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"C.S.I: Scena del crimine" - Nona stagioneMascara (9x18)di Marta Martina Abbiamo tre elementi. Il 200° episodio da celebrare, un regista come William Friedkin (quello del Il braccio violento della legge e dell’Esorcista. Badate bene rispettivamente 1971 e 1973. Ci sarà un motivo per cui non si vai mai oltre a citare suoi film?) e la lucha libre messicana. Wow! Esplosivo. Esplosivo come una miccetta in mano ad un bambino il pomeriggio di Halloween.
Le percussioni riempiono lo shermo, i dettagli delle maschere dei lottatori occupano tutto il campo visivo, i nomi nei titoli di testa vengono incorniciati in un cerchio di fuoco. Si comincia. In un’arena sudatissima, dalle luci calde e sfocate, lottano, in mezzo a grida belluine, i wrestler alla messicana con le loro maschere esorcizzanti e apotropaiche. Una ragazza barcolla e inizia a sentirsi male, esce, barcolla sempre di più, si rende conto di essere seguita. Ovviamente scappa. E dove corre? Nel luogo più congeniale per farsi spezzare il collo (anzi, per farsi indurre uno shock spinale da rottura della 3 e 4 vertebra. Guardo la tv con il block notes, e allora?), in mezzo a canali di scolo, vecchie recinzioni arrugginite e roba varia accatastata. Inizio a riconoscere la mano noiosa del regista spacciato. Mai vista una vittima più stupida in 199 episodi di Csi. Arrivano i nostri. Il professor Langston (o professor Morpheus per i dissacratori) conosce la vittima. Era una sua studentessa. Erano professionalmente amici. Partono i flashback (fare un flashback lineare oggi è un insulto ai lavoratori), loro che parlano al caffè, loro che fanno progetti. Tutto con una fotografia sgranata (il passato è sgranato, non lo sapevate?). Le indagini procedono come al solito, concentrate sulla vittima che indagava su altri casi di donne uccise, più o meno collegati al mondo della lotta libera. Salto passaggi per niente interessanti: Brass e Stokes perquisicono case di periferia in cui si celebrano riti tribali con polveri allucinogene, il finto interrogatorio con il vero killer che sembra un povero agnellino ingnaro. Si tirano le fila del più brutto episodio mai visto. Registi cinematografici con idee stilistiche, statene fuori. La tv è una cosa seria. Dieci anni di innovazioni linguistiche e stilistiche, tutte fatte con la nostra testa. Non abbiamo bisogno di voi. Dei vostri chiaroscuri, delle vostre inquadrature sbilenche. Una vittima sola? Cos’è, crisi? Noi abituati a serial killer geniali, che compongono miniature, che cercano di incastrare Grissom, che sparano a Warrick, che seppelliscono vivo Stokes (va bene, va bene. So già cosa mi dovete dire), abituati a massacri familiari, a vittime decomposte, a frammenti microscopici sotto le suole di scarpe sempre pulite, a dominatrici psicologhe, dovremmo rabbrividire davanti ad un regolamento di conti in una vecchia palestra con doccia solare? Effetto Gomorra in agguato. Effetto noia sortito. Csi, riprendetevi la scena. Lasciate fare cinema a chi non ha più idee. La frase: "La gente viene qui e ci tira addosso ossa di pollo e bottiglie di birra". C.S.I - Nona Stagione
ogni giovedì su FoxCrime, ore 21.00
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