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CALI IN CONCERTODue voltidi Elisa De Marchi Dopo la lunga tournée dello scorso anno, che aveva portato L’espoir nei principali Zenith di Francia, Cali si è lanciato in una nuova avventura musicale: il progetto Nu presenta una serie di concerti in forma acustica e sperimentale, che raccoglie i successi dei suoi tre album e propone qualche pezzo inedito.
Il tour ha toccato Parigi in diverse date, dal 24 al 31 marzo; Cali si è esibito alla Maroquinerie, una piccola sala di appena 500 posti nel XX arrondissement; il pubblico è stato quindi costretto in spazi molto ristretti, ma il disagio è stato compensato dall’atmosfera calda e suggestiva. La serata finale è stata aperta dalla performance di Lise; la giovane cantautrice francese ha affascinato gli ascoltatori con le forti dissonanze della sua musica, i suoni pieni di contrasti, i testi cinici ma allo stesso tempo romantici. Ricordiamo, tra gli altri, il brano dall’enigmatico titolo Trucks are for lovers – I camion sono per gli amanti. Cali ripropone i suoi pezzi in versione acustica, accompagnato da Julien Lebart (pianoforte), Nicolas Puisais (tromba) e Blaise Margail (trombone). Alterna canzoni d’amore e politiche, coinvolgendo continuamente il pubblico in dialoghi, racconti e cori. Gli spazi limitati della Maroquinerie creano una sorta di intimità tra il cantautore e i suoi fans, catturati dalla sua ironia e dalla sua mimica esasperata, forse eccessiva. Canzone dopo canzone, Cali si racconta: la storia dei suoi nonni, attivisti nelle brigate internazionali (Giuseppe et Maria), i ricordi del suo paese natale (Les beaux jours approchent), l’impegno politico di Résistance. Il concerto offre anche un pezzo inedito, Qu’est ce qui ne va pas mon amour?, e risveglia molteplici spunti di riflessione: il pubblico è conquistato da un bellissimo inno dei repubblicani catalani e da un poetico estratto di Alphaville di Jean-Luc Godard. Poi, improvvisamente, la scena cambia: il palco si trasforma in una discoteca futurista; Cali e i suoi musicisti indossano occhiali da sole e giacche argentate. Riprendono i più noti successi, da Sophie Calle n.108 a C’est quand le bonheur?, ma in versione elettronica. Diverse le reazioni del pubblico: chi resta perplesso, chi manifesta entusiasmo per l’inaspettata novità. Una cosa è certa: l’originale bellezza e poesia dei brani è andata completamente perduta; Elle m’a dit risulta del tutto inascoltabile. Il concerto si chiude con Je m’en vais e la reclamatissima 1000 coeurs debut; queste, fortunatamente, nella versione originale. www.calimusic.fr
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