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"CIRK" dei PantakinCinque clown tra il teatro e il circodi Enrico Silvano Pantakin è una compagnia teatrale veneziana che dal 2000 si dedica anche al genere del circo contemporaneo; lo spettacolo che abbiamo visto si intitola Cirk, come ci ricorda la scritta in cirillico posta all’entrata del grande tendone che domina la scenografia. Cirk è stato uno dei tanti spettacoli proposti all’interno di ”Sguardi”, il festival di teatro contemporaneo veneto, nato quest’anno con l’obiettivo di essere vetrina della produzione teatrale regionale tra le più interessanti d’Italia per la sua varietà e vivacità.
Lo spettacolo fa convivere insieme elementi tipici del circo (la giocoleria, la clownerie, i numeri acrobatici) con altri appartenenti invece alla tradizione teatrale; le performance di ogni singolo artista infatti, sono inserite in un canovaccio molto elementare: tra la misteriosa scomparsa e l’altrettanto misterioso ritorno della star del circo, l’elefante Bombo, assistiamo ad alcuni spaccati della vita quotidiana di uno scalcagnato circo multilingue, inframmezzati dalle incursioni di un poco autorevole gendarme alla disperata ricerca del pachiderma perduto. I cinque personaggi che animano lo spettacolo provengono da tre paesi differenti, alternano così l’italiano, al francese e allo spagnolo, ma è il linguaggio dei loro corpi lo strumento di comunicazione più efficace; i clown mettono in scena infatti innumerevoli convincenti siparietti a tema: tra dolci innamoramenti, chiassosi litigi e inseguimenti improbabili, i personaggi giocano uno con l’altro, spesso formando delle coppie (uno è la vittima, l’altro il carnefice, uno il performer l’altro l’ammirato spettatore), a volte costruendo scene collettive nelle quali i personaggi interagiscono con armonia, come in un balletto. Ne esce uno spettacolo fantasioso e allegro che mette buon umore, nel quale si tenta spesso di non relegare l’abilità circense alla sterile esibizione, e spesso si riescono ad utilizzare tali abilità come strumento per suscitare la risata o per creare atmosfere sognanti che la bella musica di Andrea Mazzacavallo, mai interrotta e sempre varia durante lo spettacolo, aiuta ad evocare. Insomma, i cinque attori che imperversano sul palcoscenico, sono prima clown che acrobati, prestigiatori o domatori; e questo fatto fornisce un valore aggiunto allo spettacolo, perché, come detto, da una parte l’abilità dei clown trasmette allo spettatore una vasta gamma di emozioni e dall’altra, le effettive capacità acrobatiche dei protagonisti esaltano le atmosfere create, con scene ed immagini anche di grande poeticità. La carriera professionale di Ted Keijser, il regista olandese chiamato a dirigere Cirk, non poteva che condurre a questo tipo di spettacolo, nel quale teatro e circo si fondono insieme; così infatti scrive nelle note di regia: “da quando ho iniziato questo mestiere, all’inizio degli anni Ottanta, ho scoperto pian piano che la mia vocazione era legata al mondo del circo, della commedia, delle feste popolari. Quasi tutte le regie che ho fatto, [...] sono in un modo o nell’ altro influenzate dal ritmo, dal rischio, dalla leggerezza, dai tempi comici e dalla gioia che conosciamo attraverso il circo.” Cirk Ideazione e regia di Ted Keijser Con: Emmanuelle Annoni - Giovanna Bolzan - Emanuele Pasqualini - Benoit Roland - Beppe "Sipy" Tenenti Musiche originali di Andrea Mazzacavallo Durata dello spettacolo: 1 ora e 15 minuti senza intervallo
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