CURRENT TV: ARRIVA IN ITALIA LA TV DI AL GORE

La TV che viene dallo spettatore

Contro il monopolio dei media, nasce la tv dello spettatore. Esempio rivoluzionario che nasce dal basso, un po’ citizen journalism, un po’ YouTube.

Una rivoluzione che di politico non ha nulla. Nonostante il fondatore sia un ex-vicepresidente americano, il premio nobel Al Gore. Una rivoluzione guidata dal potere diffuso del web.

Una YouTube moltiplicata per tre: informazione, spettacolo, pubblicità autoprodotte.
Negli Usa tutto questo si fa attraverso Current Tv. E, da maggio, anche in Italia, dove Current si prepara a sbarcare, con una edizione italiana, anche sulle parabole di Sky.

Current non è la tv di Al Gore (fondata con Joel Hyatt), Gore non è mai apparso sugli schermi e la tv non parla in particolare di ambiente.
Alla base delle operazioni, è il sito (http://current.com), con il suo menu di notizie, informazioni, commenti, forum, chat, dove è possibile sfogliare e vedere, i programmi della tv e i video sottoposti dagli utenti.
I visitatori votano e decidono quali mandare in onda.
Un’ idea che vuole rompere il monopolio dei media tradizionali, per aprire le potenzialità della piattaforma televisiva.

Current ha recentemente vinto un Emmy (gli Oscar della tv americana), come “migliore tv interattiva”.
Anche se interattiva è un aggettivo che va già stretto, poiché non si tratta di spettatori che scelgono da un menù di programmi, ma si tratta di utenti che fanno i programmi che, una volta votati, andranno in onda.
Salutata come il tentativo di portare l’Internet intelligente in tv, non la tv stupida sugli schermi di Internet, questa nuova tv ibrida, è supportata dai dati riguardanti la visione televisiva: che rimangono ancora incoraggianti, ma che non parlano del cosiddetto “effetto rimbalzo”.
Mentre si guarda lo schermo televisivo, è attivo anche lo schermo del computer e del telefono e l’occhio opera un frenetico rimbalzare da uno all’altro.

I servizi possono essere fatti con un mix di immagini provenienti da diversi videofonini, ci può essere il reportage in presa diretta dalle zone di guerra o dagli eventi sportivi e spettacolari, dove e quando il media tradizionale non arriva.
Il risultato è un palinsesto giocato sui ritmi nervosi e spezzettati dei videoclip musicali, i più adatti alla sensibilità della platea di giovani fra i 18 e i 34 anni che rappresentano l’obiettivo di Current.

Tassello fondamentale: la pubblicità. Totalmente HomeMade che gode di un incontrastato successo. Tanto che alcune importanti aziende reclutano i registi proprio nei bacini di Current.
Nata due anni e mezzo fa, Current ha oggi 400 dipendenti, fra Usa, Inghilterra e Irlanda e dall’8 maggio sbarca in Italia, primo paese non di lingua inglese dove quasi tutto va ripensato da capo.
A gestire sito ed emittente e a filtrare il materiale, una trentina di persone, con a capo il direttore Tommaso Tessarolo. La presentazione, fatta questa volta da Al Gore in persona, è fissata per l’8 maggio a Milano.