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"CANALETTO E BELLOTTO – L’ARTE DELLA VEDUTA"Alla ricerca della veduta perfettadi Francesco Federici Palazzo Bricherasio ci ha abituati a mostre di grande interesse, portando a Torino artisti di grande fama e importanza. Questa mostra è la conferma dello spessore di questo spazio espositivo, dato che ci fa entrare in un mondo particolare, quello del vedutismo veneziano del Settecento, mettendo a confronto per la prima volta Antonio Canal detto Canaletto e Bernardo Bellotto, maestro e allievo, zio e nipote.
La felice intuizione di mettere a diretto confronto le tele dei due veneziani porta il visitatore davanti ad una serie di opere emozionanti, facendo capire il percorso che ha portato alla genesi delle varie tele e quindi l’evoluzione artistica dei due pittori. A tale scopo le vedute veneziane di Canaletto sono state affiancate a quelle, ricalcate sul modello del maestro, di Bellotto, alcune delle quali scambiate in passato per opere del più famoso zio. Di sicuro l’uso della camera ottica, strumento capace di proiettare un’immagine su una superficie di vetro per poi essere riprodotta, esaltava le capacità fotografiche dei due e l’abitudine di Bellotto di firmarsi “Canaletto” (in alcune fonti troviamo accanto al suo nome la dicitura “detto il Canaletto”) hanno aiutato a confondere le sue opere con quello dello zio, però la mostra mette ben in risalto l’autentica bravura del giovane pittore. Seguiamo così la sua maturazione artistica in un viaggio che ci porta a Lucca, Firenze, Roma fino al raggiungimento di un suo stile particolare, ovvio preludio ad una separazione dallo zio e dal suo stile. Così Canaletto va a Londra dove regalerà fantastiche vedute come quella del castello di Warwick o quella de Il vecchio ponte d Walton, mantre Bellotto girerà l’Europa come pittore di corte a Dresda, Vienna, Monaco e Varsavia. Bellotto svilupperà il suo particolare realismo e appagherà il suo desiderio di dipingere composizioni panoramiche (desiderio in parte realizzato proprio a Torino con il famoso Veduta del vecchio ponte sul Po a Torino, del 1745), mentre Canaletto si sposterà su una raffinatezza davvero pregevole, lavorando, talvolta, su composizioni che rinunciano al realismo, ma che creano nuovi complessi architettonici di una suggestione che ricorda la metafisica che verrà. Il piacere dell’invenzione che Canaletto assapora con sempre maggior frequenza si ritrova nei suoi Capricci, in Rovine su un ponte dalla laguna, dove vari sono i motivi rappresentati e ancora in Capriccio: rovine e ponti vicino alla Laguna, a dimostrare quanto l’estetica della rovina e del passato fosse presente nella vena artistica del veneziano. Bellotto, invece, pur cimentandosi anche lui nella composizione di alcuni Capricci (ad esempio Capriccio: due ponti e la torre di Ezzelino) e pur affrontando architetture molto simili a quelle dello zio, lavora meno di fantasia, attenendosi alla visione realistica che lo ha, fin dagli esordi, contraddistinto. La mostra ci offre dunque un’interessante gamma di dipinti del vedutismo, veneziano per nascita, ma europeo per sviluppo, capace di portarci nelle città del Settecento, in una reggia, sopra una gondola, in mezzo ad un mercato come in un paesaggio sconosciuto e immaginario, fatto per darci la possibilità di spaziare con la nostra mente. “CANALETTO E BELLOTTO – L’ARTE DELLA VEDUTA” dal 14 marzo al 15 giugno 2008 a cura di Bozena Anna Kowalczyk, Torino, Palazzo Bricherasio, Via Teofilo Rossi angolo Via Lagrange, catalogo Silvana Editoriale Orari: lunedì: 14.30 - 19.30; da martedì a domenica: 9.30 – 19.30 giovedì e sabato: apertura serale fino alle 22.30 Biglietti: Intero: 7,50, Ridotto: 5,50 (studenti fino a 26 anni, militari, over 65, gruppi e convenzioni), Bambini: 3,50 (da 6 a 14 anni) info@palazzobricherasio.it
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