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COSMé TURA E FRANCESCO DEL COSSA - L’ARTE AL TEMPO DI BORSO D’ESTEI Maestri della pittura ferraresedi Farida Monduzzi Ferrara si autocelebra con una grande mostra dislocata fra Palazzo dei Diamanti e Palazzo Schifanoia incentrata su due suoi grandi maestri Cosmé Tura e Francesco del Cossa (Cosmé Tura e Francesco del Cossa - L’arte a Ferrara all’epoca di Borso d’Este, dal 23 settembre al 6 gennaio 2008).
La tematica espositiva ha però un vasto raggio in quanto non si esaurisce nelle figure dei due pittori, ma si allarga a tutte quelle personalità significative culturalmente nella Ferrara di quel principe illuminato. Durante il governo di Borso I, infatti, nasce e si sviluppa il linguaggio ricercato ed eccentrico che ha reso Ferrara celebre nell’arte del ’400. La mostra illustra la ricchezza di questo rinascimento non solo coi dipinti, ma anche con sculture, miniature, medaglie, oreficeria, tessuti, pur restando il centro della mostra l’opera del Cossa e di Tura. La rassegna si apre con l’evocazione della grande ricchezza tecnica formale della Ferrara estense, animata dalle opere di grandi artisti come Jacopo Bellini, Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Rogier van der Weiden. Si passa poi alla rappresentazione delle grandi opere monumentali volute da Borso I, alle miniature (basta citare la famosa Bibbia di Borso d’Este ove tardo gotico e novità rinascimentali si fondono grazie, fra gli altri, a Taddeo Crivelli e a Giorgio d’Alemagna). Seguono le opere di Tura e del Cossa per approdare infine alla magnificenza della decorazione del Salone dei Mesi a Palazzo Schifanoia. Nella seconda metà del ’400 si possono individuare a Ferrara varie correnti pittoriche riconducibili, a grandi linee, a Piero della Francesca, Andrea Mantegna, al particolarismo espressivo del fiammingo Rogier van der Weiden. Ciò che è interessante notare è che questa varietà di sollecitazioni non dà luogo ad una sorta di eclettismo in quanto i maestri ferraresi elaborano una loro poetica personalissima. Così Cosmé Tura anziché cercare una sintesi fra queste varie pitture, tende ad accentuarne i contrasti dando vita ad un dipingere dalla cifra stilistica quanto mai personale e riconoscibile ove domina un sentimento tragico ed una forte tensione religiosa (si veda come emblematica la sua Pietà con il Cristo morto fra le braccia di sua madre, figure dolenti, tragiche, dai tratti duri ed angosciati). Un certa influenza del Mantegna è peraltro riconoscibile nella figura della Primavera dello Studiolo di Borso ove l’immagine sembra sbalzata nel metallo mentre delfini, foglie, conchiglie e pietre preziose che circondano la figura, mirano a dare leggerezza alla materia ,come era riuscito al Mantegna alleggerire il bronzo scavandolo quasi ad accogliere la luce. Il Cossa, instancabile sperimentatore, è fra i protagonisti del maggior monumento della pittura ferrarese, la decorazione astrologica dei mesi a Palazzo Schifanoia. Ogni mese è suddiviso in tre parti: in quella superiore è rappresentata la divinità sotto il cui influsso cade il mese descritto, in quella mediana i segni dello zodiaco e le personificazioni astrali, in quello inferiore le attività umane. Sono riconducibili al Cossa i mesi di marzo e di aprile: affascina il modo in cui riesce a conciliare lo spazialismo di Piero della Francesca con le minuzie e preziosità della miniatura. Mai soddisfatto degli esiti raggiunti Francesco si sposta a Bologna (lo muovono anche ragioni di ordine pratico e cioè la ricerca di compensi maggiori per le sue opere) ove realizza la magnifica Annunciazione ora a Dresda. Enciclopedia visiva ricca di spazi sovrapposti, sfuggenti con archi, strettoie, strade accennate, linee sfuggenti organizzate in un’architettura armonica inesauribile nelle sorprese, particolarismi preziosi in un trionfo di riflessi luminosi. Mirabili L’angelo e la Vergine, maestosa e dolce ad un tempo. Con il Cossa e il De Robertis, poi, si raggiunge il vertice espressivo della pittura ferrarese. La mostra si conclude proprio nel salone affrescato, chiudendo un cerchio ideale iniziato con l’altro contenitore dell’esposizione, il Palazzo dei Diamanti opera dell’architetto urbanista Biagio Rossetti con le cui opere aveva preso avvio il rinascimento ferrarese. La mostra sul Cossa e Cosmé Tura rappresenta l’avvio di una serie di manifestazioni che dureranno fino a settembre dell’anno prossimo con l’intento di celebrare un periodo storico in cui tra ’400 e ’500 uno straordinario processo di crescita culturale rese Ferrara una delle principali capitali della civiltà europea. Si inserisce in questa prospettiva, accanto ad eventi quali concerti, convegni, spettacoli, pubblicazioni, festival di musica rinascimentale, l’inaugurazione di San Cristoforo alla Certosa a conclusione degli interventi di restauro. Gravemente devastato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, questo grandioso complesso stava da decenni andando in rovina. La fortunata combinazione di interventi pubblici e privati l’ha finalmente ricondotta all’originaria grandezza e splendore. Iniziata nel 1451 l’opera si concluse dopo nove anni considerando il nucleo principale che sarebbe poi stato via via ingrandito, in concomitanza con l’arricchimento della Chiesa di opere d’arte prestigiose. Considerata opera di Biagio Rossetti (certamente suoi i disegni originali del progetto), cenobio di alta religiosità, sopravvisse a terremoti, pestilenze finché l’editto di Napoleone ne decretò la chiusura, dopo che per secoli, i frati si erano conquistati devozione e riconoscenza assistendo l’intera città nelle calamità che la colpivano. Restituirla alla città estense e ai cultori del bello fa onore all’intera cultura. Orario: Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso: Palazzo dei Diamanti 9.00 - 19.00 Palazzo Schifanoia 10.00 - 20.00 Biglietto unico per le due sedi di mostra: intero Euro 10,00, ridotto Euro 8,00, scuole Euro 4,00. Una mostra organizzata da Ferrara Arte, in collaborazione con la Pinacoteca Nazionale, i Musei Civici d’Arte Antica e le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Catalogo edito da Ferrara Arte, a cura di Mauro Natale. Call Center Ferrara Mostre e Musei Tel. 0532.244949, Fax 0532.203064, e-mail: diamanti@comune.fe.it www.palazzodiamanti.it
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