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CARLO CIUSSI A CASTEL PERGINEDal 17 aprile al 7 novembredi Farida Monduzzi - Giacomo Botteri Entrati ormai nel circuito dell’arte internazionale con rassegne molto apprezzate, alcuni dei principali castelli trentini, da quello di Pergine, a Castel Thun e Castel Ivano, hanno goduto di riscontri significativi di pubblico e critica, offrendosi come prestigiosi contewnitori capaci di esaltare le opere esposte grazia anche al sontuoso sfondo delle montagne trentine.
Se poi ad esporre è un artista come Carlo Ciussi (al Castello di Pergine dal 17 aprile al 7 novembre con la mostra Carlo Ciussi - La quadratura del cerchio), questo felice connubio fra castello ed opere risulta ancora più evidente. L’artista friulano, poliedrico creatore che spazia dalla pittura alla scultura, dai progetti per spazi architettonici al mosaico espone 25 sculture e 15 opere pittoriche, tutte di notevoli dimensioni, collocabili quindi solo in queste vastità per non umiliarne significato e messaggio. Il titolo della mostra con il suo esplicito riferimento alla quadratura del cerchio, rappresenta una sintesi molto indovinata dell’evolversi delle sue creazioni artistiche. Evoluzioni forse intuibili già nelle opere dei primi anni della sua attività ai tempi delle sue partecipazioni alle Biennali veneziane e giunte con questa mostra trentina ad un punto significativo del suo iter artistico. Anche le opere dei primi tempi erano certo lontane dal figurativismo classico, apparivano già destrutturate, ma non puramente astratte. Le forme pittoriche erano solide e ben definite nello spazio, i colori apparivano forti con contrasti netti fra i neri assoluti e improvvisi guizzi di rosso. Nel suo divenire la pittura di Ciussi ha coerentemente mirato ad abbandonare via via quelli che gli apparivano come orpelli, fluidificando le forme, riducendole a poco a poco a pure linee, semplici spirali in una progressiva astrazione geometrica in grado di vedere oltre la pura materialità dell’opera, nell’intento di riuscire a trasmettere emozioni. I colori, a loro volta, si sono attenuati, lasciando al segno il dominio spaziale. Le sue sculture si presentano come forme in continua variabilità accomunate tutte da una continua tensione verso l’infinità dello spazio. I possenti cubi che si inerpicano verso il Castello pur massicci come massi caduti dalla montagna, si librano verso l’alto dando l’impressione di volere prendere il volo per annullarsi nello spazio chi sovrasta e verso cui anelano. www.castelpergine.it
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