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ČIURLIONIS. UN VIAGGIO ESOTERICO 1875-1911A Milano una retrospettiva sull’artista-musicista di origine lituanadi Saverio Simi De Burgis A Milano si è inaugurata una retrospettiva dedicata a Čiurlionis, artista-musicista di origine lituana. L’importante rassegna gli riconosce il fondamentale contributo, accanto a Kupka, ma sicuramente prima dei più noti Kandinskij e Klee, per gli sviluppi degli inediti rapporti tra ricerca musicale e pittura.
E’ stata definita una mostra di nicchia quella attualmente dedicata a Čiurlionis e tuttora in corso a Palazzo Reale a Milano. Si tratta in verità di una straordinaria rassegna di opere provenienti dal Museo lituano di Kauvas, per la prima volta esposte in Italia. L’occasione di approfondire la conoscenza di autori ancora poco conosciuti è notevole se si vuole uscire da limitanti luoghi comuni radicati nella storia dell’arte che dal punto di vista critico deve essere continuamente aggiornata e a volte riscritta. Il contributo offerto dalla mostra delle opere di Čiurlionis (1875-1911), ci consente di focalizzare con più precisione la vicenda umana e artistica di un autore scomparso a soli trentasei anni che certamente è riuscito, comunque, a segnare in termini originali lo sviluppo di un periodo, quello tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, così rilevante per la nascita delle avanguardie storiche. Il caso di Čiurlionis, artista dai molteplici interessi che spaziano dalla matematica alla fisica, dalla musica, - quale autore di straordinari brani sinfonici stimati da altri celebri compositori del periodo come documentato con cura, in catalogo, da Claudio Strinati, - all’astrologia, assume valore emblematico proprio per il confluire di tutti tali interessi all’interno del grande calderone “alchemico” della pittura. La sua concentrazione meditativa, sia dal punto di vista contenutistico, con espliciti riferimenti al simbolismo occidentale ma con altrettanto evidenti e colti richiami alla tradizione orientale - vedi le soluzioni tecnico-formali riscontrabili in un corrispettivo attento studio della composizione e delle giustapposizioni cromatiche – lo rende uno dei precursori dell’arte del ‘900, per lo meno lungo la linea che va da Kandinskij a Mondrian, da Kupka a Rothko. In tale accezione le sue visioni naturalistico-oniriche si collocano in piena autonomia rispetto al referente reale, prefigurando sviluppi successivi, soprattutto di ambito surrealista, ma consentendogli di mantenenere quell’originalità tipica delle opere proposte lontano dalle mode e dai luoghi comuni, in piena sintonia con una concezione dell’arte di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Sicuramente se le condizioni di salute psico-fisiche non lo avessero troppo indebolito fino a condurlo a un’improvvisa e prematura morte, la sua indagine gli avrebbe consentito di raggiungere quella condizione di compensazione spirituale che tanto cercò di raggiungere in vita e di cui oggi, a diversi livelli, si avverte la clamorosa mancanza quale concreta necessità per ristabilire, nel variegato e complesso mondo dell’arte, la sua identità, la sua fondamentale cifra onde ripartire per stabilire più equi e corrispondenti valori. Da martedì 16 novembre 2010 a domenica 13 febbraio 2011 Palazzo Reale Piazza Duomo, 12 Catalogo edizioni Gabriele Mazzotta, a cura di Gabriella Di Milia e Osvaldas Daugelis Orari:
La biglietteria chiude un’ora prima
Info: tel. 02.54918, www.mostraciurlionis.it, www.comune.milano.it/palazzoreale | www.mazzotta.it Info sulla Lituania: www.turismolituano.it
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