Bruce Springsteen infiamma lo Stadio Euganeo di Padova

Già i fan più fortunati (o, per meglio dire, coraggiosi) avevano avuto modo di vederlo nel pomeriggio quando, alle 17.30, aveva regalato The Promised Land e Growin’ Up durante il soundcheck. Ma è alle 20.45 che lo show inizia sul serio. Bruce si presenta sull’immenso e altissimo palco dello Stadio Euganeo di Padova con la sua chitarra. Di fronte a lui, 40mila fan adoranti accorsi da svariate parti dell’Italia, e non solo.

«Ciao Padova! È bello vedervi. È la prima volta qui, come state?» e l’inizio è tutto acustico con The ghost of Tom Joad.
Ma i cartelloni recitano Bruce Springsteen and the E Street Band: Nils Lofgren e Little Steven alle chitarre, Roy Bittan al piano, Garry Tallent al basso, Max Weinberg alla batteria, Patti Sialfa ai cori, Soozie Tyrell al violino, Charles Giordano a organo e fisarmonica, e ancora The E Street Horns, con Jake Clemons, nipote di Clarence, al sax, e The E Street Choir. Quindi, al classico grido di «one… two… three… four… » ecco le prime note di Long walk home con tutta la band.

Il cielo è ancora chiaro, ma il pubblico sa bene che a tenergli compagnia fino al calare del sole e ancora oltre ci sarà Bruce, uno che ai concerti non si risparmia mai. Uno che ama alla follia il suo pubblico, venendo ricambiato alla grande, e che con l’Italia ha sempre avuto un rapporto unico. I pezzi successivi sono su richiesta dei ragazzi delle prime file: Two hearts, una Boom boom iper sexy e l’ispiratissima Something in the night.
Ma gli striscioni dei fan certo non si fermano qui: chi vorrebbe salire sul palco, chi vuole abbracciarlo, chi addirittura gli chiede di far ballare con lui la suocera (venendo immediatamente accontentato). Intanto la pioggia comincia a scendere, ma poco importa: il tutto renderà ancora più epico un concerto destinato a entrare negli annali della storia del rock. E’ il momento in cui Bruce fa il regalo più bello che il suo pubblico gli potesse chiedere: «Questa notte suoneremo tutte le canzoni di Born to run». E’ allora che lo stadio si trasforma in una vera bolgia. Un’atmosfera destinata a rimanere durante tutte le otto tracce di uno dei dischi più amati della storia del rock. Un “concerto nel concerto” che porta la serata dritta verso il rush finale.

Springsteen, come al suo solito, fa salire sul palco un bambino per farlo duettare con lui sulle note di Waiting on a sunny day, e ancora dà la possibilità a Caterino Riccardi, stravagante e simpatico musicista padovano, di suonare Pay me my money down.
A concludere, il terzetto perfetto: l’immancabile Born in the U.S.A., con le due bandiere statunitense e italiana che sventolano alte sopra il palco, Dancing in the dark e Twist and shout, cantata e ballata da tutto il pubblico.

Quello di Springsteen è il classico concerto “da vedere almeno una volta nella vita”, anche se probabilmente una volta sola non basterebbe. Musica allo stato puro: perfetta sintonia tra ogni elemento della band e il loro “Boss”. Boss che, a sessantatré anni, ai concerti si dimena e si diverte ancora come un ragazzino. E Boss che al termine del concerto non scende dal palco senza aver ringraziato il suo pubblico come si deve, senza aver stretto la mano ad ognuno dei suoi musicisti. L’amore dei fan nei suoi confronti, poi, è qualcosa di veramente difficile da spiegare: bando al fanatismo, puro affetto e riconoscenza nei confronti di un artista che per la sua gente dà tutto. E dà innanzitutto quasi tre ore di musica a livelli stellari.
Grazie, Boss.

Questa, la scaletta del concerto di Padova:

1) The ghost of Tom Joad
_ 2) Long walk home
_ 3) My love will not let you down
_ 4) Two hearts
_ 5) Boom boom
_ 6) Something in the night
_ 7) The ties that bind
_ 8) We take care of our own
_ 9) Wrecking ball
_ 10) Death to my hometown
_ 11) Spirit in the night

Born to run:
_ 12) Thunder road
_ 13) Tenth avenue freeze-out
_ 14) Night
_ 15) Backstreets
_ 16) Born to run
_ 17) She’s the one
_ 18) Meeting across the river
_ 19) Jungleland
_ 20) Shackled and dawn
_ 21) Waitin’ on a sunny day
_ 22) The rising
_ 23) Badlands

Encore:
_ 24) Pay me money down
_ 25) Born in the U.S.A.
_ 26) Dancing in the dark
_ 27) Twist and shout

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Nata a Venezia. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, quarto anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base e Young.it. Giornalista pubblicista. Attualmente scrivo per Spettakolo.it.