Cannes: “Taking Woodstock” di Ang Lee

Un concerto, una generazione

Concorso
Ang Lee, dopo gli ultimi due film (I segreti di Brokeback Mountain e Lussuria) che sono stati oggetto di parecchie discussioni e polemiche, torna alla regia con una storia che pare essere un punto di raccordo tra le diverse anime del suo modo di fare cinema, ovvero quella che scava nello spirito profondo dell’animo americano e quella che cerca di portare alla luce, oltre il perbenismo di facciata, la reale natura dei protagonisti dei suoi lavori.

In Taking Woodstock, il pluripremiato regista di Taiwan racconta, e in un certo senso smitizza portandolo nella sua reale dimensione, quello che è passato alla storia come il più grande concerto rock di tutti i tempi, ovvero l’evento che radunò, dal 15 al 18 agosto del 1969, nella piccola città rurale di Bethel vicino a New York, centinaia di migliaia di giovani.

Pochissimi sanno che tutto nacque da un debito di cinquemila dollari che un piccolo motel di provincia doveva ad una banca. Elliot, l’intraprendente figlio dei gestori interpretato da Tiber Martin, sfruttando anche il ruolo di locale presidente della camera di commercio, prova a proporre gli spazi della piccola cittadina a degli organizzatori professionisti di concerti. Nonostante le rimostranze degli abitanti locali, terrorizzati dall’inevitabile invasione di hippy, e le oggettive difficoltà organizzative, il concerto si svolge e ottiene un successo tale da rimanere unico ed entrare nella storia.

Da un film su Woodstock ci si aspetterebbe molta musica, invece Ang Lee sorprende tutti focalizzandosi su altri elementi, tanto che la colonna sonora risulta infine piuttosto spoglia e del tutto secondaria. Il regista de La tigre e il dragone è interessato a mettere in risalto le contraddizioni e la forte frizione generazionale esistente nell’America di fine anni Sessanta. Sono gli anni di Easy Rider, la controcultura hippy ha il sopravvento su milioni di giovani che ricercano, con strade però discutibili, di creare un mondo migliore.

Elliot, che all’inizio è il classico ragazzo di provincia inquadrato e poco sognatore, compie una propria evoluzione umana scoprendo nel corso della pellicola, attraverso conoscenze anche bizzarre, se stesso, i propri genitori e capendo qualcosa di più sul mondo nel quale vive.
Il cast è supportato da attori di gran livello che offrono ottime prove. Oltre a Imelda Staunton che veste i ruoli della madre ansiosa del protagonista, da segnalare anche uno straordinario Liev Schreiber, che passa con grande naturalezza dalla parte del macho di X-Men a quella di un simpatico travestito.

Directed by :
Ang LEE
Country:
USA
Year:
2009
Duration:
120 minutes