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"Buongiorno, notte" di Marco BellocchioL’immaginata realtà di una terroristadi Gianluca Capaldo Nel 1978 le Brigate rosse misero in atto il loro progetto più ambizioso. Il 16 marzo – il giorno stesso della presentazione in Parlamento di un nuovo governo Andreotti, monocolore democristiano appoggiato da una maggioranza allargata anche al Pci – un commando brigatista rapì Aldo Moro, presidente della Dc e principale artefice della nuova politica di “solidarietà nazionale”, uccidendo i cinque uomini della sua scorta.
A quella giornata seguirono 55 giorni di attesa e di polemiche di fronte alla sofferta decisione del governo di non trattare il rilascio di Moro con i terroristi, decisione appoggiata dal Pci e contrastata, per motivi politici e umanitari, dal Psi e da altri gruppi minori della sinistra. Il 9 maggio Moro fu ucciso e il suo cadavere abbandonato in una strada del centro di Roma.>> (Sabbatucci, Profili Storici – il novecento, edizioni Laterza, 2000)
Così quasi tutti i libri di storia ci raccontano questa vicenda molto importante per la nostra storia nazionale.
Bellocchio, invece, decide di non raccontarci in particolare questo avvenimento, ma di farci assaporare l’atmosfera che si creò in quei 55 giorni di sequestro nell’appartamento dei brigatisti. Le ansie, i dubbi, i timori e le paure vissute dall’unica sequestratrice donna del gruppo, Chiara (Maya Sansa), una giovane terrorista, fiduciosa nell’avvento della rivoluzione e divisa tra i rituali della clandestinità e quelli di una vita apparentemente ’normale’, fatta di un lavoro, un ufficio, dei colleghi, un ragazzo.
“Buongiorno, notte” è quindi il sequestro Moro oltre la cronaca, o meglio è quel luogo dove la cronaca non arriva, finestre attraverso cui non passa il sole; cronaca che scorre sul televisore dell’appartamento, sui numerosi quotidiani ammassati sui tavoli.
Chiara, sempre più a disagio nel suo ruolo di combattente, e in conflitto con i suoi compagni, non riesce più a capire la ferocia distruttiva di chi le vive vicino o le dorme accanto. La vera Anna Laura Braghetti, la “vivandiera” di via Montalcini, ha scritto nel suo libro “Il prigioniero”, a cui si è ispirato Bellocchio: <
Titolo originale: Buongiorno, Notte Nazione: Italia Anno: 2003 Genere: Storico Durata: 105’ Regia: Marco Bellocchio Cast: Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Pier Giorgio Bellocchio, Giovanni Calcagno, Paolo Briguglia Produzione: Marco Bellocchio, Sergio Pelone Distribuzione: 01 Distribution Data di uscita: Venezia 2003 05 Settembre 2003 (cinema)
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