trodddi Ada Guglielmino ll loro nemico numero uno era la signora Margareth Thatcher. Ma, contro ogni aspettativa, il movimento denominato oggi British Renaissance deve molto al primo ministro inglese in carica dagli anni 1979-1990. Che lasciava molta libertà creativa al motto: "Puoi dire ciò che vuoi, purchè tu lo faccia con i tuoi soldi". Parola di Michael Palin dei Monthy Python.
Bill Forsyth, Pat O’Connor, Michael Palin e Kenith Trodd: seduti al tavolo della conferenza stampa torinese ci sono quattro dei personaggi che hanno segnato la storia del cinema inglese e non solo. Sono tra i protagonisti della British Renaissance, e della retrospettiva con analogo titolo che il Torino Film Festival 2008 dedica al movimento. Movimento? "Personalmente non avevo idea della definizione di ’British Renaissance’ - esordisce il regista Bill Forsyth - l’ho scoperto guardando il programma del festival", "In quel preciso momento storico - sottolinea il produttore Kenith Trodd - io personalmente non mi rendevo conto di far parte di un movimento. Sentirlo adesso è quasi una lusinga, ma allora non ne eravamo consapevoli. Eravamo semplicemente felici di lavorare in un ambiente che godeva di una libertà inimmaginabile. Potevamo sempre farla franca". E’ passato un trentennio, quasi un’era storica per il cinema, che è molto cambiato: "Allora, se si voleva fare un film - ricorda il produttore e regista Pat O’Connor - non si doveva presentare anticipatamente il cast ai produttori per ottenere finanziamenti. Oggi è completamente diverso, è la prima cosa che ti chiedono: se non hai nel cast un attore importante nessuno vuole produrre il tuo film. Mi piacerebbe che oggi i registi e i produttori inglesi venissero più a contatto con gli europei per realizzare progetti ambiziosi senza dover andare per forza in America o essere vincolati da finanziamenti americani". Michael Palin (molti lo ricorderanno tra l’altro balbuziente Ken ne Un pesce di nome Wanda) è un simpatico signore di 65 anni, in grado di conquistare ancora oggi un pubblico di giovanissimi che va a recuperare su YouTube i folgoranti sketch dei Monthy Pyton di cui era protagonista: "C’era la possibilità di fare delle affermazioni politiche contro lo status quo rappresentato dal governo di Margaret Thatcher". Ma come, non eravate gli anti-thatcher per antonomasia? "Sì, il background politico era caratterizzato da un odio profondo per la Thatcher" aggiunge Palin, "ma è anche vero che da una situazione negativa può nascere qualcosa di buono. "Tutti la detestavamo - conferma Pat O’Connor - aveva tagliato pesantemente i fondi al cinema, oltre ad aver creato danni gravissimi che ci hanno fatto piombare nella rabbia e nella frustrazione come dopo una grande catastrofe. Questo sentimento ci ha spinto a fare film che poi si sono rivelati interessanti". "Questo perchè - è ancora Trodd a parlare - paradossalmente i media in Gran Bretagna potevano godere di maggiore libertà della classe politica. Ad esempio alla BBC noi potevamo proporre progetti di film ambiziosi senza problemi: personalmente ho presentato due progetti con Mike Leigh sull’Irlanda del Nord, un tema alquanto delicato". Le radici della British Renaissance vanno cercate nel mondo televisivo: come ricorda Emanuela Martini nella presentazione della retrospettiva nel catalogo del TFF 2008: "La nascita della quarta rete televisiva nazionale Channel Four che decide di investire la maggior parte del budget destinato alla fiction nella produzione di film (...). Con la sua intelligenza politica e la sua agilità, Channel Four finisce per essere uno stimolo generale". "La televisione - conferma Bill Forsyth - è stata una grossa fonte di ispirazione permettendoci di lavorare in estrema libertà creativa. C’è stato addirittura un momento in cui si è assistito a una migrazione dei registi televisivi al cinema. Dalla TV sono arrivate personalità come Ridley Scott, ad esempio". In questo contesto così tipicamente inglese i Monthy Python restano una pietra miliare della satira e della comicità: "Facevamo film contro l’establishment - racconta Michael Palin - contro quelle figure che fino ad allora erano state rispettate. Tuttavia il nostro scopo principale era far ridere. Lo stato non mostrava disapprovazione se trattavamo temi morali, quali il controllo delle nascite o il mondo gay, la Thatcher era interessata solo al lato economico: se avevi come obiettivo quello di fare soldi e riuscivi ad essere indipendente potevi fare quello che volevi. Il famoso pugno di ferro non era per tapparti la bocca ma per spingerti a far soldi ed essere autonomo". Oggi fare un film come Il senso della vita, non sarebbe più possibile perchè "È cambiato lo spirito, i contenuti, i punti di vista, i desideri dei cineasti e del pubblico. Non c’è veramente qualcosa che possa essere sviluppato perchè non interessa più a nessuno". Però una bella risata servirebbe sempre "anche se - conclude Palin - nel mondo ci sono persone che si comportano in modo talmente idiota che non c’è bisogno di noi". TORINO FILM FESTIVAL 2008 Retrospettiva British Renaissance http://www.torinofilmfest.org
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