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"CAPITANO ULISSE" di Alberto SavinioIl Desiderio di Ulissedi Livio Meo Al Teatro Goldoni di Venezia la messa in scena dell’opera di Alberto Savinio con la regia di Giuseppe Emiliani.
Un loquace e misterioso Narratore esordisce sul palcoscenico mettendo subito in guardia il pubblico: il celeberrimo protagonista evocato dal titolo non sarà presentato nelle vesti dell’eroico viaggiatore descritto nel poema omerico, ma attraverso il tramonto della sua esistenza umana. Nello spettacolo tratto dall’opera di Alberto Savinio e curato da Giuseppe Emiliani, Ulisse si confronta con tre figure femminili diverse ma nelle quali non riesce a trovare il tanto ricercato oggetto del Desiderio. Circe e Calipso deludono le aspettative del protagonista e vengono ripudiate per aver rallentato il cammino verso la donna che egli sogna e desidera, Penelope. Durante i dieci anni trascorsi fra le onde del Mediterraneo, Ulisse si trasforma: la sua vita si riduce strettamente al pensiero rivolto ad Itaca, dove lo aspettano Penelope e il figlio Telemaco, mentre l’incontro con altre donne non lascia il segno nella sensibilità dell’errante capitano. Giunto ad Itaca privo di forze e smanioso soltanto di poter riabbracciare la moglie, Ulisse rivede in Penelope una «replica fedelissima di Circe e di Calipso», un’immagine illusoria che il capitano aveva erroneamente dato al Desiderio. Il vento che gonfia le vele della sua invincibile nave ha spinto Ulisse verso un’intima ricerca di se stesso, conducendo però le sue convinzioni al naufragio. Dopo aver sfidato il vento, il mare e la tempesta, Ulisse abbandona anche Itaca, consapevole che il Desiderio verso il quale ha finora navigato non ha riscontro nella realtà ma alberga nelle profondità del suo animo. Capitano Ulisse racconta la metamorfosi di Ulisse da uomo, caratterizzato dall’ostinata ricerca d’appagamento, ad essere non riconducile solamente alla prospettiva umana, con il cuore dolorante ma consapevole di essere libero dalle passioni. Ulisse abbandona quindi la dimensione umana per diventare un’immortale icona solitaria, isolata da qualsiasi altro individuo. La trasformazione di Ulisse non è solo concettuale ma si manifesta concretamente nel simbolico cambiamento degli abiti: il protagonista accantona l’austera uniforme da marinaio per grigi capi borghesi, consegnandosi al mito dopo essersi svestito dei panni indossati durante le passate e gloriose avventure. Lo spazio scenico è pomposamente invaso da una scenografia che rimanda alla funzione del teatro come mezzo per smascherare la complessa figura di Ulisse, spesso relegata solamente a simbolo d’eroicità senza alcuna attenzione al carattere umano. Antonio Salines interpreta sobriamente il controverso ruolo di Ulisse mentre un’unica attrice, Vanessa Gravina, interpreta tutte le donne importanti delle vita del protagonista. Nonostante qualche calo di ritmo coincidente con le fasi discorsive del Narratore, la messa in scena di Giuseppe Emiliani risulta gradevole e appropriata per descrivere il personaggio omerico attraverso una prospettiva trasversale. Capitano Ulisse [prima assoluta] di Alberto Savinio regia di Giuseppe Emiliani - musiche originali Massimiliano Forza - scene, costumi e maschere Andrea Stanisci - luci Bruno Guastini con Antonio Salines, Vanessa Gravina, Virgilio Zernitz, Maurizio Zacchigna, Marzia Postogna, Cristina Sarti, Enrico Bergamasco produzione La Contrada – Teatro Stabile di Trieste, La Biennale di Venezia, Teatro Fondamenta Nuove in collaborazione con Comune di Venezia – Assessorato alla Produzione Culturale
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