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Cala il sipario sulla quinta edizione di Alba International Film Festival – Infinity8 giorni di proiezioni, mostre, incontri che hanno fatto di Alba e del suo festival un luogo dove vedere, parlare ma anche fare cinema.Comunicato stampa pubblicato venerdì 7 aprile 2006 Questa quinta edizione ha avuto come filo conduttore la realtà americana: la presenza di un maestro riconosciuto come Jerry Schatzberg – a cui il festival ha dedicato una retrospettiva completa e una mostra -di un filmaker di culto come Lech Kowalski e di un fotografo celebrato come Edo Bertoglio hanno consentito di indagare la recente storia degli ‘States’da varie angolature e prospettive. Sono stati inoltre ospiti della manifestazione Pupi Avati, che ha tenuto una lezione di cinema, Philip Gröning, regista del film di “culto” di questa stagione – Il grande silenzio - Mario Brenta. regista e sceneggiatore italiano che insieme a Ermanno Olmi è tra i fondatori di Ipotesi Cinema. A completare programma, tre sezioni competitive -Selezione Ufficiale (fiction), Cinema-uno sguardo nuovo (documentari), Concorso corti - un Colloquio sul tema del Pudore, un percorso storico a cura di Pierre Rissient e il Work in Progress, aperto da quest’anno alle produzioni europee Un festival che per i film vuole essere non solo “punto d’arrivo” ma anche di partenza: Lech Kowalski ha scelto Alba come set per iniziare le riprese di Doubly Mad, documentario di cui sono protagonisti due cittadini americani che da tempo lottano contro la “macdonaldizzazione”. Alba, con il progetto Work in Progress, diventa il luogo in cui registi e produttori possono incontrarsi, discutere,concepire nuovi film. E ancora, con il progetto Minuto Lumière, a cui ha collaborato Marie-Pierre Duhamel Müller direttrice di Cinéma du Réel, un gruppo di venti ragazzi della zona, nello s pirito dei fratelli Lumiére, hanno tratteggiato la vita e le persone di Alba, in una ventina di cortometraggi di un paio di minuti ciascuno. “Il legame con la città” dice Luciano Barisone, direttore della manifestazione, “si è finalmente realizzato: non solo il pubblico ha affollato le sale ad ogni proiezione, ma Alba è anche diventata il luogo in cui in una sorta di ‘corrispondenza di amorosi sensi’ sono confluiti film, persone, esperienze provenienti da luoghi diversi e lontani.” E non è un caso che proprio Alba e il suo territorio ospitino quello che il suo direttore definisce “un festival di resistenza” nei confronti di un sistema che vuole omologare e cancellare ogni individualità.
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