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"CASA 69" IL NUOVO ALBUM DEI NEGRAMAROTra Spazio e Tempo, l’Iodi Ilaria Falcone Nati e cresciuti in provincia di Lecce, i sei musicisti hanno fatto i loro primi passi nel circuito musicale alternativo, imponendosi all’attenzione del pubblico soprattutto grazie a numerose esibizioni live. L’esordio discografico avviene nel 2003 con l’album omonimo “Negramaro”. Ma è con “000577” (2004) che la band comincia ad affermarsi. L’album, che vede la produzione di Corrado Rustici in alcuni brani, sancisce l’inizio di una collaborazione artistica che si ripeterà anche per “Mentre tutto Scorre” (2005) e “La finestra” (2007). Il terzo album dei negramaro “Mentre Tutto Scorre” (2005) è quello della conferma
A distanza di oltre tre anni, la rock band italiana composta da Giuliano Sangiorgi (voce, piano e chitarre), Emanuele Spedicato (chitarre), Ermanno Carlà (basso), Danilo Tasco (batteria), Andrea Mariano (pianoforte, sintetizzatori, programming, editing) e Andrea De Rocco (campionatore) torna con un album di grande impatto sia musicale che concettuale: Casa 69. L’incomunicabilità, il potere dell’illusione e l’individualità sono i temi-cardine dei sedici nuovi brani tutti scritti da Giuliano Sangiorgi e rivestiti musicalmente di un rock immediato quanto necessario. “Per due anni abbiamo lavorato, fatto una marea di provini. Per scelta ci siamo fermati per fare le cose in modo più profondo. Siamo soddisfatti. Ci sentiamo completi, non c’è stato nulla che volevamo dire e non abbiamo detto. Abbiamo cantato tutte le emozioni avute in queste due anni, che sono state tantissime. E Casa 69 le ha rappresentate. Casa 69 è il brano epicentro di questo disco. In questi due anni abbiamo sentito la necessità di tornare indietro, di rinchiuderci in casa e da quella “finestra” da cui si guardava il mondo, siamo tornati dentro. E poi Casa 69 è una casa vera, che esiste, in cui viviamo e conviviamo da tanti anni. Viviamo di musica, arte,… da tutte le stanze arrivano impulsi musicali. È un caos che si riordina.” Casa 69 e la copertina sintetizzano perfettamente l’anima del disco. Il titolo rappresenta il nome del luogo fisico, una vera e propria comune in cui tutti i componenti del gruppo vivono, condividono la loro passione per la musica e costruiscono in sinergia tutti i loro progetti da oltre dieci anni. L’immagine di copertina ritrae invece una scultura su vetro ideata e realizzata da Ermanno Carlà, bassista della band, che torna a dare anche questo apporto artistico dopo la cover de La finestra: un uomo-cuore che, con rami-vene scolpiti al posto delle gambe e delle braccia, vuole rappresentare la carnalità, la vita, la necessità. Così come un cuore per battere ha bisogno di un organismo a cui essere collegato, l’essere umano per esistere ha bisogno della comunità in cui vive.. “Se Mentre tutto scorre indagava sul concetto-categoria di tempo e La finestra su quello di spazio, Casa 69 è un’indagine sull’“Io” in tutte le sue accezioni, che sull’ossessione dei due concetti fonda il suo esistere: fra lo spazio e il tempo infatti l’unica categoria possibile è l’uomo. Una dimensione da cui però si sta allontanando pericolosamente, incantato da una falsa idea di forza e di libertà, propinata soprattutto attraverso il modello di vita dell’“I-Life”, che nella realtà si traduce in individualismo e brama di potere. Ci fanno credere che questo “I-Io” non ha bisogno di altro, non è vero. Da solo nessuno può fare nulla. E questa è la mia felicità oggi. In questi due anni siamo tornati ancora più indietro e abbiamo trovato noi sei come eravamo agli inizi. Siamo tornati alle origini della nostra emozione, con il bisogno di stare con noi, con i nostri parenti, con amore, ma anche il bisogno dei pugni in faccia, dei dissidi con chi non la pensa come te. Casa 69 è una collettività.”
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