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COSTA-GAVRAS E RICCARDO SCAMARCIO PRESENTANO "VERSO L’EDEN"I nuovi Ulissedi Ilaria Falcone “Verso l’Eden”, il nuovo film di Constantin Costa-Gavras, presentato in chiusura al Festival di Berlino, esce in duecento copie, distribuito da Medusa.
A Milano, il regista greco emigrato a Parigi, insieme al protagonista del film, Riccardo Scamarcio, ha presentato la sua nuova opera.
Il regista racconta di aver visionato parecchi attori per il ruolo di Elias; poi ha notato Scamarcio in Romanzo Criminale e Mio fratello è figlio unico e ha subito cercato di contattarlo. Destino vuole che l’attore italiano fosse proprio in quei giorni a Parigi. Si sono incontrati subito e Costa-Gavras ha lasciato il copione a Scamarcio. Verso l’Eden è una moderna Odissea, racconta Costa-Gavras: “Elias è un moderno Ulisse, che cerca una sua casa, non di tornare a casa. Con Jean-Cluade Grumberg abbiamo voluto che il nostro personaggio fosse la quintessenza di tutti coloro che per sopravvivere sono obbligati a partire. Perché non sanno più di che sfamare le loro famiglie, perché l’avvenire nel loro paese è deprimente, perché la polizia politica di un regime vuole la loro pelle, o più semplicemente perché hanno un sogno che li spinge ad andare altrove. Questa è una storia comune a tutti gli immigranti. Non è un’autobiografia, tuttavia ho attinto da me, dalle mie esperienze.” Riccardo Scamarcio: “Il fatto che non si conosca la provenienza di Elias - potrebbe essere curdo, afgano, turco, non è specificato - costringe lo spettatore a guardarlo come un uomo, non come un emigrante. Prima di tutto Elias è un uomo. Verso l’Eden neutralizza i confini in modo simbolico." Costa-Gavras: “Il problema per Elias è arrivare a Parigi, la geografia non conta. Abbiamo inventato una lingua perché non si potesse dare una nazionalità al nostro personaggio. Ho un immenso rispetto per un uomo che emigra. Lasciare il proprio paese è una prova terribile. La tragedia di cui parlo è permanente. Per affrontarla e raccontarla ho ritenuto indispensabile adottare uno stile più leggero più solare. Gli emigranti non arrivano solo dall’Africa, sono anche curdi, iracheni... Ho voluto mostrare persone che non portano con sé solo l’aspetto drammatico. Perché chi ha in sé un dramma scatena la paura in noi. Era importante mostrare il film in questa chiave. Oggi la situazione sociale è diversa, io stesso vedo le cose in modo diverso. Ho messo in evidenza come la nostra società accetta o non accetta gli immigrati." Riccardo Scamarcio: “Il film ha messaggi subliminali impliciti che si possono cogliere oppure no. A cominciare dai problemi di comunicazione. È una rappresentazione molto chiara su di noi.” Elias, in tutto il film pronuncia pochissime frasi, praticamente che praticamente non parla, perché questa scelta? Costa-Gavras: “I grandi attori del muto non parlano e ci fanno capire tutto. Riccardo doveva giocare con i suoi occhi e il suo corpo per farsi capire e capire quello che gli altri volevano da lui. Elias è una persona fragile, che deve accettare tutto, perché la debolezza che ha dentro di sé lo porta ad accettare tutto, per raggiungere Parigi." Come si è preparato al ruolo di Elias? Scamarcio: “Non mi sono preparato. È chiaro che non avendo dal copione un background di questo personaggio, ho sposato in pieno quello che non mi dava, il copione appunto. Ho visto questo personaggio come un uomo che fa un viaggio di iniziazione. Gli ho dato delle caratteristiche primordiali. Volevo che il mio personaggio mettesse in difficoltà i personaggi che incontra, con il suo candore, quel candore tipico dei bambini, un candore in contrasto con tutto quello che sta vivendo e con tutto il dolore che prova." Cosa c’è dietro le Colonne D’Ercole? Costa-Gavras: “L’Utopia!” Riccardo Scamarcio: “C’è una battuta del film che mi piace molto, quando un personaggio chiede a Elias “Anche lei è un mago? C’è un tale casino del mondo che solo un mago potrebbe risolverlo!” Foto a cura di Ilaria Falcone Copyright © NonSoloCinema.com - Ilaria Falcone
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