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CHIAMATEMI KOWALSKI EVOLUTIONPaolo Rossi ricomincia da sédi Michela Tosato Rossi torna a Mestre e conquista il Toniolo per due serate all’insegna della satira e della più esilarante comicità.
Il comico milanese, di adozione, ha portato il suo spettacolo al Teatro Toniolo di Mestre il 19 e 20 dicembre, ottenendo consensi da un pubblico entusiasta e numerosissimo. Lo spettacolo riporta sul palcoscenico lo storico personaggio creato da Rossi ai suoi esordi, Kowalski, un alter ego che diventa un pretesto per dipingere la realtà in modo graffiante e acido. Il palco ricorda i locali di cabaret della Milano dei primi anni ’80, con tanto di “dietro le quinte” visibile: le barriere in questo spettacolo sono state abbattute per ricreare quasi il metateatro. Rossi inizia la sua serie di monologhi facendo una riflessioni sulle storie narrate ogni giorno, storie più o meno importanti ed interessanti, ma comunque preziose da conservare per mantenere saldo il filo con la memoria. Non importa se sono inventate o se non si sa più da dove sono partite, la cosa fondamentale è non perderle. Rossi nel suo spettacolo fa proprio questo: riannoda i fili della memoria e racconta il modo sempre accattivante il suo essere tanti personaggi in uno (15 per l’esattezza) e la difficoltà di tenerli insieme. Da qui parte una sua esilarante digressione sull’arte del mentire, creata seguendo i consigli stilistici del pubblico in sala. L’interazione con gli spettatori è una caratteristica fondante di tutto lo spettacolo e contribuisce a renderlo più che una piece studiata ed eseguita, un happening che muta ogni sera complice la partecipazione del pubblico che, divertito, si espone e l’istrionicità dell’artista. Rossi integra in maniera sapiente l’improvvisazione con pezzi storici del suo repertorio e riesce in modo sorprendente a parlare del presente (la satira politica, naturalmente, non manca) parlando del suo passato. L’attore comico è accompagnato sul palco da una band di quattro elementi capitanati da Emanuele Dell’Aquila, che oltre a dimostrare le sue ottime capacità di chitarrista blues e jazz, fa da spalla al Little King (come lui stesso lo annuncia ad inizio spettacolo). I musicisti contribuiscono a creare la giusta atmosfera per riportare il pubblico agli spettacoli di cabaret di venti anni fa, e come gli spettacoli di allora l’artista gestisce l’intervallo tra un tempo e l’altro: scene aperte, lui nel camerino (visibile dal pubblico) e musica dal vivo ad accompagnare la pausa. Una chicca stilistica che rende lo spettacolo di Rossi grintoso, divertente e ben curato dal primo all’ultimo minuto, lasciando il pubblico davvero soddisfatto.
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